Carabinieri – FAO, strategie per la tutela di biodiversità e clima

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A Roma la Conferenza internazionale “Natura, Clima e Stabilità Globale – Strategie Integrate per la Resilienza degli Ecosistemi, la Mitigazione climatica e la Sicurezza Sanitaria”, organizzata a Roma dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri insieme alla FAO.

Clima, biodiversità, salute, sicurezza alimentare e stabilità globale sono sfide sempre più interconnesse. È da questa consapevolezza che nasce la Conferenza internazionale “Natura, Clima e Stabilità Globale – Strategie Integrate per la Resilienza degli Ecosistemi, la Mitigazione climatica e la Sicurezza Sanitaria”, organizzata a Roma dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri insieme alla FAO, come appuntamento preparatorio alla COP31 di Antalya.

“Questa conferenza internazionale va a colmare quello che forse è un vuoto di governance. Questa discrasia, storica, tra le politiche di contrasto al cambiamento climatico per la sicurezza agroalimentare delle popolazioni e la tutela della biodiversità. La biodiversità – ha spiegato il Tenente Colonnello Silvia Biondini del CUFAA – Raggruppamento Carabinieri Biodiversità – in realtà è uno scudo, uno scudo per le popolazioni, anche sanitario, per un contrasto anche al cambiamento climatico. Quello di cui si parla oggi quindi sono le criticità legate al degrado degli ecosistemi e le soluzioni operative che si possono mettere in campo, anche per il contrasto al crimine ambientale, proprio per arrivare ad avere uno scudo, sanitario se voglio, proprio contro il cambiamento climatico”.

Al centro del confronto, il ruolo della biodiversità e degli ecosistemi come strumenti di resilienza. Perché proteggere la natura significa anche prevenire rischi sanitari, tutelare la sicurezza alimentare, rafforzare la stabilità dei territori e contrastare i crimini ambientali.

Una visione integrata che passa anche dalla collaborazione tra competenze diverse e dalla cooperazione internazionale.

Tanti i temi trattati: dalla biodiversità alla sicurezza alimentare, dall’approccio One Health alla forestazione urbana, fino alla lotta ai reati ambientali e alla gestione sostenibile delle foreste: esperti, istituzioni e forze dell’ordine hanno messo a confronto conoscenze scientifiche ed esperienze operative.

 “Quest’estate nei mesi più caldi i Carabinieri forestali hanno sorvegliato, giorno dopo giorno, i boschi con pattuglie su tutto il territorio nazionale, per individuare chi appiccava gli incendi. Questo – ha dichiarato il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C. A. Salvatore Luongo – è un esempio del nostro lavoro al servizio della comunità. L’Arma è ormai una realtà consolidata in ambito ambientale e ha posto tra i suoi obiettivi primari quello di preservare l’ambiente e la biodiversità. La tecnologia non basta da sola è necessario l’apporto dell’uomo e della sua forza. Il passato ci illumina la strada da percorrere per affrontare queste nuove sfide dettate anche dai cambiamenti climatici”.

“La tutela della Natura è una questione di sicurezza internazionale, soprattutto sotto il profilo di ciò che lasceremo alle giovani generazioni. L’Arma – ha aggiunto il Generale Luongo – è la più grande Forza di Polizia Ambientale europea e i Carabinieri forestali presidiano i Parchi Nazionali e 150 Aree Protette. Al traffico di droga oggi si è affiancato quello dei rifiuti. Nell’attività al contrasto degli illeciti l’impegno dell’Arma sarà determinante e determinato, non si esaurirà oggi. Guardiamo al futuro ma non da soli, è importante fare network”.

“È importante, finalmente, mettere sullo stesso piano, la conservazione della natura e la lotta agli effetti dei cambiamenti climatici perché sono due facce della stessa medaglia. La biodiversità, infatti – ha spiegato il Generale di Brigata Raffaele Manicone, Comandante del Raggruppamento Carabinieri Biodiversità – con tutti gli ecosistemi forestali e tutti gli ecosistemi in genere, contribuisce in maniera straordinaria alla mitigazione del cambiamento climatico. E come sappiamo, in molte aree del mondo, i conflitti si sono esacerbati proprio per il controllo ed il possesso delle risorse naturali che vanno sempre più diminuendo, come possono essere la disponibilità idrica e la disponibilità di terreni fertili. Noi sappiamo bene che la conservazione della biodiversità, la conservazione della natura, non fa altro che diventare un elemento per mitigare i cambiamenti climatici, per aumentare la disponibilità idrica, per aumentare la disponibilità di terreni fertili e quindi di cibo”.

In questa seconda giornata, al Circo Massimo nell’ambito dell’evento internazionale della FAO ‘From Seeds to Food’, il focus si è spostato sulle soluzioni concrete.

Particolare attenzione al contrasto dei crimini ambientali transnazionali, con strumenti che vanno dalla cooperazione giudiziaria alla tracciabilità satellitare e all’intelligence finanziaria.

Al centro anche il futuro delle foreste, tra conservazione della biodiversità, resilienza climatica e sviluppo delle economie locali.

A chiudere i lavori, l’adozione di un piano d’azione. Il Generale Fabrizio Parrulli, Comandante del CUFAA, ha sottolineato proprio la necessità di trasformare conoscenze scientifiche ed esperienze operative in strumenti concreti per la tutela degli ecosistemi.

“Questa Conferenza permette di mettere a sistema conoscenze scientifiche ed esperienze operative per tradurle in strumenti concreti a tutela degli ecosistemi – ha spiegato il Gen. C. A. Fabrizio Parrulli, comandante del CUFAA – La collaborazione con la FAO conferma un percorso comune in cui il CUFAA porta l’esperienza dei Carabinieri nel contrasto degli illeciti ambientali e agroalimentari. Proteggere la natura significa affrontare le sfide del presente e costruire maggiore sicurezza per le generazioni future”.

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