A Terni confronto tra organizzazioni sindacali, imprese, cittadini e istituzioni per fronteggiare le criticità economiche e sociali del territorio. La Cgil Terni dall’inizio del 2026 sta portando avanti una grande vertenza territoriale.
Grande partecipazione a Terni, per il convegno organizzato dalla Camera del lavoro cittadina, nell’ambito della vertenza territoriale aperta a inizio anno e che ha visto già importanti momenti di confronto con forze politiche, associazioni e imprese.
Nel corso dell’iniziativa, a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente di Confartigianato Terni Mauro Franceschini e l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria Francesco De Rebotti, la Cgil ha rilanciato le proprie proposte per uscire dalla crisi sociale ed economica che sta mordendo la città, la provincia e non solo

“Lo stato di crisi di Terni e di tutta la provincia – ha detto il segretario generale Cgil Terni, Claudio Cipolla – merita risposte e un cambio di politiche. Ci sono gravi problemi non solo in termini di salari e pensioni, ma anche rispetto a un arretramento dei servizi che si percepiscono in questo territorio”.
“Oggi – ha sottolineato Cipolla – vogliamo sollecitare la discussione e mettere in campo anche le nostre proposte, per un nuovo modello di sviluppo e per rispondere ai bisogni e alle necessità delle persone di questo territorio”.
Le proposte hanno ribadito la strategicità e la specificità di un territorio che può svolgere un ruolo decisivo nelle strategie politiche dell’Italia di mezzo.
“Sono venuto ad ascoltare attentamente le proposte della Cgil per questo territorio – ha evidenziato poi l’assessore regionale alla Sviluppo Economico Francesco De Rebotti – che può essere un vero propulsore per tutta la regione. Se funziona Terni funziona anche l’Umbria”.
In chiusura le parole del segretario nazionale della Cgil Christian Ferrari che ha esplicitato la volontà del sindacato di cambiare modello di sviluppo, a livello nazionale: “Come in tutta Italia rilanciamo la nostra proposta per cambiare il modello di sviluppo”.
“Lo facciamo – ha riferito Christian Ferrari – soprattutto in un momento così difficile per il nostro Paese, in cui la crisi sociale, salariale, industriale rischia di diventare ancora più acuta per effetto delle ricadute dirompenti del conflitto in Medioriente. Proprio per questo noi diciamo: primo, difendere salari e pensioni; secondo, difendere i posti di lavoro nelle nostre realtà produttive; terzo, costruire una politica industriale a tutti i livelli nazionale e territoriale. In questi anni non si è fatto ed i risultato sono sotto gli occhi di tutti”.
“Mettere assieme le parti sociali e le forze vive dei nostri territori e del nostro Paese – ha concluso Ferrari – è necessario per delineare una prospettiva di rilancio e di sviluppo”.



