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Qualità dell’aria, il report 2025 di ARPA Lazio

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Nel report di ARPA Lazio relativo allo scorso anno, si registrano sostanziali miglioramenti dei livelli degli inquinanti atmosferici in tutta la Regione. Le migliori notizie arrivano da Roma e dal suo agglomerato urbano, anche se persistono alcune criticità strutturali, come la qualità dell’aria nella Valle del Sacco.

Arrivano buone notizie dall’ultimo report di ARPA Lazio sul monitoraggio della qualità dell’aria in tutta la Regione relativo all’anno 2025. Complessivamente, si registrano miglioramenti significativi sulle concentrazioni degli inquinanti atmosferici e le migliori notizie arrivano senza dubbio dall’agglomerato urbano di Roma, dove per tutto il 2025 non sono stati registrati sforamenti dei livelli di biossido di azoto (NO2) e le polveri sottili (PM10) sono rimaste stabilmente al di sotto dei limiti massimi consentiti.

Nella Capitale ci sono stati miglioramenti anche nei dati provenienti da alcune centraline fisse, come Fermi, Corso Francia e Tiburtina: i livelli di biossido di azoto e di PM10 sono rimasti appena sotto i limiti di legge, quando negli scorsi anni si erano registrati diversi sforamenti delle concentrazioni medie e del limite di 35 giorni all’anno. Nel resto del Lazio, invece, la situazione è assolutamente positiva, con i livelli che si confermano, rispetto agli anni passati, stabilmente sotto i limiti normativi. Restano solo alcune criticità, come la concentrazione di PM10 nella Valle del Sacco, ascrivibile anche alla conformazione orografica del territorio, e quella di ozono rilevata dalla centralina di Allumiere, anche se i valori appaiono in leggero calo rispetto agli anni passati.

Il trend di miglioramento della qualità dell’aria in tutto il Lazio viene quindi confermato anche per l’anno 2025, ma occorre lavorare ancora anche in virtù della nuova direttiva europea 2024/2881, che dal 2030 introdurrà limiti più stringenti per tutti i principali inquinanti. Anche per questo, la Regione, insieme ad ARPA Lazio, sta per elaborare un nuovo Piano di risanamento della qualità dell’aria.

Ci sono novità significative di miglioramento, posso anticipare che, per quanto riguarda soprattutto l’agglomerato di Roma, è il primo anno in cui la nostra rete di monitoraggio non rileva alcun superamento dei limiti di legge. Questa mi sembra un’ottima notizia e ci faceva piacere presentare questo report qui in ARPA Lazio, perché si parla molto di qualità dell’aria, un tema importante, e ritenevamo altrettanto importante poter parlare noi di questi risultati che sono relativi all’anno appena terminato” – ha spiegato Tommaso Aureli, direttore generale di ARPA Lazio – “Possiamo dire esattamente una cosa: tutte le politiche ambientali messe in campo, a livello regionale come a livello comunale e locale, hanno prodotto dei risultati, tanto che nell’agglomerato di Roma non abbiamo“.

Sicuramente siamo soddisfatti, ma non appieno, nel senso che abbiamo ancora delle criticità nella Valle del Sacco, dove sappiamo bene che la condizione non deriva solo dalla produzione di inquinanti, ma ci sono anche delle condizioni meteo-climatiche che non favoriscono la dispersione degli inquinanti” – ha aggiunto il direttore generale di ARPA Lazio – “Permangono quindi ancora queste criticità nella Regione Lazio e vedremo, negli anni a venire, come potranno essere affrontate“.

IL REPORT

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