La Regione Umbria attraverso iniziative di legge e atti di pianificazione sta lavorando per contrastare i cambiamenti climatici. L’Umbria nel 2023 è stata la prima regione in Europa ad aver inserito nel proprio Statuto un articolo dedicato, alla crisi climatica. Il dato: Terni è penultima in Italia per il clima
La Regione Umbria sta lavorando attraverso iniziative di legge e atti di pianificazione che possano disegnare concretamente la capacità di mitigazione dei cambiamenti climatici, perché Il contrasto e l’adattamento a questo fenomeno non si fa con singole iniziative ma cambiando strutturalmente la pianificazione strategica a 360 gradi.
“In questa direzione – leggiamo in una nota dell’ente – la Regione Umbria ha avviato, in pochi mesi, un cambiamento radicale di prospettiva”.
L’Umbria è l’unica regione italiana, insieme alle Marche, tra i 164 progetti presentati, ad avere ottenuto il finanziamento per il progetto ‘Umbria Region Adaptation to Climate Change’ (URACC) in partenariato con 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria.
Il piano prevede un primo contributo di 210 mila euro da parte dell’Unione Europea attraverso il bando ‘Pathways2Resilience (P2R)’ destinato a supportare le Regioni europee nello sviluppo dei propri Piani di adattamento ai cambiamenti climatici.
L’Umbria in prima linea per fronteggiare i cambiamenti climatici
Il tutto avviene dopo che nel 2023 la Regione Umbria, guidata allora dalla presidente Tesei, è stata la prima regione in Europa ad inserire nel proprio Statuto un articolo dedicato, alla crisi climatica (l’11-ter), e che la Presidente Stefania Proietti, eletta a novembre 2024, ha assegnato una specifica delega alle politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

“Non solo – ha commentato l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca – stiamo anche agendo concretamente per dare risposte immediate. Poche settimane fa la Giunta regionale ha stanziato anche 700 mila per il progetto RIMU Clima, parte del PR FESR 2021-2027, per il potenziamento dei presidi territoriali per un monitoraggio più efficace finalizzato a migliorare la nostra capacità di prevenire e gestire i rischi naturali legati ad eventi estremi. Risorse che i vari servizi, dalla Protezione Civile a quelli dell’agricoltura utilizzeranno per attività specifiche volte a migliorare la rete meteorologica e prevenire i rischi”.
“L’ intenzione del mio assessorato – ha sottolineato ancora De Luca – è quella di delineare il ‘Programma stategico territoriale’ (PST), istituito dalla legge regionale gennaio 2015 e mai approvato dopo 10 anni, come lo strumento con cui declinare in ogni aspetto della vita della nostra regione l’adattamento ai cambiamenti climatici individuando le azioni necessarie alla mitigazione del rischio territoriale ed ambientale, al risanamento delle singole componenti dell’ecosistema ed alla valorizzazione delle specificità”.
“L’analisi presentata oggi (ieri per chi legge) dal Sole 24 Ore aggiornata al periodo 2014-2024 e basata sui dati forniti da 3bmeteo – ha riferito l’assessore De Luca – conferma che l’Umbria è particolarmente vulnerabile agli effetti dei cambiamenti climatici”.
“La classifica sulla qualità del clima dei 107 capoluoghi di provincia – ha detto Thomas De Luca – relega Terni al penultimo posto e sempre Terni ha il dato peggiore in assoluto rispetto a caldo estremo (media annua dei giorni in cui la temperatura supera i 35 gradi) e ondate di calore (media annua degli sforamenti sopra i 30 gradi per tre giorni consecutivi)”.

“Stiamo facendo i conti – ha aggiunto – con variabili come notti tropicali, escursione termica, intensità pluviometrica, circolazione dell’aria, riduzione della disponibilità idrica e con il significativo impatto sulla nostra regione a livello economico, sociale ed ambientale”.
“Per questo – ha ribadito l’assessore De Luca – oltre ad intercettare nuove risorse attraverso funzioni dedicate a questo specifico compito nella nuova riorganizzazione, ogni euro speso dalla Regione Umbria dovrà essere messo a sistema per garantire che le nostre comunità siano pronte ad affrontare i sempre più visibili e tangibili effetti della crisi climatica”.
“La Conca ternana – ha concluso – è l’hotspot climatico più importante della regione e come tale deve essere affrontato sin da subito potenziando i presidi sociali e sanitari per affrontare le ondate di calore”.


