Comunità scientifica in lutto per la morte di Jane Goodall. Ecco il nostro ricordo dell’etologa considerata la mamma degli scimpanzé.
“Ragazzi, dovete credere nel vostro futuro”. Così, in occasione del Concerto del 1° Maggio 2024, a Roma, in Italia, la scienziata Jane Goodall morta a 91 anni per cause naturali a Los Angeles, in California, negli Stati Uniti d’America, il 1° ottobre 2025. Ad annunciarne la scomparsa avvenuta durante un ciclo di incontri divulgativi è stato il suo “The Jane Goodall Institute” fondato nel 1977 e attivo in 25 Paesi per sensibilizzare le persone al rispetto, oggi più che mai, del pianeta Terra sempre più in sofferenza a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e della perdita di habitat.
Valerie Jane Morris-Goodall, questo il suo nome completo, nacque a Londra, nel Regno Unito, il 3 aprile 1934. A soli 26 anni, la donna, senza alcuna laurea in Zoologia, prese un aereo per sbarcare nel Parco Nazionale del Gombe Stream, in Tanzania, in Africa. Qui, con binocolo al collo e taccuino in mano, Jane Goodall iniziò a osservare gli scimpanzé chiamandoli per nome. Riconobbe loro, insomma, una personalità dotata di emozioni positive e negative. Una piccola ma significativa rivoluzione epocale per la comunità scientifica. Già, perché fino a quel momento i primati furono identificati con dei freddi numeri. Ed ecco allora “la donna che parlava con gli scimpanzé” al Bioparco di Roma, il 2 maggio 2024, durante un colloquio con uno dei suoi “figli”.
Nel corso della sua vita, Jane Goodall parlò a studenti, scienziati e politici. Indimenticabili, inoltre, le sue denunce contro gli allevamenti intensivi e la deforestazione selvaggia. “Abbiamo creato l’ambiente perfetto per la trasmissione dei virus dagli animali all’uomo“, affermò la madre dell’etologia moderna durante la pandemia di Covid-19. Oltre 30, tra l’altro, i libri scritti rivolti soprattutto ai ragazzi. Non a caso, nel 2022, Mattel le dedicò una Barbie in plastica riciclata e vestita con camicia kaki e shorts. Un gesto simbolico per ispirare bambine e ragazze a diventare attiviste, esploratrici e scienziate.


