“Il lavoro con gli uomini maltrattanti: un tassello essenziale della rete antiviolenza” è il titolo della conferenza stampa tenutasi presso il Senato che ha analizzato l’importanza di questi centri come strumenti di prevenzione della violenza contro le donne. La senatrice Maiorino, del Movimento 5 Stelle, ha ribadito la necessità di agire sugli uomini maltrattanti con strumenti che permettano di riconoscere e bloccare la violenza prima che sia troppo tardi.
“L’esistenza dei centri per uomini maltrattanti è una buona notizia sia per gli uomini che per le donne, perché lavorano a tutela di entrambi. Il loro messaggio è che la violenza non è un destino scritto. È un fenomeno che si può arginare e soprattutto si deve prevenire. Per questo i centri per uomini maltrattanti sono una leva fondamentale: vanno alla radice del problema, intercettano i primi segnali, sciolgono quei nodi che, se ignorati, diventano violenza.
Previsti dalla Convenzione di Istanbul già nel 2013, sono rimasti per anni lettera morta. Sono stati istituiti nel 2020 anche grazie al M5S, e rifinanziati in questa legge di bilancio con un fondo di 2 milioni di euro, perché i numeri parlano chiaro: il loro lavoro è cresciuto in modo esponenziale e la legge impone ai giudici di inviare i maltrattanti a questi percorsi. Non bisogna aspettare la condanna, né intervenire a tragedia avvenuta. Bisogna agire prima, salvando le potenziali vittime e andando alla fonte della violenza.
Viviamo ancora immersi in una cultura che alimenta disparità e stereotipi: è lì che la violenza contro le donne trova il suo humus. E questi centri lavorano proprio su questo terreno, ma le risorse non sono ancora sufficienti. Siamo stati gli unici a credere nella portata rivoluzionaria di questo approccio. Una linea di supporto e sostegno è essenziale. Abbiamo sostenuto l’inasprimento delle pene e il reato di femminicidio, ma la repressione da sola non basta. Servono interventi a monte: educazione sessuale e affettiva nelle scuole e lavoro strutturato con gli uomini maltrattanti. Prevenire significa fermare la violenza prima che esploda”.
Così la senatrice Alessandra Maiorino, vicecapogruppo M5S al Senato e coordinatrice del Comitato Parità di Genere e Diritti Civili del M5S.


