Come percepiscono il cambiamento climatico gli europei? Secondo i sondaggi è un problema serio e urgente da risolvere. Tra i più preoccupati (ma meno attivi) ci sono gli italiani.
Sempre più preoccupati per la crisi climatica, ma poco attivi sul fronte personale. È questa la fotografia degli italiani scattata da Eurobarometro nel sondaggio sui cambiamenti climatici. A livello europeo, la maggioranza dei cittadini Ue ritiene che il cambiamento climatico sia un problema serio (85%). La stessa percentuale concorda anche sul fatto che la lotta ai cambiamenti climatici dovrebbe essere una priorità per migliorare la salute pubblica e la qualità della vita.
Il 75% degli italiani, secondo l’indagine eseguita tra febbraio e marzo 2025, ritiene che il governo non stia facendo abbastanza per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico come ondate di calore, inondazioni, innalzamento del livello del mare o eventi meteorologici estremi. La soddisfazione media in Europa per l’azione dei governi, invece, si attesta intorno al 67%. A superare il grado di insoddisfazione dell’Italia solo cinque Paesi: Francia, Svezia, Slovacchia, Croazia e Grecia.
Il Belpaese, per quanto riguarda l’obiettivo Ue di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, mostra un dato più alto rispetto alla media europea, con un supporto dell’84%.

Alte le aspettative anche nei confronti del governo: il 91% degli italiani si aspetta che il Paese sia ben preparato ad affrontare le emergenze causate dalla crisi climatica. A trovarsi nelle posizioni migliori per risolvere il problema, subito dopo l’esecutivo, sarebbero l’Unione europea (66%), l’industria e il commercio (49%), le autorità regionali e locali (49%) e la società civile (36%) come le ONG ambientaliste.
Ma la percezione del pericolo si rivela più alta rispetto alla media delle risposte in Europa. Il 46% degli italiani, infatti, si sente più esposto ai rischi ambientali rispetto agli europei in generale (38%).
La mobilitazione personale per fornire il proprio contributo alla lotta al cambiamento climatico, però, in Italia appare più debole rispetto agli altri Paesi dell’Ue. Solo il 46% degli italiani dichiara di aver intrapreso qualche azione individuale – tra cui riciclo dei rifiuti, riduzione dei prodotti monouso, riduzione del consumo di carne, riduzione dei consumi energetici, installazione di pannelli solari e/o pompa di calore, uso dei mezzi pubblici o della bicicletta per gli spostamenti – contro il 59% della media europea.
Sul fronte cambiamento climatico e media, l’Italia si rivela molto critica sia per la comunicazione sui social che sui media tradizionali. Secondo il 38% degli italiani sulle piattaforme social è difficile distinguere tra informazioni affidabili e disinformazione sui cambiamenti climatici. Ai media tradizionali va ancora peggio: per il 61% degli intervistati non forniscono informazioni chiare sul tema e sulle cause e conseguenze.
Cambiamento climatico, gli italiani tra i più preoccupati anche a livello globale
L’Italia emerge come uno dei Paesi più preoccupati per il cambiamento climatico non solo in relazione al Vecchio Continente, ma anche a livello globale. Secondo l’analisi di Statista Consumer Insights, infatti, tra i 21 Stati considerati l’Italia sale in vetta con il 39%, considerando la crisi climatica un grave problema. Ad avvicinarsi anche Messico, Svizzera e Sudafrica, con valori tra il 29-30%. I meno preoccupati, invece, risultano Cina e Giappone, con i valori più bassi. Tra le percentuali più basse c’è anche quella degli Stati Uniti, in cui solo il 28% percepisce il cambiamento climatico come un tema importante.


