Il settore ricerca e sviluppo industriale è un alleato prezioso per la transizione energetica. Sia per il patrimonio di innovazione che può produrre sia – più concretamente – per l’applicazione di questa innovazione ai prodotti che usiamo tutti i giorni.
Servizio di Ertilia Giordano
La chiamata alla sostenibilità alle aziende è partita da decenni e molte realtà continuano a investire nella direzione di un maggiore efficientamento energetico e, in generale, nel solco di un minore impatto ambientale.
È il caso, per esempio, di Ariston, nome familiare nelle case degli italiani e non solo che, partendo da Fabriano, nelle Marche, quasi 100 anni fa ha trovato la sua dimensione internazionale anche grazie alle innovazioni che ha saputo proporre. Innovazioni che, soprattutto negli ultimi anni, hanno incontrato le sempre crescenti esigenze di tutela ambientale.
Non a caso il marchio ha aderito recentemente all’iniziativa “Cinema in Verde” il festival di cinema ambientale che si è svolto presso l’Orto Botanico di Roma dal 18 al 21 settembre.
Proprio durante il festival Giuseppe Lorubio, Public & Regulatory Affairs Director di Ariston, ha raccontato ai microfoni di TeleAmbiente dei nuovi investimenti del gruppo orientati anche alla tenuta del made in Italy:
“In questi giorni abbiamo presentato al pubblico il nuovo piano di investimenti fino al 2028, che vedrà investire circa 500 milioni di euro per rifare diverse nostre fabbriche in particolare in Italia, ma non solo. Per noi è importante l’essere italiani e la nostra italianità. Facciamo il 10% del totale del fatturato del gruppo in Italia, ma produciamo il 40% di tutti i volumi industriali, quindi siamo un’azienda votata all’export partendo dall’Italia e in particolare dalle Marche. È importante per noi continuare a insistere sull’investire sempre di più in ricerca e sviluppo per prodotti sempre più efficienti per clienti, distributori e installatori in modo tale che capiscano a pieno l’evoluzione tecnologica in corso”
L’evoluzione tecnologica può avere ricadute – importanti e positive – sul risparmio energetico e su un maggiore rispetto dell’ambiente. Per questo, anche cercando di intercettare da vicino le esigenze del consumatore, Ariston sta ammodernando il settore del cosiddetto comfort energetico con prodotti più efficienti:
“Come Ariston supportiamo la transizione energetica e crediamo che tramite il nostro lavoro di ricerca e sviluppo possiamo offrire prodotti sempre più in sintonia con gli obiettivi della politica. Ricerca, sviluppo e innovazione sono proprio i motori che ci consentiranno di offrire prodotti sempre più avanzati per favorire la transizione energetica. Serve accompagnare il nostro cliente – l’installatore – e l’utente finale verso la scelta di soluzioni sempre più sostenibili”, ha continuato Lorubio.
“Ariston è un nome famoso presso le case degli italiani e in tutto il mondo, però solitamente non vendiamo il prodotto al cliente finale, quindi per noi è importante anche abbattere questo muro comunicativo verso l’utente finale per fargli capire e apprezzare a pieno che la transizione energetica è una sfida comune nella quale noi ci mettiamo del nostro”, ha concluso Lorubio ai microfoni di TeleAmbiente.
La storia e il presente di Ariston sono stati ricordati anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del centenario della nascita di Francesco Merloni che con la sua visione ha fatto del Gruppo Ariston un’azienda multinazionale e un modello d’impresa capace di coniugare competizione globale, radicamento sul territorio e responsabilità sociale e ambientale.


