Il presidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale, Antonello Fiore: “Ci sono diverse responsabilità, dodici persone sono morte non per le piogge, ma per diverse cause risalenti a molto tempo prima. Il rischio è di passare dalla sorpresa al dolore e alla memoria, per poi finire nell’oblio. E noi questo non lo vogliamo, per l’economia del Paese e per la salute dei cittadini”.
Una nuova richiesta di archiviazione, presentata dai pm della Procura di Napoli, ed una nuova opposizione da parte di SIGEA – Società Italiana di Geologia Ambientale, nell’ambito dell’inchiesta sull’alluvione di Ischia, che il 26 novembre 2022 colpì l’isola, e in particolare il territorio di Casamicciola Terme, causando dodici vittime, compresi alcuni bambini.
Per i pubblici ministeri, la devastante frana causata dall’alluvione sarebbe stata una tragica fatalità senza dei precisi responsabili. Un’ipotesi che la SIGEA ha sempre respinto con forza, denunciando tutte le mancanze che avrebbero effettivamente portato a danni ingenti dal punto di vista economico e incalcolabili in termini umani. Se la furia dell’evento estremo si era abbattuta con un’allerta di appena 40 minuti, le cause della tragedia sono da ricercare negli anni e decenni precedenti. Così Antonello Fiore, presidente nazionale di SIGEA, spiega le ragioni della nuova opposizione alla richiesta di archiviazione.
“Come SIGEA abbiamo depositato una opposizione all’archiviazione per il processo sull’alluvione di Ischia del 26 novembre 2022, dove hanno perso la vita 12 persone. Questa è la seconda opposizione che facciamo, perché il pm aveva proposto l’archiviazione già nel giugno dell’anno scorso, il giudice per le indagini preliminari aveva rigettato l’archiviazione richiedendo indagini integrative e il pm ha ripresentato l’archiviazione, perché secondo le sue ipotesi non è possibile individuare una responsabilità, a differenza del gip che, nel rigettare la prima richiesta di archiviazione, aveva detto che era fondamentale individuare le responsabilità di tutti coloro coinvolti nella mancata adozione del Piano di Protezione civile, obbligatorio a partire dal 2012” – ha spiegato Antonello Fiore – “Noi come SIGEA abbiamo fatto opposizione, un’opposizione che abbiamo ritenuto necessaria perché è impensabile attribuire a una fatalità o soltanto agli ultimi 40 minuti di precipitazioni che hanno determinato poi quella valanga di fango che si è abbattuta sull’abitato di Casamicciola Terme. È impensabile attribuirla soltanto ad una fatalità“.
“Ci sono anni di disattenzione nella cura del territorio, ci sono opere che sono state realizzate in luoghi dove non dovevano essere realizzate. C’è tutta una questione legata al Piano di Protezione civile che, se fosse stato adottato, avrebbe permesso di intervenire e far allontanare la gente che si trovava in quelle zone. Ricordiamo anche che qualche anno prima, nel 2009, c’è stato un evento simile, nella stessa area dello stesso Comune, che aveva provocato la morte di una persona” – ha aggiunto il geologo e presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale – “Noi riteniamo che è fondamentale la prevenzione per mitigare gli effetti dei disastri naturali, che non sono solo quelli legati ovviamente alle alluvioni, alle frane, alle mareggiate e ai nubifragi, che aumentano di frequenza anche a seguito dei cambiamenti climatici. Ma anche eruzioni vulcaniche e terremoti“.
“È quindi fondamentale che si intervenga a sensibilizzare la popolazione con l’autoprotezione, ma è fondamentale anche che si discuta questo nell’ambito di un processo. Perché è nell’ambito di un processo che si trovano le cause tecniche e scientifiche che possono servire a far sì che non si ripeta un evento del genere, non solo a Ischia ma in tutta Italia” – ha concluso Antonello Fiore – “Voglio giusto ricordare alcuni ultimi aspetti. Di eventi come questi ce ne sono stati diversi in Italia, anche molto luttuosi. Si passa dalla sorpresa dell’evento, alla commemorazione e alla memoria, e si rischia di finire nell’oblio. Noi questo non lo vogliamo, nell’interesse dell’economia del Paese e della salute dei cittadini“.


