I cosiddetti “negazionisti climatici” sono oggi appena il 7% della popolazione. Il mutamento di percezione è particolarmente marcato tra i giovani under 35. Il Rapporto Coop 2025.

Clima, per l’85% degli under 35 il cambiamento climatico è una minaccia: il Rapporto Coop 2025

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I cosiddetti “negazionisti climatici” sono oggi appena il 7% della popolazione. Il mutamento di percezione è particolarmente marcato tra i giovani under 35. Il Rapporto Coop 2025.

Secondo il Rapporto Coop 2025, è diminuita in modo netto la quota di italiani che nega l’esistenza o la gravità del cambiamento climatico. I cosiddetti “negazionisti climatici” sono oggi appena il 7% della popolazione, in calo dal 14% registrato dal report Coop del 2022. Parallelamente cresce la consapevolezza dei rischi ambientali: il 78% degli italiani ritiene che il climate change rappresenti una minaccia concreta per il Paese e il 65% lo indica come priorità da affrontare nei prossimi anni.

Il mutamento di percezione è particolarmente marcato tra i giovani under 35, tra i quali la quota di chi considera il cambiamento climatico una minaccia supera l’85%. Per il 73% dei cittadini il cambiamento climatico è un’emergenza reale causata principalmente dalle attività umane, in aumento di 9 punti percentuali rispetto al 2024. Il 36% ritiene che la lotta al climate change debba essere una priorità assoluta tra gli obiettivi di sostenibilità.

Secondo il report, proprio la disponibilità a impegnarsi concretamente contro il cambiamento climatico cresce: il 47% degli intervistati si dichiara pronto a usare mezzi di trasporto alternativi, il 44% a limitare l’uso del riscaldamento domestico d’inverno e il 40% a ridurre il consumo di carne rossa. Si conferma così la tendenza già rilevata dai precedenti report, che fotografa un Paese attento ai comportamenti quotidiani per ridurre l’impatto ambientale.

Al tempo stesso, resta la convinzione che la sfida non possa essere affrontata solo individualmente: il 64% indica negli organismi internazionali i soggetti più efficaci nel contrasto al cambiamento climatico, il 52% nei singoli Stati, il 45% nelle istituzioni locali e nelle grandi imprese. Più indietro le piccole e medie aziende (14%) e i singoli cittadini (45%).

Non mancano difficoltà e resistenze: un italiano su quattro si sente meno motivato ad agire. Il 31% ritiene che il problema sia troppo grande per poter incidere personalmente, il 30% teme effetti negativi della transizione ecologica sulla crescita economica e sull’occupazione, mentre il 24% teme che l’Europa venga penalizzata rispetto alla Cina.

Rapporto Coop 2025-Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani

La preoccupazione è il nuovo mood degli italiani. Abbandonata l’imperturbabile serenità e la fiducia caparbia degli ultimi anni, gli italiani vedono ora allungarsi un’ombra sul loro domani: rispetto al 2022 cresce il timore (dal 20% al 39%), prendono quota l’inquietudine (dal 24% al 37%) e l’allerta (dal 16% al 25%). Una buona metà dei nostri connazionali ha iniziato a accettare la possibilità di un conflitto armato e non stupisce che ritornino tra gli obiettivi prioritari da perseguire per il 64% del campione istanze di pace e diritti civili, quelle relative ad una maggiore attenzione e cura delle persone attraverso il contrasto alla fame e alla povertà e alle differenze e violenze di genere (lo chiede il 55%) e la garanzia per tutti di un lavoro dignitoso e della riduzione delle disuguaglianze economiche (62%).

Se è vero, infatti, che nel 2024 la spesa complessiva delle famiglie italiane è cresciuta del +0,5% rispetto a cinque anni fa, oltre la metà è assorbita dalle spese obbligate (abitazione, utenze domestiche, trasporti e cibo) e il risparmio persiste come driver primario di acquisto per il 42% degli italiani. Ad essere messa in discussione è l’essenza stessa della società dei consumi. Al posto del piacere del possesso, l’Italia di oggi scopre il vero valore nelle esperienze di vita, acquista solo le cose indispensabili, ama il second hand e ripara gli oggetti piuttosto che sostituirli. E anche quando torna a spendere in acquisti tecnologici (16,5 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi, +1,2% su base annua) lo fa privilegiando l’utilità alla gratificazione e meno elettronica di consumo (gli acquisti annui di smartphone si riducono di 2 milioni di unità rispetto al 2022).

QUI tutto il Rapporto Coop 2025

 

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