Blackout in Spagna e Portogallo: esclusi attacchi esterni, il collasso della rete rivela i limiti del sistema elettrico di fronte alla crescente quota di rinnovabili.
Niente attacco hacker. Niente evento climatico straordinario. A circa 24 ore dal blackout elettrico che ha paralizzato Spagna, Portogallo e parte della Francia è finalmente arrivata la risposta definitiva sulle motivazioni che hanno portato allo stop all’erogazione della corrente elettrica nella Penisola iberica per diverse ore.
Red Eléctrica, la società che gestisce la rete in Spagna, ha ricostruito l’incidente in sei passaggi: alle 12.33 di ieri si è verificata una prima perdita di potenza; la rete ha reagito in modo automatico stabilizzandosi, ma appena 1,5 secondi dopo è stata colpita da un secondo calo, ancora più grave. Dopo 3,5 secondi la connessione tra Spagna e Francia si è interrotta. Il punto critico è arrivato subito dopo: una perdita massiccia di potenza da fonti rinnovabili ha fatto collassare il sistema. In totale, sono bastati cinque secondi per far precipitare nella paralisi l’intera penisola.
Cosa c’entra l’energia solare con il collasso della rete elettrica Spagnola
L’origine del blackout è stata localizzata nella regione dell’Estremadura, nel sud-ovest della Spagna, e riguarda in particolare un’interruzione legata alla produzione solare. Il sistema si è ripreso in alcune ore, ma le conseguenze si sono fatte sentire a lungo.
Il blackout ha messo in evidenza però la vulnerabilità di sistemi sempre più dipendenti da fonti rinnovabili non programmabili. In Spagna, nel 2024, il 56% dell’energia elettrica è stato prodotto da rinnovabili, un aumento di sei punti rispetto al 2023. Il 23% arriva dall’eolico, il 19% ancora dal nucleare. Non solo, il 16 aprile il governo spagnolo aveva annunciato che le fonti di energia rinnovabili avevano pienamente soddisfatto la domanda di energia elettrica in tutto il sistema peninsulare del paese per la prima volta.
Ma attribuire la colpa del blackout alle fonti rinnovabili sarebbe fuorviante. In primis perchè sebbene la società elettrica spagnola abbia spiegato cosa sia accaduto, i motivi che sono dietro la perdita di potenza vanno ancora spiegati. Inoltre, l’evento ha mostrato piuttosto i limiti strutturali del sistema elettrico attuale, che non è ancora adeguatamente attrezzato per gestire l’alta variabilità delle fonti non programmabili.
La transizione energetica richiede infrastrutture più resilienti, sistemi di accumulo efficienti e una rete intelligente in grado di reagire in tempo reale agli squilibri. Il problema, insomma, non è la presenza delle rinnovabili, ma l’assenza di un sistema aggiornato che sappia integrarle con efficacia.
Dopo il blackout si apre lo scontro politico sull’energia
Intanto, sul fronte istituzionale, il blackout ha acceso uno scontro politico. Diversi partiti hanno chiesto che il premier Pedro Sanchez riferisca in Parlamento e che siano ascoltati i ministri di energia e trasporti. Il capo del governo si sarebbe dovuto presentare il 7 maggio per illustrare il nuovo piano di investimenti sulla difesa, ma l’audizione potrebbe ora essere anticipata. Inoltre dopo il blackout di ieri è tornato al centro del dibattito la questione nucleare: il Partido Popular, all’opposizione, ha chiesto al governo a guida socialista di rivedere la chiusura delle centrali atomiche prevista entro il 2035.
Il premier spagnolo ha annunciato “un’analisi indipendente del governo” con “tutte le risorse dello Stato” per determinare il motivo dell’interruzione dell’energia.
Sanchez ha spiegato che è davvero troppo presto per dare una risposta definitiva a quanto accaduto e ha spiegatoche il governo “non esclude alcuna ipotesi” sulle cause del blackout fino a quando non si avranno “i risultati conclusivi dell’analisi dell’accaduto”, che “saranno resi pubblici e presentati in maniera trasparente alle Cortes spagnole”.
Il numero uno dell’esecutivo di Madrid ha fatto sapere che il governo ha “sollecitato formalmente alla Commissione Europea e all’organismo regolatore” del mercato dell’energia Ue “un loro rapporto indipendente per sapere esattamente la loro valutazione” dell’accaduto.
“Il governo ha due priorità chiare: consolidare il ripristino del nostro sistema elettrico al 100% e scoprire cosa sia accaduto per evitare che possa succedere di nuovo. Il governo di Spagna andrà fino in fondo all’accaduto e adotterà le misure necessarie perché non si ripeta più”, ha concluso Sanchez.


