Cocktail di sostanze tossiche negli assorbenti servono più regole

Cocktail di sostanze tossiche negli assorbenti: servono più regole

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Interferenti endocrini, sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene entrano in contatto con il corpo delle donne ogni mese attraverso gli assorbenti. L’allarme della Ong Règles élémentaires: “Le soluzioni esistono. Ciò che manca è la volontà politica”.

Nell’arco della sua vita, una donna utilizza dai 5.000 ai 15.000 assorbenti e tamponi mestruali. Questi prodotti indispensabili sono pieni di agenti chimici pericolosi sia per l’ambiente che per la salute delle donne.

Nonostante il contatto frequente e periodico con le mucose genitali, una delle zone più delicate del corpo umano, assorbenti e tamponi non sono ancora regolamentati.

Inoltre, i prodotti usa e getta possono essere composti fino al 90% da plastica, con materiali che derivano dal petrolio come polietilene e polipropilene. Un problema anche per l’ambiente dato che, nel corso della sua vita, una donna può generare fino a 150 kg di rifiuti, di cui la maggior parte non è riciclabile, che finiscono in discarica o nell’ecosistema marino.

L’Ong francese Règles élémentaires ha lanciato un allarme sull’assenza di regole sui prodotti mestruali, chiedendo l’intervento dell’Unione europea in proposito.

Nel rapporto pubblicato dall’organizzazione non governativa vengono riassunti vent’anni di pubblicazioni scientifiche, interviste con ricercatori, produttori, europarlamentari e organizzazioni della società civile, che sottolineano il vuoto normativo sui prodotti mestruali.

L’assenza di regole sulla composizione di assorbenti e tamponi risulta ancora più assurda alla luce delle recenti azioni dell’Ue sugli inquinanti nelle acque potabili (PFAS) e la lotta alla plastica monouso, facendo emergere ancora di più l’urgenza di risolvere un problema che intreccia salute pubblica, ambiente e diritti.

“Gli assorbenti non sono un prodotto qualsiasi e continuare a trattarli come tali non è più sostenibile”, scrive l’Ong Règles élémentaires.

Dagli studi condotti finora, è emerso che all’interno degli assorbenti sono presenti numerose sostanze chimiche, tra cui pesticidi, metalli pesanti, composti organici volatili (Cov), ftalati, PFAS e persino nanoparticelle.

Tra le numerose indagini condotte sui prodotti per le mestruazioni, nel 2024 la rivista tedesca ÖKO-TEST, analizzando 23 marchi di tamponi, ha rilevato in 16 di essi la presenza di diversi metalli (tra cui piombo, cadmio e arsenico).

L’associazione PAN Uk ha trovato tracce di glifosato – un pesticida classificato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) come “probabile cancerogeno” – negli assorbenti interni di marche note come Tampax, Lil Lets, Superdrug e Boots, con concentrazioni molto più alte (fino a 40 volte) rispetto ai limiti fissati per l’acqua potabile.

Un altro studio del 2024, pubblicato sulla rivista Environment International, ha testato 30 tamponi – sia biologici che convenzionali – analizzando la presenza di 16 metalli. Dai risultati è emerso che in tutti i campioni erano presenti tracce di arsenico, cadmio, mercurio e piombo (classificato dall’IARC come cancerogeno di Gruppo 1).

Molte di queste sostanze chimiche, prese singolarmente, sono già considerate pericolose per la salute. L’accusa lanciata da Règles élémentaires fa luce proprio sui rischi legati al cosiddetto “effetto cocktail”, ovvero l’interazione di più sostanze chimiche che può determinare effetti additivi o addirittura sinergici, aumentando la tossicità complessiva.

Un’esposizione a basse dosi, ma in modo costante, che espone per anni le donne a potenziali rischi per i sistemi endocrino, riproduttivo e immunitario. Inoltre, alcuni studi hanno evidenziato la correlazione tra il contatto con sostanze irritanti e disturbi vulvari e vaginali (dermatiti croniche, prurito).

L’appello della Ong francese è per un’azione concreta da parte dell’Europa, che va a colmare il vuoto normativo riguardante i prodotti mestruali, con normative specifiche e l’inserimento della categoria all’interno della revisione del regolamento REACH.

“La salute mestruale non è una questione marginale. Colpisce metà della popolazione per decenni. La scienza esiste. Le soluzioni esistono. Ciò che manca è la volontà politica”, spiega l’Ong francese.

Oltre all’area relativa a salute e sicurezza, il report include altri quattro campi sui quali è necessario agire: “trasparenza e diritti dei consumatori”, “ambiente ed economia circolare”, “governo, partecipazione e diritti umani”, “ricerca, innovazione e conoscenza”.

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