La Cina è il maggior utilizzatore al mondo di carbone per la produzione elettrica. Eppure qualcosa sta cambiando nella strategia energetica di Pechino che sta rallentando la costruzione di centrali a carbone e sta finanziando nuovi reattori nucleari.
Dire che Pechino stia abbandonando il carbone come fonte per la produzione di energia elettrica sarebbe sbagliato. Ad oggi la Cina resta il maggiore utilizzatore di carbone al mondo. Eppure qualcosa nella politica energetica del Dragone asiatico sta cambiando.
Prima di tutto, negli ultimi mesi c’è stato un forte rallentamento nel rilascio di permessi per la costruzione di nuove centrali elettriche a carbone.
Il carbone è la fonte più inquinante di tutte in termini di emissioni climalteranti. È chiaro dunque che per combattere il cambiamento climatico bisogna prima di ogni altra cosa dire addio al carbone.
Eppure la Cina, solo nella prima metà del 2024, ha messo in funzione oltre 41 GW di nuova capacità elettrica generata da carbone e secondo alcuni dati entro la fine dell’anno si potrebbe arrivare a oltre 80 GW totali.
Ma secondo gli esperti del Centre for Research on Energy and Clean Air e del Global Energy Monitor, Pechino ha deciso di fermarsi qui e non costruire nuove centrali. Tant’è che nella prima metà del 2024 hanno ricevuto i permessi per la costruzione di nuove centrali a carbone soltanto 9 GW di nuova capacità produttiva.
Cina, dal carbone al nucleare… passando per le rinnovabili
Certo, considerando i volumi totali di emissioni di carbonio generati dalle attuali centrali a carbone attive non si può di certo cantar vittoria ma di sicuro si tratta di un significativo (seppur piccolo) passo nella giusta direzione.
Ma a questo punto bisogna chiedersi: un Paese come la Cina che prevede una costante crescita della domanda di energia, come intende rispondere?
Di sicuro dalle parti dell’Impero Celeste si è investito parecchio in energia rinnovabile. Per intenderci, solo nel 2023 la Cina ha aperto nuove centrali eoliche e nuovi parchi fotovoltaici che sono stati in grado di produrre tanta energia quanta quella prodotta dall’intero Regno Unito con tutte le fonti a disposizione.
Ma la sete di energia di Pechino è enorme. E vento e sole non possono bastare. Ecco dunque che Pechino cerca la soluzione nel nucleare.
Con l’obiettivo di rendersi indipendente energeticamente, il governo cinese ha stanziato recentemente ben 31 miliardi di dollari per finanziare la costruzione di 11 nuove centrali nucleari nel Paese.
Impianti che si andranno ad aggiungere ai 56 reattori nucleari già in funzione in tutto il territorio cinese (che sono responsabili del 5% dell’energia totale prodotta in Cina) e alle 26 centrali nucleari attualmente in costruzione.
Insomma, la Cina ha deciso di rallentare la produzione da carbone e velocizzare quella da nucleare.


