Il rapporto tra acqua ed energia è sempre più stretto, ma la risorsa idrica è sempre più preziosa e limitata. ARTE ha riunito esponenti politici e istituzionali, esperti tecnici e rappresentanti di Enti pubblici e di ricerca per un confronto su una gestione più virtuosa ed efficiente.
L’acqua è una risorsa sempre più preziosa e limitata, e a ricordarcelo sono anche gli effetti dei cambiamenti climatici che concorrono a ridurre sempre di più la disponibilità idrica nel nostro Paese. Il ruolo fondamentale dell’acqua, anche nella produzione di energia, deve far riflettere anche sulla necessità di ottimizzare le risorse, di ammodernare e rendere più efficiente il servizio idrico e di rafforzare la sinergia tra risorsa idrica e risorsa energetica, anche nell’ottica degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Tutti questi temi sono stati affrontati in un convegno, organizzato in Senato da ARTE – Associazione Reseller e Trader dell’Energia, a cui hanno contribuito esponenti politici e istituzionali, esperti tecnici e rappresentanti di Enti pubblici e di ricerca che rivestono un ruolo cruciale nel garantire la tenuta, da questo punto di vista, di tutto il sistema Italia.
“Che l’acqua sia preziosa, un po’ ce l’hanno insegnato sin da bambini, ma sembrava un po’ come un dogma indiscutibili. Oggi invece di acqua si deve parlare in maniera molto più seria, perché la problematica relativa alla risorsa idrica è diversa. Vi sono poi delle mutazioni che sono avvenute a livello climatico e che indiscutibilmente ci sono, e tutto ciò porta a far sì che bisogna ragionare sull’acqua in modo diverso” – ha spiegato Erika Stefani, senatrice della Lega – “Non è una risorsa inesauribile, non possiamo pensare che dei beni siano come un pozzo senza fondo. L’acqua è un bene che deve essere gestito in modo diverso, una risorsa da valutare in maniera diversa, e questo convegno vuole anche approfondire cosa significa fare tecnologia e cosa significa investire sull’acqua. Non solo un nuovo modo di pensare l’acqua, ma anche di gestirla“.
“L’acqua è un bene fondamentale per il mondo energetico e il prezzo dell’energia dipende direttamente dall’acqua. Una cosa importante che vogliamo sottolineare è l’efficientamento dei consumi idrici, infatti stiamo portando avanti un progetto sui titoli di efficienza energetica che sono simili ai certificati bianchi per i sistemi dell’efficienza dell’energia” – il punto di Marco Poggi, presidente di ARTE – “Questo tavolo per noi è fondamentale, perché oggi gli investimenti sull’acqua non hanno un ritorno immediato, sono investimenti long-term e con questi titoli puntiamo a far sì che gli investimenti diventino short-term. Abbiamo aperti vari tavoli e speriamo di riuscire a raggiungere dei risultati, perché per l’efficientamento sull’acqua per noi è fondamentale ricalcare ciò che avviene nel mondo dell’energia“.
“Siamo in un settore, quello dell’energia elettrica e del gas, di cui oggi si parla moltissimo. Spesso però si sottovaluta il fatto che l’acqua è un bene preziosissimo strettamente correlato a questo settore. Se ne parla troppo poco ma con questo nuovo tavolo, dopo quello dell’anno scorso, vogliamo sollevare il tema dell’acqua e portarlo ai piani più alti, anche per sensibilizzare la politica su quello che per noi sarà il problema del futuro” – ha spiegato Diego Pellegrino, portavoce di ARTE – “Iniziamo a prevenire, cerchiamo di portarci avanti, in modo tale da mettere in pista subito soluzioni estremamente sinergiche sia per il mondo dell’energia ma soprattutto per questa transizione. Riuscire ad avere attenzione e sensibilità da parte della politica è importante, non facciamo come si fa di solito che di fronte ad un problema cerchiamo di mettere le famose toppe per intervenire. Anticipiamo i tempi e sicuramente faremo del bene a noi, ai cittadini e al nostro Paese“.
“Come ISPRA, Ente pubblico di ricerca, noi produciamo anche una conoscenza dal punto di vista del bilancio idrologico nazionale. Lo facciamo con un modello che ci consente di valutare le varie componenti del bilancio ma anche di dare una stima dei principali indicatori idro-climatici. I dati ci dicono che la disponibilità della risorsa idrica, nei prossimi anni, andrà via via diminuendo e quindi, in questo contesto, la conoscenza può essere al nostro servizio” – il punto di Maria Siclari, direttrice generale di ISPRA – “Per questo, stiamo collaborando con altre istituzioni e altri Enti di ricerca con la finalità di arrivare ad un servizio di valutazione e di previsione degli impatti dei cambiamenti climatici sulle risorse naturali e sull’ambiente. Lo stiamo facendo, nell’ambito di un programma europeo, per Copernicus Service Climate Change. L’obiettivo è di far sì che questa conoscenza ci permetta di arrivare ad un uso sostenibile ed efficace della risorsa idrica, ma che sia anche equo e che consenta il pieno svolgimento delle attività economiche del Paese“.
