Agroalimentare, Rapporto ISMEA: "Numeri record grazie a prodotti insostituibili"

Agroalimentare, Rapporto ISMEA 2025: “Numeri record grazie a prodotti insostituibili”

Tabella dei Contenuti

L’agroalimentare italiano è da record nonostante i dazi. Il Pil agricolo è cresciuto del 2%, il reddito agricolo registra un +9,2% mentre l’export agroalimentare ha toccato la cifra record di 70 miliardi di euro nel 2024.

Secondo il Report presentato da ISMEA e riferito al 2024, a sostenere le nostre esportazioni è la qualità. Il cibo e le bevande Made in Italy non sono sostituibili con equivalenti di altri paesi e per questo, anche nei primi mesi del 2025, hanno tenuto nonostante l’aumento dei prezzi e l’incertezza dei mercati.

Le prime stime del 2025 fanno ben sperare per il settore che gode dei fondi del PNRR destinati a sostenere la filiera agroalimentare.

Sergio Marchi, Direttore generale ISPRA ha commentato i dati del Report di quest’anno: “L’agricoltura italiana si conferma assolutamente su valori record, abbiamo per il 2024 70 miliardi di export, siamo primi in Europa per valori aggiunti in agricoltura, oltre 44 miliardi di euro che salgono ad 81 miliardi se mettiamo insieme anche l’agroalimentare.

Siamo anche primi per incremento dell’occupazione che sfonda il numero di un milione di occupati in
agricoltura e anche il reddito agricolo cresce oltre il 9 per cento. Questo che significa? Significa che il sistema agricolo e agroalimentare italiano ha una qualità unica e insostituibile, significa che il sostegno forte effettuato dal governo Meloni in questi anni e dal ministero dell’agricoltura sta dando i suoi frutti.

La situazione internazionale è chiaramente in rapida evoluzione, è un mondo che sta cambiando, ci sono guerre in corso, c’è il tema dei nuovi protezionismi dei dazi, quindi su questo il nostro sistema che è più resiliente di altri può giocare una partita vincente. Chiaramente i dazi non ci fanno bene, ma per dare un giudizio specifico su questo dovremmo aspettare un dato più consolidato nei prossimi mesi.”

E quindi il segreto sta nella qualità, cioè è un prodotto che viene scelto nonostante l’aumento
dei prezzi dovuto ai dazi per quello che abbiamo potuto osservare in questi pochi mesi?È esattamente così, molti prodotti italiani non sono sostituibili. – continua Marchi– Do un dato che è esplicativo, noi esportiamo negli Stati Uniti per l’11,4% del valore della nostra produzione, è il secondo mercato dopo la Germania, esportiamo per oltre 900 voci doganali, il 70% del valore è rappresentato dalle prime 13 voci doganali,

perché i prodotti italiani sono quelli, vengono richiesti tantissimo, parmigiano reggiano, grana padano, pecorino romano, formaggi secchi, vini fermi, spumanti, salse, pasta, prodotti di pasticceria, acidi balsamici, caffè torrefatto, ne ho già detto una decina, sono questi che rappresentano l’Italia nel mondo con grandissima qualità aggiunta, ripeto, non sostituibile e quindi più resiliente rispetto ad altri paesi.”

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha parlato delle richieste fatte a livello europeo sull’accordo con i Paesi Mercosur che aprirà il mercato Ue a prodotti alimentari sudamericani: “Sul Mercosur siamo stati chiarissimi fin dal primo giorno, abbiamo spiegato in Europa e ovviamente insieme al nostro mondo produttivo che noi consideriamo il Mercosur una complessiva buona occasione per una nazione esportatrice come la nostra, ma
che non accettavamo di sacrificare nessuno, se ci sono otto settori avvantaggiati e due penalizzati noi vogliamo che anche i due non siano penalizzati.

L’Italia è stata decisiva nel cambio di rotta dopo la firma iniziale della von der Leyen in Brasile nel far comprendere in Europa che c’era necessità di avere degli interventi aggiuntivi, uno di carattere compensativo, 6 miliardi e oltre previsti per garantire chi dovesse essere penalizzato dall’interscambio con i paesi sudamericani, l’altro di carattere protettivo, il freno a mano cioè l’elemento che vede una sostanziale sospensione delle regole nuove che vengono inserite di libero scambio se c’è una riduzione di prezzo del 10% anche in una sola singola nazione, importante ma non ancora soddisfacente,

l’ultimo elemento che abbiamo trattato proprio qui con il Commissario Šefčovič è che lui ha rivendicato come impegno anche pubblicamente nei suoi posti e anche nelle sue azioni cogenti alla reciprocità, non possono essere messi in condizioni i nostri produttori di comprendere sul prezzo con nazioni che non rispettano le regole che noi imponiamo loro e su questo siamo determinati e vogliamo rassicurazioni definitive su questo aspetto.

Una volta chiarito l’aspetto di protezione del nostro sistema nella sua interezza ovviamente ribadisco il Mercosur per un paese esportatore come ogni rapporto di libero scambio è un buon elemento di competitività.” 

Pubblicità
Articoli Correlati