In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Bandiere blu, le spiagge italiane sono sempre più belle; 2) L’Italia continua a bruciare. Il Report dell’ISPRA; 3) Il mare di Aci Castello liberato dalle reti fantasma; 4) Nasce la prima mappa globale degli spostamenti della Megafauna
In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Bandiere blu, le spiagge italiane sono sempre più belle: sono sempre di più le bandiere blu sulle spiagge d’Italia, il riconoscimento di Foundation for Environmental Education, che certifica – tra l’altro – eccellenti condizioni del mare negli ultimi 4 anni, efficienza della depurazione e gestione dei rifiuti e nel complesso del territorio, quest’anno è stato attribuito a 246 comuni rivieraschi e 84 approdi turistici, per complessive 487 spiagge che corrispondono all’11% dei lidi premiati a livello mondiale.
2) L’Italia continua a bruciare. Il Report dell’ISPRA: L’Italia continua a bruciare. Nel 2024, il belpaese è stato colpito da incendi boschivi per una superficie complessiva di 514km2, quasi la metà della superficie del Comune di Roma Capitale. Di questi, il 20% erano composti da ecosistemi forestali. Il 46% dei boschi bruciati era rappresentato da latifoglie sempreverdi, quali leccete e macchia mediterranea, il 37% di boschi di latifoglie decidue e il 14% di boschi a conifere. Sono i numeri del nuovo Report dell’ISPRA nell’ambito delle osservazioni e monitoraggi degli impatti dei grandi incendi boschivi sugli ecosistemi. I dati relativi alla perimetrazione delle aree bruciate sono forniti dal sistema European Forest Fires Information System del programma europeo Copernicus Emergency, ed elaborati da ISPRA con applicazioni di machine learning per il riconoscimento degli ecosistemi coinvolti negli incendi. Secondo il Report, gli incendi avvenuti in Italia nel 2024 sono risultati meno gravi per estensione delle aree colpite rispetto agli anni precedenti: l’estensione complessiva delle aree percorse da incendio nel 2024 risulta infatti pari a circa 2/3 del valore medio calcolato nel periodo 2018-2023. Inoltre, la superficie complessivamente bruciata in Italia lo scorso anno risulta superiore solo a quanto bruciato nel 2018 e nel 2019, ma decisamente inferiore a tutti gli anni tra il 2020 ed il 2023. Nel 2024 sono state colpite da grandi incendi boschivi 16 regioni su 20. Sicilia, Calabria e Sardegna insieme hanno contribuito a più del 66% del totale di superficie forestale italiana colpita da grandi incendi boschivi, mentre le regioni che non presentano grandi superfici bruciate sono la Valle D’Aosta, la Lombardia, Il Trentino-Alto Adige e il Veneto. La provincia che ha maggiormente sofferto gli incendi è quella di Reggio Calabria con 10,3 km2, che da sola rappresenta il 41% del totale forestale bruciato in Calabria e il 10% del totale forestale nazionale percorso da incendio. Anche nella provincia di Cosenza e in quella di Nuoro sono bruciati rispettivamente 9,4 km2 e 8 km2 di superficie boschiva. Il 31% degli ecosistemi forestali percorsi da incendio nel 2024 si trova all’interno di aree protette, appartenenti principalmente a siti della Rete Natura 2000. Il Report fornisce anche alcuni dati del 2025. Dal 1° gennaio al 9 giugno scorso, risulta una superficie complessiva colpita da incendi boschivi di 34 km2 (area corrispondente a poco meno della superficie del Parco Nazionale delle Cinque Terre), di cui quasi 10 km2 appartenenti a boschi e foreste. Attualmente quasi il 70% delle aree forestali percorse da incendio si trova nella regione Calabria. La seconda regione attualmente più colpita è il Trentino Alto-Adige (1 km2).
3) Il mare di Aci Castello liberato dalle reti fantasma: La collaborazione tra Fondazione Marevivo e Arca Fondi SGR, supportata da Banca Agricola Popolare di Sicilia, ha portato a un’altra operazione di tutela ambientale che ha consentito di rimuovere oltre 600 metri di reti fantasma dai fondali nei pressi di Aci Castello, a pochi chilometri da Catania. Un ecosistema minacciato dalla presenza di attrezzi da pesca abbandonati e rifiuti ingombranti può adesso “respirare” grazie all’intervento realizzato dalla Divisione subacquea della Fondazione. La presenza delle reti era stata segnalata dai Cacciatori di Reti Fantasma, un gruppo di subacquei amanti del mare che operano nella zona da moltissimi anni.
4) Nasce la prima mappa globale degli spostamenti della Megafauna: Nasce la prima mappa globale degli spostamenti dei grandi animali marini, come balene, squali e tartarughe. Dodicimila esemplari di oltre 100 specie diverse, saranno monitorati via satellite per capire come le loro rotte intersecano le attività di pesca, il trasporto marittimo e l’inquinamento prodotto dall’uomo. Lo studio, guidato da Ana Sequeira dell’Australian National University e pubblicato su Science dal Consorzio di Ricerca Internazionale MegaMove, è costituito da oltre 400 ricercatori di 50 Paesi e sostenuto dalle Nazione Unite. Diversi i ricercatori italiani che vi hanno preso parte. “Questo è uno dei più grandi set di dati di tracciamento marino mai assemblati – spiega l’ecologo del Virginia Tech, Francesco Ferretti – non si tratta solo di tracciare linee su una mappa. Dobbiamo comprendere il comportamento degli animali e sovrapporlo all’attività umana per trovare le soluzioni migliori”. MegaMove vuole supportare l’obiettivo 30×30 delle Nazioni Unite, concordato nel 2022 da tutti i governi al Vertice sulla Biodiversità a Montreal, per proteggere il 30% degli oceani del mondo entro il 2030. I dati raccolti nella mappa, però, dimostrano che anche se questo sforzo riuscisse, non sarebbe sufficiente per proteggere la megafauna. “Il 60% degli habitat critici degli animali tracciati si troverebbe comunque al di fuori di queste zone – sottolinea Ferretti – oltre alle aree protette, abbiamo bisogno di misure di mitigazione mirate, modificando le pratiche di pesca, deviando le rotte di navigazione e riducendo l’inquinamento”. Il progetto mostra la direzione in cui si sta muovendo il settore, ovvero una rivoluzione negli approcci ai big data nelle scienze marine. “Gli studenti devono essere formati non solo sul campo, ma anche nella scienza dei dati per affrontare le sfide future» – ha concluso Ferretti.


