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Bombe d’acqua, esondazioni e frane: il Nord in ginocchio

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In provincia di Alessandria 15 persone sono state salvate in un campeggio, ma una donna risulta dispersa. Situazione molto critica anche in Liguria, dove in tutti i capoluoghi, eccetto Imperia, le scuole sono rimaste chiuse. A Milano è esondato il fiume Seveso: la vasca di laminazione non è bastata a contenerne la piena. 

Gran parte del Nord Italia in ginocchio per gli effetti delle bombe d’acqua, accompagnate da un brusco calo termico, che hanno causato esondazioni, frane e danni ingentissimi nel Nord-Ovest del nostro Paese. Una perturbazione di origine atlantica arrivata dalla Francia, che di fatto sta sancendo l’inizio dell’autunno, aveva già portato un netto peggioramento del meteo nelle Regioni nord-occidentali nel tardo pomeriggio di domenica 21 settembre, colpendo in primis la Valle d’Aosta, il Piemonte e la Liguria, con rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento. Anche per questo, tutti i capoluoghi di provincia della Liguria, ad eccezione di Imperia, avevano deciso di chiudere le scuole a scopo precauzionale.

Molto grave anche la situazione in Piemonte, specialmente in provincia di Alessandria, dove sono state diverse le esondazioni che hanno interessato i centri abitati. Si attende ormai a breve l’esondazione del fiume Bormida, mentre in diversi, piccoli centri, alcuni torrenti hanno già invaso le strade e le abitazioni. A Spigno Monferrato, 15 persone sono state miracolosamente salvate in un campeggio ma una turista tedesca risulta dispersa dopo che l’area era stata travolta dall’esondazione del torrente Valla. Impegnati sulle sue ricerche, ci sono 27 vigili del fuoco che sono al lavoro lungo gli argini e su una diga con squadre a terra, droni e un elicottero. Diversi anche i ponti crollati sotto la furia delle acque, e che hanno di fatto causato l’isolamento di intere località.

La situazione è estremamente delicata anche, e soprattutto, in Lombardia. Esondazioni e smottamenti si sono verificati nelle province di Como, Monza e Varese, e in poche ore sono stati centinaia gli interventi dei Vigili del fuoco per soccorrere automobilisti rimasti intrappolati in sottopassi allagati, per liberare le strade dalle frane e dai detriti portati dalla furia dell’acqua e per soccorrere anche persone rimaste bloccate nelle loro abitazioni.

I danni alle infrastrutture, comprese quelle ferroviarie, sono ingenti, e gli osservati speciali, sin dalle prime ore dell’allerta meteo, erano stati ovviamente i corsi d’acqua. A Milano, le situazioni più preoccupanti riguardano ovviamente due importanti fiumi come il Seveso e il Lambro: il primo è esondato intorno alle 10 in zona Niguarda e Pratocentenaro, l’altro invece ha visto il proprio livello alzarsi sempre di più nel corso della mattinata. Nel caso del Seveso, indubbiamente il più critico, non si è rivelata sufficiente neanche la vasca di laminazione: le bombe d’acqua che hanno colpito il capoluogo lombardo hanno ingrossato sempre di più il fiume, con oltre 200 millimetri di pioggia caduti nel giro di poche ore su tutto il bacino. L’esondazione del Seveso a Milano è l’ennesima dimostrazione che, nonostante l’utilizzo di determinati sistemi tecnologici, c’è poco da fare di fronte all’effetto combinato del cambiamento climatico, del consumo di suolo e della cementificazione selvaggia, urbana e non solo.

Se la situazione continua a rimanere estremamente critica, con Milano che risulta duramente colpita soprattutto nel suo quadrante settentrionale, con il passare delle ore la perturbazione che ha interessato il Nord Italia si sposterà sempre più verso Sud, concedendo quindi una lieve tregua alle aree settentrionali. Già interessati dalle prime piogge nella giornata di lunedì, però, diversi settori di Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, con l’allerta che interesserà anche parte della Sardegna, dell’Umbria, del Lazio e della Campania.

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