A TeleAmbiente il Presidente di Rispetto per tutti gli animali, Giancarlo De Salvo, presenta i tre referendum abrogativi per bandire caccia e allevamenti intensivi in Italia.
Bandire caccia e allevamenti intensivi in Italia. A chiederlo sono i referendum abrogativi presentati da Rispetto per tutti gli animali da quasi dieci anni in prima linea per garantire i diritti di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci. Tre i quesiti pubblicati sulla piattaforma del Ministero della Giustizia e consultabili, attraverso SPID o carta d’identità elettronica (CIE), fino al 16 settembre 2025: due contro la caccia e uno contro gli allevamenti intensivi.
“Il primo referendum abrogativo potrebbe dare una mazzata definitiva alla caccia. Il motivo? All’interno dei terreni privati, gli uomini alla ricerca di anatre, cervi e conigli non potrebbero più entrare senza l’autorizzazione del proprietario. Certo, la caccia non sarebbe vietata al 100%. Probabile, però, un colpo molto forte per dimezzarla“, dichiara a TeleAmbiente il Presidente di Rispetto per tutti gli animali, Giancarlo De Salvo.
La stessa proposta presentata, tra l’altro, dal leader del Partito Radicale, Marco Pannella, il 3 giugno 1990. Eppure, 35 anni fa, niente quorum, nonostante il voto favorevole di quasi 18 milioni di cittadini italiani. Da qui, la riproposizione. Obiettivo più grande resta, però, la totale abolizione delle doppiette lungo lo Stivale.
“Il secondo referendum abrogativo vieterebbe la caccia, così da renderla illegale. Fondamentale, però, la partecipazione della maggioranza degli aventi diritto al voto (50% + 1). Comunque, in caso di bocciatura della Corte Costituzionale, il primo referendum abrogativo sarebbe salvo“, sottolinea l’attivista per i diritti degli animali.
Necessaria, infine, secondo l’Organizzazione Non Governativa (ONG), la chiusura degli allevamenti intensivi per strappare esseri senzienti a un vero e proprio inferno.
“Se passasse il terzo referendum abrogativo, tra un anno le industrie zootecniche potrebbero essere illegali lungo la Penisola”, conclude il Presidente di Rispetto per tutti gli animali, Giancarlo De Salvo.
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Ecco dove firmare i tre referendum contro caccia e allevamenti intensivi
Qui il Referendum per vietare la caccia nei fondi privati d’Italia
Qui il Referendum per vietare la caccia in Italia
Qui il Referendum per vietare gli allevamenti intensivi in Italia
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