Quando è arrivato il gatto domestico in Europa? Ecco lo studio italiano

Quando è arrivato il gatto domestico in Europa? Ecco lo studio italiano

Tabella dei Contenuti

Secondo una ricerca dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, il gatto domestico è arrivato in Europa 2.000 anni fa dall’Africa del Nord. 

Che sia con il pelo lungo o con il pelo corto, il gatto domestico è uno degli animali più eleganti del pianeta Terra. Nonostante un carattere un po’ schivo, a volte perfino snob, ben 108 milioni gli esemplari stimati nelle case d’Europa, almeno secondo la Federazione Europea dell’Industria degli Alimenti per Animali da Compagnia (FEDIAF). Ma quando compare Micio nel Vecchio Continente per la prima volta nella storia? Secondo un’accreditata teoria, Felis catus, questo il suo nome scientifico, sbarca in Europa, assieme ai primi agricoltori del Medio Oriente, durante il Neolitico. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Science”, invece, ne sposta l’arrivo ad appena, si fa per dire, 2.000 anni fa, dall’Africa del Nord. Autori della ricerca, tutta italiana, sono l’antropologo Claudio Ottoni e il biologo Marco De Martino dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Abbiamo ricostruito il DNA di 70 campioni archeologici di gatti ritrovati in tutta Europa e in tutta la Turchia negli ultimi 11.000 anni. Attraverso l’analisi del genoma dei felini, abbiamo visto che, nel Vecchio Continente, è impossibile rintracciare il DNA di Micio prima di 2.000 anni fa“, spiega a TeleAmbiente Marco De Martino.

Ma quali sono le implicazioni antropologiche e biologiche dello studio?

Ovviamente noi, come biologi evoluzionisti, siamo interessati a ricostruire il passato di tutte le specie animali e di tutte le specie vegetali e, in particolare, del gatto selvatico diventato gatto domestico nel corso dei secoli. Un felino che, tra l’altro, ha colonizzato anche remote isole dell’Oceano Pacifico. Capire quando e come è nato e quando e come si è sviluppato il legame con l’essere umano diventa, dunque, importante per entrambe le specie viventi“, conclude il biologo dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Pubblicità
Articoli Correlati