Il 2024 è stato l’anno con il caldo più intenso mai registrato. Le ipotesi scientifiche sulla causa di questo riscaldamento improvviso esplorano vari fattori, dal riscaldamento globale all’eruzione del vulcano Hunga-Tonga.
Da quando l’essere umano è in grado di registrare le temperature globali non c’è mai stato un anno tanto caldo quanto il 2024. Colpa del riscaldamento globale causato dai combustibili fossili? Di sicuro la CO2 e gli altri gas a effetto serra hanno avuto un ruolo importante, ma un riscaldamento tanto repertino delle temperature non era stato previsto da nessun climatologo.
Per questo motivo ora gli scienziati del clima di tutto il mondo stanno cercando di capire cosa sia successo. Se ne è parlato a inizio dicembre in una riunione presso l’American Geophysical Union dove diversi ricercatori hanno presentato le loro ipotesi su un aumento delle temperature globali così repentino a partire da inizio 2023.
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— AGU (American Geophysical Union) (@theAGU) December 10, 2024
Caldo record, le ipotesi
Le ipotesi presentate dagli scienziati sono tante. C’è chi sta analizzando il ruolo delle nuvole spiegando che dallo scorso anno la copertura nuvolosa ha toccato livelli minimi impedendo, dunque, la riflessione della luce del sole e l’aumento del caldo.
C’è chi invece sta valutando il ruolo delle misure per ridurre la quantità di inquinamento atmosferico emesso dalle navi. Dal 2020, infatti, è in vigore un regolamento che ha abbassato la quantità di inquinanti emessi dalle navi e di conseguenza ha ridotto la quantità di aerosol di solfato immessa nell’atmosfera che bloccava la radiazione solare in arrivo e aiutava a raffreddare leggermente il pianeta.
Ma nella comunità scientifica c’è anche chi ipotizza che la causa del caldo record degli ultimi anni sia da individuare nell’eruzione del vulcano Hunga-Tonga, situato nel Pacifico meridionale, nel 2022 che avrebbe riversato nell’atmosfera 150 milioni di tonnellate di vapore acqueo, contribuendo a intrappolare più calore vicino alla superficie terrestre.
The Hunga Tonga-Hunga Ha’apai volcano eruption seen from space.
It produced the biggest atmospheric explosion ever recorded.
It was so powerful that the atmospheric waves reached 100 km into the ionosphere, lapped Earth at least 6 times and reached speeds up to 320 m/s. pic.twitter.com/KcdFrk8euF
— Massimo (@Rainmaker1973) November 15, 2024
Una risposta univoca non è ancora stata trovata. Ciò che è certo è che tutti questi fattori possono aver contribuito a un fenomeno – quello del riscaldamento globale di origine antropica – che in ogni caso può essere fermato solo dicendo addio alle fonti fossili come gas, petrolio e carbone.
Caldo record, superata la soglia dei +1,5°C
Qualunque sia il motivo che ha contribuito a un aumento delle temperature globali così elevato, resta la preoccupazione per il superamento di una soglia importante.
Il 2024 è il primo anno in cui si supera quota 1,5°C di riscaldamento globale rispetto al periodo pre-industriale (siamo arrivati a quota +1,62°C. Superando il record del 2023 quando la temperatura fu di 1,48°C superiore a quella del periodo pre-industriale).
Quella del grado e mezzo non è una soglia scelta a caso, anzi. Si tratta della temperatura che non si dovrebbe superare a livello strutturale per evitare le conseguenze peggiori dei cambiamenti climatici come alluvioni, tifoni, ondate di siccità e tutte gli altri eventi meteo estremi.
Che si sarebbe arrivati a superare quota +1,5°C di riscaldamento globale nel 2024 era un dato ormai certo. Tanto che la questione è stata al centro di diversi interventi durante la COP29, la 29esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si è tenuta proprio lo scorso novembre a Baku, in Azerbaigian.
Proprio in seguito alla fine dei negoziati climatici, il direttore del Copernicus Climate Change Service Carlo Buontempo intervenendo a Quo Vadis su TeleAmbiente aveva spiegato che il superamento di quota 1,5°C per l’anno 2024 non rappresenta un superamento strutturale: “Gli undici mesi trascorsi mostrano valori eccezionali, e servirebbe un evento straordinario per invertire questa tendenza. Nonostante ciò, il superamento della soglia degli Accordi di Parigi non avverrà quest’anno, ma verosimilmente entro la fine del decennio. Non ci sono scenari realistici in cui questa temperatura non venga superata. La vera questione è se, dopo aver superato questa soglia, saremo in grado di tornare sotto entro la fine del secolo. Al momento, la strada appare estremamente stretta e difficilmente percorribile”.


