antitrust multa compagnie petrolifere

Antitrust multa sei compagnie petrolifere per intesa restrittiva della concorrenza

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Le sei principali compagnie petrolifere operanti in Italia multate complessivamente per quasi un miliardo di euro: ecco di quali si tratta e perché è intervenuta l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust).

Sei importanti compagnie petrolifere, operanti in Italia, multate complessivamente per quasi un miliardo di euro dall’Antitrust per intesa restrittiva della concorrenza. Le aziende, di concerto tra loro, avevano infatti trovato un’intesa per aumentare il prezzo dei carburanti attraverso la determinazione concordata del valore della componente bio.

 

Le sanzioni economiche comminate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, al termine di un’istruttoria avviata grazie alla segnalazione di un whistleblower, ammontano complessivamente a 936.659.087 euro. La multa più pesante è toccata ad Eni, sanzionata per oltre 336 milioni e 214 mila euro. L’Antitrust ha comminato sanzioni anche a Q8 (172.592.363 euro), ad Ip (163.669.804 euro), ad Esso (129.363.561 euro), a Tamoil (91.029.755 euro) e a Saras (43.788.944 euro). Nel caso di Tamoil, l’istruttoria riguarda anche le condotte di Repsol, di cui aveva acquisito le attività in Italia.

Le sei compagnie petrolifere si erano coordinate per determinare il valore della componente bio inserita nel prezzo del carburante. In base agli obblighi vigenti, che prevedono l’inserimento di una quota di componente bio nella miscela del prodotto finale, dall’inizio del 2020 e almeno fino alla prima metà del 2023, le compagnie avevano attuato contestuali aumenti di prezzo, quasi sempre coincidenti, grazie a reciproci scambi di informazioni, diretti o indiretti. Questo aveva consentito alle aziende di far praticamente triplicare il valore della componente bio del prezzo del carburante, passando dai circa 20 euro al metro cubo del 2019 ai circa 60 del 2023.

Se tutti i consumatori si erano resi conto dell’impennata dei prezzi, specialmente nel 2022 con le speculazioni innescate anche dall’invasione russa dell’Ucraina, l’intesa restrittiva della concorrenza operata dalle sei principali compagnie petrolifere operanti in Italia di fatto ha costituito un ulteriore, e cronologicamente precedente, salasso. Un ‘cartello’ che è stato facilitato dalla comunicazione del valore puntuale della componente bio in numerosi articoli pubblicati su Staffetta Quotidiana, noto giornale di settore, grazie anche alle informazioni inviate direttamente da Eni al quotidiano.

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