Come gestire una risorsa limitata e preziosa come l’acqua in un Paese come l’Italia, fortemente idro-esigente e anche caratterizzato da una forte dispersione idrica? Per evitare disastri e per non penalizzare famiglie e imprese (agricole, ma anche industriali), una possibile soluzione è quella dei certificati blu: a introdurli, come prima firmataria di una apposita proposta di legge, la deputata Patty L’Abbate (Movimento 5 Stelle). Imprese, esperti tecnici e rappresentanti politici e istituzionali ne hanno discusso a Roma.
Tra le risorse più preziose e limitate, in Italia come nel resto del mondo, c’è senza dubbio l’acqua. L’Italia, da sola, ha bisogno di circa 30 miliardi di metri cubi ogni anno, utilizzati per il 56% in ambito agricolo, per il 31% nell’uso civile e per il 13% nel campo industriale. Oltre ad essere un Paese fortemente idro-esigente, il nostro registra anche gravi perdite di acqua nella fase di distribuzione, per via del cattivo stato di diverse reti. Anche nell’ambito della Strategia europea per la resilienza idrica, occorre ottimizzare le risorse non solo riducendo gli sprechi, ma anche introducendo strumenti come i certificati blu, permessi negoziabili che incentivano gli interventi di risparmio e riuso dell’acqua nei processi produttivi, con un sistema analogo a quello dell’Ets, con l’impronta idrica o water footprint come criterio da tenere in considerazione proprio come accade con l’impronta di carbonio.
A questo scopo, si è tenuta una tavola rotonda che ha visto partecipare il mondo produttivo, le aziende di distribuzione dell’acqua, esponenti politici e istituzionali ed esperti tecnici. L’obiettivo è quello di trovare un terreno comune su cui sviluppare il sistema dei certificati blu per la creazione di partenariati tra pubblico e privato. Questo, tra l’altro, è l’obiettivo della proposta di legge per la gestione e l’uso sostenibili delle risorse idriche, avanzata dall’onorevole Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle.
“Questo è l’inizio di un lavoro, perché gestire la risorsa idrica non è una cosa semplicissima ma che va assolutamente fatta. Ho insistito sul tema dell’impronta dell’acqua perché prima di capire dove andare a sistemare le cose, occorre capire quali siano le criticità e dove vadano eliminati le perdite di acqua o gli sprechi anche nel modo in cui noi andiamo a produrre” – ha spiegato Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle – “Oggi c’erano tutte le imprese, ma c’era anche l’Ispra, c’era il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e tutti insieme possiamo arrivare a creare un sistema, ognuno proponendo le particolarità delle proprie conoscenze. Un sistema necessario per evitare che domani i cittadini si trovino con i rubinetti chiusi e che venga detto loro ‘Guardate, oggi non potete prendere l’acqua’. Questo non può avvenire, l’acqua è una risorsa scarsa e ne hanno bisogno tutti: l’agricoltura e l’industria, ma i cittadini al primo posto. Con i certificati blu noi possiamo prevenire che accada un problema di questo tipo“.
“In questo momento l’attenzione è molto forte sulle guerre in corso, ma ce n’è meno, rispetto a qualche tempo fa, su una risorsa come l’acqua. La situazione geopolitica è critica, ma tutti sanno che le guerre vengono fatte per accaparrarsi le risorse limitate e ditemi se esiste una risorsa più limitata dell’acqua. Sappiamo che l’acqua è qualcosa di scarso, purtroppo il cambiamento climatico esiste e questo vuol dire che, a fronte di una popolazione che aumenta e consuma più acqua, la risorsa idrica continua a diminuire” – ha aggiunto l’onorevole Patty L’Abbate – “L’acqua è essenziale non solo per bere, ma anche per produrre e per una questione igienica. Per questo, a mio avviso, l’acqua è la prima risorsa da mettere al primo posto per essere tutelata. Ci auguriamo che questo governo lo capisca e si vada in questa direzione con azioni concrete“.


