Agroalimentare, crisi climatica, grano, tonno rosso, miele – Agrifood Magazine

Tabella dei Contenuti

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) L’agroalimentare italiano in vetrina al Salone del Gusto di Bucarest; 2) La crisi climatica colpisce i raccolti globali di grano; 3) Tonno rosso, scatta il sigillo di garanzia; 4) Cresce il consumo di miele, il 70% degli italiani lo consuma a colazione

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) L’agroalimentare italiano in vetrina al Salone del Gusto di Bucarest: L’eccellenza dell’agroalimentare italiano in scena in Romania. Dai vini ai formaggi, dalla pasta ai salumi, il Belpaese è stato protagonista con 21 aziende all’edizione primaverile di RoWine Bucarest 2025, consacrando il successo del Salone Gustul Italiei, organizzato da ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

2) La crisi climatica colpisce i raccolti globali di grano: I cambiamenti climatici causati dall’uomo stanno riducendo in modo significativo la produttività agricola globale, con conseguenze preoccupanti per la sicurezza alimentare mondiale. Secondo una ricerca guidata da David Lobell della Stanford University, pubblicata sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) dell’Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti d’America, i cambiamenti climatici hanno già ridotto del 10% la produzione globale di grano rispetto a uno scenario ipotetico privo di riscaldamento globale. E il grano non è l’unica coltura colpita: anche orzo e mais mostrano cali rilevanti nelle rese, rispettivamente del 12-14% e del 4%. Lo studio ha esaminato oltre mezzo secolo di dati, utilizzando modelli colturali avanzati e database della FAO, per ricostruire l’evoluzione delle rese agricole in funzione del cambiamento climatico. I risultati evidenziano chiaramente che le regioni agricole più produttive del pianeta – tra cui Europa, Cina e Russia – stanno già subendo gli effetti negativi del riscaldamento globale. Tra il 1974 e il 2023, le innovazioni agronomiche e tecnologiche hanno permesso di aumentare le rese globali tra il 69% e il 123%. Tuttavia, gli impatti negativi del cambiamento climatico hanno già iniziato a erodere questi guadagni, minacciando la stabilità del sistema alimentare mondiale. Le condizioni meteo estreme del 2024 confermano il trend. In Cina, maggiore produttore di grano al mondo, caldo e siccità mettono a rischio i raccolti. In Inghilterra, la primavera più secca degli ultimi 70 anni ha danneggiato gravemente le colture. Uno degli aspetti più allarmanti emersi dallo studio è che le stagioni di coltivazione più fresche di oggi sono più calde dell’80% delle stagioni di cinquant’anni fa. In alcune regioni, persino le annate meno calde di oggi superano le temperature più alte registrate mezzo secolo fa. Lo studio lancia anche un monito: «La scienza climatica ha fatto un lavoro straordinario nell’anticipare gli impatti globali sui principali cereali. Dovremmo continuare ad affidarci a questa scienza per guidare le decisioni politiche», specialmente per colture di largo consumo ma meno centrali per la sicurezza alimentare, come caffè, cacao, arance e olive.

3) Tonno rosso, scatta il sigillo di garanzia: È entrato in vigore l’obbligo di apporre un sigillo di garanzia su ogni esemplare di tonno rosso che arriva nei porti siciliani o per il tonno pescato dai palangari. Al momento dello sbarco e del controllo di convalida del documento elettronico di cattura, il sigillo con ben visibile l’origine e altre informazioni, viene apposto per facilitare il tracciamento del pesce in tutte le fasi della commercializzazione, sia quando è presentato intero che eviscerato.

4) Cresce il consumo di miele, il 70% degli italiani lo consuma a colazione: Cresce il consumo di miele. Nell’ultimo anno, quasi 4 italiani su 10 (36,5%) hanno aumentato il consumo di miele, con un 10,4% che lo ha incrementato di molto. Oggi, come rivela l’indagine AstraRicercheGli italiani e il Miele’ per il Gruppo Miele Unione Italiana Food, più di 1 italiano su 2 consuma miele settimanalmente: il 21,2% lo fa 5 o più volte a settimana (e ben il 17,4% tutti i giorni) e il 32,3% lo fa da 1 a 3 volte a settimana. Con un consumo pro capite di 400/450 grammi all’anno, il miele è prevalentemente consumato come dolcificante nelle bevande calde o fredde (54,5%), spalmato su pane o fette biscottate (46,9%) o anche così come è, al cucchiaio (38,1%). Il momento in cui viene consumato di più è al mattino per 7 italiani su 10 (70,2%), mentre il suo utilizzo in cucina è legato alla preparazione di dolci (34,9%), con i formaggi (33,6%), nello yogurt (29,6%). I consumatori di miele però non si considerano suoi veri conoscitori: meno della metà dichiara di conoscere molto o abbastanza bene il miele (40,8%), con quasi 4 italiani su 10 (38,5%) che dichiarano di volerne sapere di più su come utilizzarlo al meglio nella ricettazione. Secondo il vademecum su tutti gli usi del miele in cucina di Unione Italiana Food, come fonte straordinaria di zuccheri semplici (fruttosio e glucosio sono presenti dall’85% al 95%), rappresenta un cibo altamente energetico con un potere dolcificante superiore allo zucchero bianco nonché fonte di energia che il nostro organismo può sfruttare. Inoltre, una parte degli zuccheri contenuti nel miele, “fermentano nell’intestino comportandosi come sostanze prebiotiche che vanno a nutrire la flora batterica intestinale, rafforzando il microbiota intestinale e favorendo la crescita di batteri “buoni”.

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