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Aree interne, l’indagine di SWG per AVS

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Alleanza Verdi e Sinistra ha commissionato alla nota azienda di sondaggi un’indagine su un campione di 800 adulti residenti in varie aree interne e rurali. Tra i dati ricavati, ce ne sono alcuni ampiamente prevedibili, ma non mancano le sorprese. Dopo l’indagine, partirà una serie di incontri sui territori per un confronto diretto con i cittadini che abitano in aree periferiche d’Italia, ma non vogliono rassegnarsi allo spopolamento e alla mancanza di opportunità e servizi. 

Si parla sempre più frequentemente di aree interne, rurali e montane, e dei vari Piani e Strategie nazionali dedicati al loro rilancio e sviluppo. Troppo spesso, però, le decisioni vengono calate dall’alto, senza approfondire realmente le necessità e le problematiche dei residenti. Alleanza Verdi e Sinistra ha commissionato a SWG un’indagine sulle esigenze e sulle problematiche di chi abita le zone più periferiche d’Italia. Nel nostro Paese, sono 3.834 i Comuni delle aree interne, con una popolazione maggiorenne di oltre undici milioni di persone. Un campione complessivo di 800 adulti è stato intervistato per rilevare le maggiori preoccupazioni, un giudizio sulle politiche nazionali e locali, comprese quelle sul territorio. Come sempre, preoccupano lo spopolamento e il calo demografico, la mancanza di occupazione e di servizi, il dissesto ambientale, ma ci sono anche aspetti soprendenti, come la scarsa conoscenza, da parte dei residenti, del Piano strategico nazionale per le aree interne (Psnai).

Oggi abbiamo presentato una inchiesta fatta direttamente tra la popolazione delle aree interne del nostro Paese, la prima dalla Seconda guerra mondiale, che rivela una realtà alquanto inquietante. Riguarda quasi 13 milioni di abitanti del nostro Paese e rivela una enorme preoccupazione per alcuni problemi che forse potevamo facilmente immaginare: il livello di occupazione che è sempre più problematico soprattutto per le giovani generazioni, l’accesso faticoso ai servizi pubblici, la mancanza di trasporti e collegamenti adeguati con i centri in cui ci sono anche i servizi stessi, e un dissesto idrogeologico che pervade il Paese” – ha spiegato Luana Zanella, deputata e capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera – “Noi abbiamo incaricato SWG per questo tipo di analisi, intendiamo presentare una proposta di legge che vada veramente incontro a queste necessità, interloquendo però con le realtà stesse. Da domani ci sarà una serie di eventi e iniziative sui territori, per includere e coinvolgere la popolazione stessa, senza calare progetti di legge dall’alto bensì facendolo in maniera veramente condivisa, perché sicuramente ci sono ancora aspetti che vanno approfonditi e indagati“.

Questa inchiesta e poi il dialogo che seguirà con i cittadini, a cui faceva riferimento l’onorevole Zanella, diventeranno la base per una proposta di legge che noi presenteremo, almeno per cercare di accendere i riflettori su una questione gigantesca, rispetto alla quale emerge in modo clamoroso la totale inazione del governo nazionale” – il punto di Peppe De Cristofaro, senatore di Alleanza Verdi e Sinistra – “Il governo Meloni ha fatto il decreto Montagna alcuni mesi fa, che però non incide minimamente su questi temi ma anzi produce soltanto danni, è il governo che ha fatto l’autonomia differenziata, e immaginate cosa possa significare, soprattutto al Sud ma non solo, il combinato disposto autonomia differenziata e inazione sulle aree interne. Noi invece pensiamo che serva un ragionamento di fondo innanzitutto sul modello di sviluppo e riteniamo questa inchiesta un primo elemento che ci pare utile per questo lavoro“.

Innanzitutto, ci sono delle problematiche che emergono e che sono in parte prevedibili, ma emergono con forza: problematiche di accessibilità che al giorno d’oggi non sono scontate, considerando le tecnologie e le infrastrutture disponibili. C’è ancora una diffusa carenza di possibilità e opportunità lavorative in queste zone, c’è un problema di accessibilità ai servizi sanitari anche perché c’è una carenza sul piano della mobilità. Ci sono anche problematiche riguardanti lo spopolamento e una scarsa attrattività delle zone per i giovani, nonostante dopo il Covid ci sia stato un trend anche di trasferimento, soprattutto di giovani, dalle grandi città verso le aree più rurali e periferiche. Questo fenomeno però viene reso difficile dalla carenza di infrastrutture e di servizi” – ha spiegato Rado Fonda, Head of Research di SWG – “Oltre a questo, un dato che colpisce è che pochissime persone residenti in queste aree conoscono il Piano strategico nazionale per le aree interne, nonostante sia in vigore da oltre dieci anni. Riguarda direttamente queste persone, ma nove intervistati su dieci non lo conoscono ed evidentemente il Psnai non è stato così incisivo in questi anni“.

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