Nel cuore del Parco Nazionale della Sila, immerso tra boschi secolari e le vette dell’altopiano calabrese, si trova uno dei luoghi simbolo dell’educazione ambientale in Italia: il Centro Visita Cupone gestito dal Reparto Biodiversità dei Carabinieri.
Situato a pochi chilometri da Camigliatello Silano, in provincia di Cosenza, il centro nasce dall’adattamento degli spazi intorno a quella che era una vecchia segheria demaniale e oggi rappresenta una delle porte d’accesso più importanti al Parco, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva tra natura, storia e cultura del territorio silano.
“Questo centro è la porta di accesso sia a sentieri naturalistici all’interno delle riserve dei Carabinieri Forestali e sia di accesso al museo naturalistico – ha spiegato il Colonnello Francesco Alberti, Comandante del Raggruppamento Carabinieri Biodiversità di Cosenza – che è il simbolo della Sila, perché prima dell’avvento del Parco Nazionale della Sila, qui c’era il Parco della Calabria. In quest’area le persone trovano sia soddisfazione al bisogno di relax, nel senso del One Health, del benessere psicofisico che ci dà il bosco, perché i nostri sentieri sono facilmente percorribili. Abbiamo messo a disposizione un’area di parcheggio che è attrezzata con 400 posti macchine completamente all’ombra. Arrivano gli autobus. Sono disponibili oltre 20 posti di autobus”.
“Le persone si accreditano al punto di informazione e dopo vengono veicolate lungo i sentieri, in massima sicurezza perché noi conosciamo con i nostri operatori i gruppi che si spostano e quindi cerchiamo di offrire un ottimo servizio e facciamo in modo che tutti possano beneficiare di questi effetti benefici che porta il bosco e la montagna. Lungo i sentieri – ha aggiunto Alberti –sono riprodotti i villaggi dei pastori silani, dove è possibile vedere insediamenti fatti con pietra, legno e paglia e poi sono stati riprodotti i luoghi dove i pastori facevano la caseificazione, quindi la trasformazione del latte in formaggio. Lungo i sentieri sono illustrate anche le varie specie, si parte con il Pino laricio e poi, più in alto, ci sono i Pascoli d’Altura. Sono presenti anche due riserve. Nella riserva di Golia Corvo possiamo trovare numerosi cervi che si trovano in un recinto di circa 300 ettari”.
Il Centro Visita Cupone, strutturato in cinque sale tematiche, è pensato per far conoscere il valore della biodiversità del Parco della Sila, sensibilizzando bambini, famiglie e turisti sull’importanza della conservazione della natura.
Nella prima sala, è possibile trovare la fauna e la flora dell’Alto Piano Silano con esemplari di lupo, di capriolo, di cervo ed una fauna minore con rapaci notturni e diurni. La sala, permette di vedere con i nostri occhi un ambiente che difficilmente si potrebbe vedere proprio per le caratteristiche peculiari di questa fauna selvatica che non consentono avvicinamenti.
Proseguendo il percorso si entra nel mondo delle specie arboree che esistono sull’Alto Piano Silano.
Il visitatore ha la possibilità di scoprire le antiche attività di estrazione della resina che veniva praticata sulle piante di pino laricio.
Nel museo sono esposte due tecniche di resinazione. Quella a vita che veniva effettuata per mezzo di ferite o incisioni interessanti la corteccia. Da questi piccoli corridoi si estraeva la resina che veniva raccolta in dei piccoli vasetti di coccio con delle lamelle. Terminata l’attività estrattiva, la pianta – rimarginando le ferite – continuava a vivere.
Diverso invece il caso della resinazione a morte. In questo caso la pianta veniva lavorata su più lati e questo faceva sì che il legno non riuscisse più a riprendersi, destinandolo così ad altre attività.
La terza sala è dedicata alla CITES, ossia ai reperti oggetto di sequestro e confisca relativi a quelli che sono i traffici internazionali di risorse di flora e di fauna.
In questa sala è esposto il materiale confiscato in occasione di attività presso aeroporti e dogane. E vuole essere una sintesi di quello che è un racconto triste di quello che accade a delle specie che sono minacciate dall’estinzione a causa di attività e traffici illegali.
Possiamo vedere diversi tipi di pellame, borse, scarpe, portafogli e cinture. Le zanne di avorio ed i prodotti realizzati con esso: da oggetti estetici come bracciali, collane, ad oggetti da cucina come posate, coltelli e vassoi.
Infine, coralli, conchiglie e carapaci di tartarughe Caretta Caretta.
La quarta e la quinta sala del museo, che sono in fase di ristrutturazione, offriranno ai visitatori dei laboratori didattici, dove con i ragazzi potrà essere fatta attività di educazione ambientale in loco.


