Stop alle importazioni di carne dal Brasile per mancanza di sufficienti garanzie sul rispetto degli standard europei e sull’uso di antibiotici negli allevamenti. Ma perché questo stop mette a rischio anche uno dei simboli del Made in Italy, la Bresaola della Valtellina Igp?
Dal 3 settembre l’Unione europea ha sospeso le importazioni di carne dal Brasile, in attesa che il Paese sudamericano garantisca il pieno rispetto degli standard sanitari europei. Al centro della decisione ci sono soprattutto i controlli sull’utilizzo di antibiotici e antimicrobici negli allevamenti, comprese le sostanze vietate nell’Ue da oltre vent’anni.
Il provvedimento riguarda carne bovina, equina e avicola, ma anche prodotti come uova e miele. Il Brasile potrà tornare nell’elenco dei Paesi autorizzati solo quando dimostrerà di aver adeguato i propri sistemi di controllo alle norme europee.
“Il cibo che arriva in Europa è oggetto di controlli molto severi e, secondo il nostro approccio sanitario, abbiamo regole che vietano gli antimicrobici o l’uso di antimicrobici per la crescita e, inoltre, non somministriamo agli animali antimicrobici utilizzati per gli esseri umani”, ha spiegato la portavoce della Commissione, Eva Hrncirova.
Il problema riguarda in particolare la capacità dei controlli di laboratorio nell’individuare eventuali trattamenti antibiotici interrotti prima della macellazione, nel rispetto dei tempi di sospensione dei farmaci. Per questo Bruxelles chiede non solo l’assenza di residui nella carne, ma anche sistemi di tracciabilità in grado di dimostrare che gli animali destinati al mercato europeo siano stati allevati secondo gli standard Ue.
Confagricoltura accoglie positivamente la decisione, sostenendo che il Brasile presenti standard produttivi differenti da quelli europei e chiedendo maggiore reciprocità nelle regole commerciali. Sulla stessa linea sono Coldiretti e Filiera Italia, secondo cui non può esserci una reale tutela della salute dei consumatori e del reddito degli agricoltori se nel mercato europeo entrano prodotti realizzati secondo criteri meno rigorosi rispetto a quelli imposti alle aziende dell’Ue.
Cosa rischia la Bresaola della Valtellina Igp
Lo stop rischia di avere conseguenze significative su una delle produzioni simbolo del Made in Italy: la Bresaola della Valtellina Igp. Infatti, una quota rilevante della materia prima utilizzata dai produttori proviene proprio dal Sudamerica.
“La nostra Bresaola – ha spiega il presidente del Consorzio della Bresaola della Valtellina Igp, Mario Moro a Il Sole24Ore – è prodotta per l’82% con carne sudamericana che al 60% proviene dal Brasile. Questo stop farà venir meno nell’immediato almeno il 25% della materia prima a noi necessaria”. Di conseguenza, il consorzio si attende “un forte rialzo dei prezzi, visto che le quotazioni della carne per produrre la bresaola da giugno a oggi (da quanto cioè è stata annunciata la misura Ue) sono già aumentate del 15%”.
Ma com’è che una delle specialità più riconosciute della Valtellina è prodotta quasi interamente con bovini allevati e macellati in Sudamerica? A questa domanda TeleAmbiente ha risposto già in passato. Non si tratta di un truffa alimentare, lo precisiamo, tutto legale, ma non possiamo non domandarci come mai un’eccellenza del Made in Italy arriva da così lontano.
Ecco tutta la verità sulla bresaola della Valtellina IGP
“La carne utilizzata per la produzione di bresaola è prevalentemente una carne importata in particolare dal Brasile, dove viene allevato lo zebù. – ha spiegato a TeleAmbiente Chiara Caprio, Responsabile Relazioni Istituzionali di Essere Animali – La carne di questo bovino, macellato in loco o comunque in Sudamerica, viene poi esportata all’estero e acquistata in Italia dai brand che poi vendono la Valtellina IGP. In Italia avviene solo l’ultima fase, quella della lavorazione del prodotto. Ci sono delle linee di bresaola che vengono fatte con bovini italiani, anche se si tratta di una percentuale infinitesimale della produzione. Quindi, possiamo dire che la netta maggioranza della bresaola viene fatta con la carne di zebù”.
Ma perché in Valtellina non allevano questo animale per fare un prodotto davvero made in Italy, quanti e quali interessi ci sono in ballo? “Questo è un bovino che presenta alcune caratteristiche comode per come viene pubblicizzato il prodotto bresaola: è magro, quindi rispecchia i canoni del prodotto spesso considerato un salume adatto per le diete; la filiera del Brasile è diversa, meno controllata e certificata rispetto alla produzione europea ed italiana; e poi si sono motivi commerciali, perché grandi produttori di carne hanno interessi diretti nell’allevamento e macellazione della carne dal Sudamerica e hanno percentuali di proprietà importanti in brand europei, come alcuni di bresaola italiana”, spiega Chiara Caprio.
In ogni caso, c’è il rischio di finanziare la deforestazione in Amazzonia acquistando questa bresaola? “Diverse indagini hanno dimostrato che anche i produttori di carne sudamericana sono correlati a incendi dolosi per avere più terreni da coltivare o da usare per gli allevamenti. Oltre questo, sono state riscontrate anche illegalità nei macelli clandestini. In ogni caso sì, c’è il rischio di finanziare la deforestazione in Amazzonia acquistando questa bresaola. Attualmente diverse ong ambientaliste hanno denunciato come la tracciabilità dei prodotti provenienti da zone che operano in Amazzonia non è cosi affidabile”.
Controllare sempre le etichette di ciò che acquistiamo
Ma il consumatore medio lo sa che un’eccellenza del Made in Italy viene da così lontano? Gli italiani le guardano le etichette quando fanno la spesa? Lo abbiamo chiesto ai consumatori in una puntata di Vox Populi.
Ma quali sono i segreti per acquistare una bresaola della Valtellina IGP o un salume di qualità? A rispondere a questa domanda su TeleAmbiente è stato l’agronomo e autore del libro “La Spesa Felice” edito da Sperling & Kupfer, Daniele Paci.
“La cosa fondamentale è che la carne che utilizzano per fare il salume sia fresca e non surgelata. La bresaola, fatta oggi con carne che proviene dall’altra parte dell’oceano, ovvero carne di zebù dal Brasile, ci arriva surgelata. Ovviamente una surgelata poi scongelata non è la stessa cosa di una carne fresca. Come fare a capire in etichetta se la vostra bresaola viene fatta con carne fresca? Naturalmente non lo scrive nessuno. Dovete cercare la dicitura ‘origine della carne 100% italiana’. Solo in quel caso avrete la certezza che la vostra bresaola avrà veramente la qualità che cercate”, spiega Daniele Paci.


