Era il 5 settembre 2010 quando il primo cittadino di Pollica fu ucciso ad Acciaroli, pagando con la vita l’impegno per l’ambiente, la legalità e la salute dei cittadini. Le celebrazioni a Pollica, ma anche a Vallo della Lucania. Sergio Costa: “Non sono riusciti a spegnere la sua voce, ricordarlo è un dovere della Repubblica”. Legambiente: “Le nostre coste ancora sotto assedio, Angelo Vassallo ebbe il coraggio di contrastare speculazioni e reati”.
Quindici anni senza Angelo Vassallo. Era il 5 settembre 2010 quando il sindaco pescatore di Pollica, in provincia di Salerno, fu ucciso con nove colpi di pistola mentre, a bordo della propria auto, stava transitando nella frazione di Acciaroli per tornare a casa. Angelo Vassallo pagò con la vita un impegno costante per il territorio: per tre volte primo cittadino di Pollica, si era sempre battuto per la legalità, per l’ambiente e per la salute dei cittadini.
Quell’omicidio avvenne in circostanze mai chiarite, ma con tutta probabilità, dietro all’uccisione di Angelo Vassallo, non c’era solo la criminalità organizzata, ma anche rappresentanti dello Stato evidentemente collusi con i clan della camorra. Il prossimo 16 settembre, come ricorda anche il fratello Dario Vassallo, presidente della Fondazione in memoria del sindaco pescatore, partirà un processo che vede, tra gli imputati, anche importanti esponenti dei carabinieri. La verità, così a lungo negata e nascosta, ora potrebbe essere più vicina.
Domani, in occasione del quindicesimo anniversario dell’omicidio Vassallo, a Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, sarà inaugurato il primo spazio della Fondazione Angelo Vassallo. Saranno presenti Antonio Sansone, sindaco di Vallo della Lucania, il parroco della città e i fratelli, Dario e Massimo Vassallo, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione. Merito, questo, della concessione in comodato d’uso gratuito da parte di Annamaria Mainenti Rinaldi. “Avere questo spazio rappresenta la rinascita della Fondazione dopo la dolorosa espulsione dal Castello Capano di Pollica, oggi affidato a una società privata. Da qui ripartiamo per continuare a promuovere legalità, trasparenza e valori civici, i principi che Angelo ha sempre incarnato” – hanno spiegato Dario e Massimo Vassallo – “Sarà un punto di riferimento concreto per cittadini, studenti, amministratori onesti e per tutti coloro che vogliono conoscere la storia e l’eredità morale di Angelo“.
A ricordare Angelo Vassallo c’è anche Sergio Costa, già generale dei carabinieri forestali e ministro dell’Ambiente, e oggi vicepresidente della Camera. L’onorevole Costa conosceva bene Angelo Vassallo, così come le dinamiche illegali di quei territori, e lo ricorda così: “Nove proiettili tentarono di spegnere la sua voce. Non ci sono riusciti. La sua lezione di ambiente e legalità è più viva che mai e quell’impegno parla all’oggi. L’ultimo report di Legambiente segnala un assalto senza precedenti alle nostre coste, con 9,5 violazioni per chilometro. Sono gli stessi fronti che Vassallo contrastò – cemento illegale, inquinamento, pesca di frodo – ed è per questo che l’Italia ha bisogno di uno scatto collettivo: controlli efficaci, pianificazione sostenibile, tutela del mare come bene comune e partecipazione dei cittadini. La memoria di Vassallo non deve essere vista solo come una celebrazione: è un dovere della Repubblica“.
Anche Legambiente, che ha appena pubblicato il report Mare Monstrum sui reati ambientali che minacciano e danneggiano seriamente le coste italiane, ha voluto ricordare Angelo Vassallo. L’associazione ambientalista sarà ad Acciaroli di Pollica, domani, per le celebrazioni in memoria del sindaco pescatore che si terranno al Porto, e per la consegna del Premio Angelo Vassallo, il riconoscimento annuale per le amministrazioni più impegnate nella difesa dell’ambiente e nella lotta alle illegalità. “Nel quindicesimo anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo, torniamo a ricordare il coraggio nel contrasto a speculazioni e illegalità, portando all’attenzione dati e storie che raccontano l’assedio crescente alle nostre coste“, ha spiegato Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania.