“Il legame tra acqua ed energia è strettissimo nei due sensi. Serve l’energia per pompare e trasportare l’acqua, è un elemento essenziale per far girare gli acquedotti, per estrarre e distribuire l’acqua. Al tempo stesso, l’acqua è necessaria per gli impianti energetici che hanno bisogno del raffreddamento (centrali termoelettriche, a gas, a vapore, ma anche impianti nucleari). L’acqua è un elemento indispensabile per produrre energia, in alcuni momenti di siccità molte centrali sono andate in difficoltà perché mancava l’acqua per il raffreddamento” – ha spiegato Marco Casini, segretario generale dell’Autorità Distrettuale di Bacino dell’Appennino Centrale (AUBAC) – “L’acqua è ulteriormente legata alla produzione idroelettrica, che nel nostro Paese rappresenta una quota importante della produzione di energia rinnovabile: quando c’è scarsezza d’acqua, gli impianti idroelettrici devono interrompere la loro produzione per consentire il deflusso minimo vitale o per consentire l’uso di acqua per irrigazione o a scopo idropotabile. Questo per esempio è successo nel 2022, quando la produzione nazionale idroelettrica è scesa del 30-40% proprio a causa dell’assenza di piogge, temperature molto elevate, invasi ai livelli minimi. In termini di emissioni c’è stato un impatto notevole, perché si è ricorsi di più al gas e in quella stagione i benefici delle rinnovabili sono stati praticamente azzerati“.
“I cambiamenti climatici impongono i loro tempi e i loro ritmi, manifestandosi ormai con una frequenza che ha superato qualsiasi aspettativa. Oggi ci troviamo costretti ad affrontare due tipi di emergenze: gli eccessi d’acqua e la scarsità della risorsa. Quando ci sono gli eccessi, occorre allontanarla in fretta dei territori, ove possibile raccoglierla e averla a disposizione quando manca. Questa è la sfida che i Consorzi di bonifica mettono in campo: realizzare diecimila piccoli e medi invasi, un progetto ideato insieme a Coldiretti, entro il 2030. Quattrocento sono già pronti per un utilizzo multifunzionale della risorsa: contrasto al dissesto idrogeologico, agricoltura, Made in Italy agroalimentare e produzione di energia con il fotovoltaico galleggiante o l’idroelettrico” – il punto di Massimo Gargano, direttore generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue (ANBI) – “Puntiamo a realizzare questi invasi per diverse funzioni ambientali, perché sarebbero realizzati tutti quanti in terra e tutti sarebbero in grado di ricaricare la falda, contrastando anche la penetrazione delle acque del mare e del cuneo salino. Questo progetto, in ottica futura, risponde a tutte le tematiche poste dai cambiamenti climatici“.
“Fino a poco tempo fa, pensavamo che l’acqua fosse un bene illimitato. Ci sono dei territori, come il mio, che nonostante abbiano fortunatamente diverse riserve di falda che però si stanno abbassando, devono sapere che l’acqua è un bene comune da salvaguardare. Tra le minacce c’è anche l’inquinamento, specialmente con i PFAS nella mia Regione. Il fatto che l’acqua sia limitata, difficilmente rinnovabile anche per via di questi ‘Forever Chemicals’, ci impone di stare molto attenti e di agire in modo corretto e coscienzioso” – il commento di Gianvittore Vaccari, amministratore unico di Veneto Acque – “Il connubio tra acqua ed energia è sempre più stringente, tanto che anche le nuove direttive europee ci ricordano che determinati servizi come questi devono essere a energia zero, o almeno rinnovabile. Di certo, non possono essere sistemi basati sul fossile ed energivori. Questo convegno, intelligentemente, propone una visione diversa di questa unione“.
“L’acqua è l’oro del nostro tempo: abbiamo l’oro giallo, l’oro blu e l’oro nero, cioè il petrolio. Dei tre oli storici, quello più importante è l’acqua: è sostanzialmente legata alla vita, siamo fatti fondamentalmente di acqua, il 70% della Terra è coperto di acqua ma solo l’1% è potabile” – ha spiegato Andrea Ferrazzi, responsabile Relazioni istituzionali dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) – “L’acqua diventa veramente l’elemento discriminante per il nostro futuro, non a caso tutti coloro che si interrogano sugli scenari del futuro si immaginano che i più grandi conflitti saranno legati all’acqua. E non mi riferisco solo ai conflitti di natura militare, ma anche a quelli economici, come già in atto. Bisogna quindi utilizzarla con intelligenza e parsimonia, naturalmente utilizzando anche tecnologie che consentono un equilibrio migliore tra una gestione di questo patrimonio di immenso valore e ovviamente la valorizzazione per la nostra vita“.


