Bernard Arnault jet privato

Inquinamento, il secondo uomo più ricco del mondo vende jet privato dopo critiche su Twitter (ma non è una buona notizia come sembra)

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Bernard Arnault, co-fondatore di Louis Vuitton e seconda persona più ricca al mondo ha venduto il suo jet ma continuerà a inquinare (e non lo nasconde nemmeno)

Si chiama Bernard Arnault ed è il secondo uomo più ricco del mondo. Amministratore delegato della LVMH (azienda specializzata nella commercializzazione di beni extralusso) e co-fondatore di Louis Vuitton, Arnault – come è facile intuire – a causa del suo lavoro viaggia parecchio. Fino a qualche tempo fa lo faceva con il suo jet privato. Oggi non potrà più farlo.

Il miliardario francese, infatti, ha deciso di vendere il suo aeroplano a causa della pubblicazione su Twitter dei dati relativi a tutti i voli effettuati con il jet. A rendere pubblici questi dati erano stati due account di data-ambientalisti. Si tratta di gruppi di persone che per denunciare i livelli di inquinamento generato dall’utilizzo di voli privati da parte di miliardari e star, pubblicano online date e tratte dei voli e fanno i conti di quanta CO2 è stata generata.

A finire nelle grinfie dei data-ambientalisti sono stati anche Elon Musk (che in un’occasione aveva utilizzato il suo jet per un volo di 9 minuti) la pop-star Taylor Swift e, più di recente, il gruppo italiano dei Maneskin.

Bernard Arnault vendo il suo jet privato, ma non è una buona notizia

Parlando alla stazione francese Radio Classique, Arnault ha confermato la notizia: il miliardario ha deciso di vendere il jet privato che utilizzava per spostarsi qui e lì nel mondo e finito sotto i riflettori del web a causa dell’inquinamento generato.

Una buona notizia? Una presa di coscienza di quanto comportamenti di questo tipo possano far danno alla salute del Pianeta e quindi agli esseri umani? Niente affatto. 

Bernard Arnault l’ha detto senza girarci intorno: “Il risultato ora è che nessuno potrà vedere dove andrò perché noleggerò jet privati di volta in volta”. Insomma, il miliardario non ha alcuna intenzione di rinunciare ai voli privati e utilizzare voli di linea (sì inquinanti ma quantomeno con un’impronta di CO2 pro-capite più piccola). Non una presa di coscienza ambientalista, dunque, ma semplicemente una trovata per preservare la propria privacy.

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