“Cannabis medica in Italia, verso una riforma necessaria” è il titolo della conferenza stampa indetta da Marianna Ricciardi medico e deputata del Movimento 5 Stelle.
Presso la Camera sono intervenuti anche i pazienti in cura con la cannabis terapeutica che chiedono l’approvazione di una legge aggiornata alle nuove evidenze scientifiche. La cannabis a scopo terapeutico, ribadiscono i relatori, migliora la vita dei pazienti.
Da risolvere anche l’anomalia creatasi con l’approvazione del nuovo Codice della strada che ha di fatto discriminato i pazienti che fanno uso di cannabis terapeutica, sebbene questi, è bene ricordarlo, non abbiano uno stato psicofisico alterato e non costituiscano un pericolo per nessuno.
La deputata Marianna Ricciardi, ha spiegato a TeleAmbiente perché è necessario aggiornare la normativa: “Parliamo di riforma necessaria perché sono passati ormai dieci anni da quando è entrato in vigore il decreto ministeriale 9 novembre 2015 e in questi dieci anni chiaramente ci sono state nuove evidenze e nuovi dati che ci dicono che è necessario aggiornare per migliorare la qualità di vita delle persone. Quello che deve essere chiaro a tutti è che, dagli innumerevoli studi scientifici pubblicati sul tema, la cannabis utilizzata a scopo terapeutico funziona, migliora la qualità di vita e restituisce anche autonomia ai pazienti.”
“Motivo per cui -continua Ricciardi- tutti noi dobbiamo impegnarci per portare avanti questa battaglia che non è
solo una battaglia su un tema tecnico, quale può essere appunto la riforma di questo decreto ministeriale, ma proprio una battaglia di civiltà. Io spero che, almeno nel momento in cui si parla di pazienti, tutti, a prescindere dagli schieramenti politici, dovremmo essere uniti. Il problema però è che mi rendo conto che anche quando si parla di terapie c’è l’ideologia che viene messa davanti alla realtà e l’abbiamo visto anche con le recenti modifiche al nuovo Codice della strada rimuovendo il requisito del riconoscimento dell’alterazione dello stato psicofisico e in qualche modo si va a dire che un paziente che non è più un pericolo per se stesso o per gli altri, non può comunque guidare e è limitato nella sua libertà.
E quindi – conclude Ricciardi- noi dal primo momento, insieme alle associazioni, ai studi legali e agli operatori
sanitari, abbiamo iniziato una battaglia proprio per dire che va ripristinato l’accertamento dell’alterazione dello stato psicofisico.”
Santa Sarta, presidente dell’Associazione Pazienti Cannabis, ha testimoniato le difficoltà vissute da chi è in cura con la sostanza: “Noi è ormai da dieci anni che chiediamo un aggiornamento di questa legge. Questa legge ovviamente era nata con un progetto pilota che doveva durare tre anni, invece ci ritroviamo dopo dieci anni a non aver avuto nessun risultato da questo progetto pilota e, come diceva prima la deputata Marianna Ricciardi, non abbiamo avuto nemmeno l’aggiornamento delle patologie che adesso sono aumentate a seconda delle nuove evidenze scientifiche.”
“Quello che chiediamo – continua Sarta- è che questa legge venga riformata anche perché da questo nascono tutti i nostri problemi. Quello che noi riscontriamo di più all’inizio è stata la carenza della terapia che mancava nelle farmacie. Adesso la terapia c’è, però la formazione è quello che manca, e l’informazione su queste terapie. Abbiamo visto comunque il cambiamento che c’è stato in questo periodo, che non è stato positivo. Noi partecipavamo a un tavolo tecnico al Ministero della Salute e non siamo stati nemmeno coinvolti per quanto riguarda adesso la patente che ci ha dato per mesi e mesi un’ansia a guidare perché venivamo discriminati per questa terapia che utilizziamo.”


