Gatti annegati, squartati e uccisi online: l'inchiesta choc della BBC

Gatti annegati, squartati e uccisi online: l’inchiesta choc della BBC

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Inchiesta choc della BBC su migliaia di persone, spesso giovanissime, solite pubblicare, condividere e vendere online video di gatti trucidati.

Prima l’adozione dai rifugi, poi la tortura tra mutilazioni e annegamenti, infine l’uccisione davanti alla telecamera dello smartphone. Ogni giorno, dall’Asia all’Europa, dalle Americhe all’Australia, i gatti subiscono crudeltà, maltrattamenti e violenze. Dietro orrori tanto inquietanti quanto preoccupanti, però, si nascondono persone insospettabili, spesso giovanissime, pronte a condividere la sofferenza dei felini più eleganti del pianeta Terra sulle applicazioni di messaggistica crittografata.

A scoprilo è un’inchiesta choc della BBC dopo la condanna di un ragazzo di 17 anni a 365 giorni di carcere per avere ammazzato un Micio in un parco di Ruislip, a Nord-Ovest di Londra, nel Regno Unito, a maggio 2025. Ancora in attesa di giudizio, invece, una sua amica per lo stesso crimine.

Migliaia, però, almeno secondo i giornalisti del servizio pubblico radiotelevisivo d’Oltremanica, le persone iscritte a un vero e proprio sadico clan 2.0 nato in Cina ma sbarcato in quasi ogni Paese del Globo per pubblicare, condividere e vendere clip di gatti trucidati, in media, ogni 14 ore. A lasciare senza parole sono, inoltre, i messaggi di incitamento per sventrare gli animali affamati. E non finisce qui.

Già, perché il torturatore più attivo nelle 24 chat nascoste scoperte nel 2025 da Feline Guardians avrebbe squartato almeno 200 cuccioli. “In Cina non esistono leggi per fermare la mattanza dei gatti. Ciò significa che i criminali possono commettere comportamenti simili senza conseguenze. Ricordiamo che i video, dopo essere stati caricati online, arrivano a persone di ogni età. A guardare le clip, oggi più che mai, soprattutto a seguito dell’inchiesta della BBC, sono, infatti, anche i bambini”, commenta una volontaria dell’Organizzazione Non Governativa (ONG).

Donna riuscita a entrare in contatto, tra l’altro, con uno dei membri più attivi del network criminale. Il suo nome? Little Winnie, nickname di fantasia, alludente al Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, spesso paragonato, guarda caso, al personaggio immaginario Winnie the Pooh. Eppure, dopo essersi mostrato in una videochiamata, l’uomo, un 27enne residente a Tokyo, in Giappone, avrebbe negato ogni coinvolgimento nella mattanza dei gatti.

Un fenomeno che, oltre a raccontare gli odiosi crimini verso esseri senzienti indifesi, testimonia, laddove ce ne fosse bisogno, la deriva della società del Nuovo Millennio.

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