La connessione tra l’uomo e la natura che lo circonda può essere uno strumento prezioso per la salute fisica e mentale: lo spiega molto bene Rita White, psicologa ambientale e presidente dell’Accademia Italiana di Biofilia.
La connessione tra uomo e natura come strumento di salute e benessere, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Sta prendendo sempre più piede, in tutto il mondo, l’approccio della biofilia, basato sul legame innato, ma in declino negli ultimi secoli, tra l’essere umano e il suo habitat. Riscoprire e coltivare il bisogno di connetterci con la natura può diventare un’arma preziosa per la prevenzione e la cura della salute fisica e mentale. Ne ha parlato, alla recente Conferenza Internazionale di Medicina Ambientale organizzata dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e tenutasi all’Università degli Studi Gabriele D’Annunzio di Chieti, la dottoressa Rita White, psicologa ambientale e presidente dell’Accademia Italiana di Biofilia. Dalla teoria alle sue applicazioni pratiche, la dottoressa White affronta così, a tutto tondo, i temi principali dell’approccio biofilico per la salute umana.
“Biofilia, come dice il termine stesso, è il nostro amore per la vita e nello specifico il nostro amore per la natura. Questa parola è stata coniata dallo scienziato Edward Wilson all’Università di Harvard e indica il nostro bisogno di connetterci con la natura. Ricordiamo che noi siamo natura e pertanto abbiamo bisogno di questa connessione proprio per funzionare a livello fisico e psicologico. La natura infatti aumenta il nostro umore, quindi le emozioni positive, aumenta le relazioni sociali e il funzionamento mentale. Ci sentiamo più focalizzati e performanti, e la natura promuove anche i processi di guarigione. Ci sono infatti studi, realizzati in ambito ospedaliero, che mostrano che quei pazienti che hanno la possibilità di avere una vista su alberi o luce naturale all’interno delle loro stanze d’ospedale, guariscono più rapidamente e sentono meno dolore anche durante il periodo post-operatorio” – ha spiegato Rita White a TeleAmbiente – “La natura non è qualcosa di estetico, opzionale o futile, bensì è qualcosa di necessario proprio per il funzionamento umano e questo approccio sta diventando sempre più importante, come dimostra anche la ricerca in tutti i campi, sia a livello medico che psicologico. Abbiamo bisogno di connetterci con la natura e dobbiamo farlo soprattutto perché oggi viviamo primariamente in ambienti urbani, in ambienti confinati per il 90% delle nostre giornate, per cui la natura deve essere riportata da noi“.
“Ad esempio, possiamo ricorrere ad una progettazione dell’ambiente, la cosiddetta progettazione biofilica o biophilic design, che aumenta ad esempio la luce naturale all’interno degli spazi indoor, che aumenta l’uso di materiali e colori naturali, la promozione di acqua, di suoni o di connessioni con l’ecosistema (quindi pensiamo anche alla presenza animale nei nostri habitat). Deve avvenire sempre di più anche una cura del nostro legame che si sta atrofizzando, dal momento che negli ultimi 200 anni la connessione con la natura si è ridotta drasticamente, del 60%. Gli scienziati la chiamano ‘estinzione dell’esperienza di natura’, proprio perché non possiamo più fare esperienze di natura all’interno dei nostri ambienti” – ha poi aggiunto la psicologa ambientale e presidente dell’Accademia Italiana di Biofilia – “Invece, a livello sistemico urbano, possiamo promuovere quello che sta già avvenendo in alcuni Paesi del mondo (e primo caso in Italia, la città di Verona), ovvero le città biofiliche. Sono città che massimizzano la connessione tra cittadini e natura all’interno del loro habitat urbano, attraverso luoghi come parchi, infrastrutture urbane, infrastrutture verdi e blu, dove senza sforzo le persone possono interagire con la natura senza dover allontanarsi, spendere soldi o sprecare troppo tempo per connettersi in modo assolutamente spontaneo con la natura, di cui ricordo che abbiamo bisogno per funzionare a livello fisico e mentale. Non a caso, infatti, quando sentiamo il bisogno di ricaricare le nostre batterie andiamo in natura, ed è proprio ciò che avviene: in luoghi naturali, il nostro cervello rigenera le sue capacità e quindi riusciamo a ricaricarci mentalmente e fisicamente“.


