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Carne, frutta e verdura scadute: scatta il maxi sequestro

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Blitz della Guardia di Finanza in provincia di Rovigo: sequestrati 450 kg di carne e altri prodotti da una macelleria, oltre a ben tre tonnellate di frutta e verdura in un esercizio di Adria. 

Maxi sequestro in provincia di Rovigo, da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, impegnato a contrastare l’immissione sul mercato di cibi rischiosi o nocivi per la salute insieme alle Autorità di controllo in materia di igiene e sicurezza degli alimenti. In due diversi interventi, i Finanzieri sono intervenuti presso una macelleria di Rovigo ed una rivendita di frutta e verdura di Adria, riscontrando subito evidenti violazioni delle rispettive normative di settore.

Nella macelleria di Rovigo sono stati rinvenuti oltre 430 kg di carne non tracciata o scaduta ed altri 20 kg di ulteriori prodotti alimentari scaduti. Immediato il sequestro, con gli alimenti che saranno inevitabilmente distrutti per evitare contaminazioni con altri generi alimentari, e la denuncia a carico del titolare, ora accusato di frode in commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, in violazione degli articoli 515 e 516 del Codice penale. Comminata anche una multa nell’ordine di diverse migliaia di euro. La carne e gli altri alimenti, quando non risultati scaduti, erano privi delle necessarie informazioni sulla provenienza, sulla composizione, sulla conservazione e su altre caratteristiche fondamentali a tutela dei consumatori. Le indagini ora proseguono per ricostruire tutta la filiera di approvvigionamento della carne, mentre è scattata, su disposizione del personale del Dipartimento di Prevenzione e Servizi Veterinari dell’Unità Locale Socio Sanitaria (ULSS) 5 Polesana, la procedura amministrativa del ‘blocco ufficiale’ per altri 18 tagli di carne sospettati di essere non conformi.

Ad Adria, invece, in una frutteria sono state trovate ben tre tonnellate di frutta e verdura visibilmente deperite o prive di etichettatura con tutte le informazioni obbligatorie come l’indicazione del Paese di origine, la varietà commerciale e la categoria di qualità. In gran parte dei casi, la frutta e la verdura non erano conservate in frigoriferi, ma esposte al sole e allo smog. Per questo motivo, il titolare, un uomo di origine egiziana, è stato denunciato per trattamento e commercializzazione di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione. Anche per lui sono scattate sanzioni amministrative nell’ordine di diverse migliaia di euro ma le indagini hanno fatto emergere anche violazioni in materia di IVA e di emissione di scontrini fiscali. Come se non bastasse, viste le pessime condizioni igienico-sanitarie dei locali, sono scattati i sigilli alla frutteria, che non verranno rimossi prima del ripristino dei requisiti minimi di legge.

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