Sindacati, Cgil Terni lancia vertenza territoriale con Parlamentari umbri

Sindacati, Cgil Terni lancia vertenza territoriale con Parlamentari umbri

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Il territorio di Terni è in recessione, i dati socio-economici certificano una situazione molto critica e la Cgil lancia l’allarme. Secondo la Camera del lavoro di Terni è necessario aprire una grande vertenza territoriale per contrastare invecchiamento, spopolamento, povertà e nuove solitudini che coinvolga anche i parlamentari umbri.

La Cgil di Terni ha tenuto una conferenza stampa di inizio anno durante la quale il segretario generale Claudio Cipolla, insieme alla segretaria Barbara Silvestrini e ai segretari di tutte le categorie del sindacato, ha fatto un bilancio dell’anno trascorso, illustrando le criticità che interessano il territorio ternano dove è necessario invertire in modo deciso, attraverso adeguate politiche, l’indebolimento complessivo del tessuto economico, produttivo, lavorativo e sociale.

Anche in questa porzione di Umbria, un dato allarmante è quello relativo all’invecchiamento della popolazione

Il rapporto tra over 65 e under 15, ha raggiunto la soglia del 290% rispetto alla media nazionale che è di 195% (in provincia di Terni ogni 100 giovani under 15, abbiamo 290 over 65), con il 10% della popolazione con un età superiore agli 80 anni.

Il commento del segretario generale della Cgil Terni, Claudio Cipolla: “La situazione del territorio ternano è purtroppo molto critica”.

“Una situazione non più di crisi temporanea ha evidenziato Claudio Cipollama una vera e propria crisi strutturale che ci fa dire che questo territorio è in piena recessione. Sono i dati a certificarlo, i dati sociali, dell’andamento demografico, del lavoro e dell’economia di questa parte dell’Umbria

Tra le proposte del segretario Cipolla, c’è quella di una vertenza territoriale che coinvolga anche i parlamentari umbri.

“Noi – ha sottolineato ancora Cipollasiamo per lanciare un allarme ed aprire una vera e propria vertenza territoriale, partendo dalla richiesta di incontro con tutti i parlamentari eletti in Umbria per condividere con loro lo stato di crisi in cui versa il nostro territorio e per chiedere politiche radicalmente diverse, a tutti i livelli, per arrestare la crisi in atto e compiere scelte che invertano l’andamento attuale e soprattutto siano capaci di rispondere ai reali bisogni delle persone che lavorano e pagano le tasse, cercando di migliorare la loro qualità della vita”.

I dati dell’Umbria e del territorio ternano sono peggiori rispetto a quelli della media nazionale e certificano un andamento su mercato del lavoro, qualità delle retribuzioni, pensioni, invecchiamento della popolazione, nuove povertà e solitudini molto preoccupanti.

Mercato del lavoro

L’altra criticità evidente è il mercato del lavoro: su una provincia di 215mila abitanti, di cui 22.800 stranieri, (negli ultimi 10 anni si sono persi 15mila abitanti) sono circa 88mila (40% della popolazione) le persone occupate, trend leggermente in miglioramento, ma con aumento di ammortizzatori sociali, cessazioni di rapporti di lavoro e medie retributive più basse rispetto agli anni precedenti.

Nella provincia di Terni il 67% delle persone ha un reddito inferiore ai 26mila euro lordi annui e la retribuzione media è di 22.300 euro, mentre la media nazionale è invece di 27mila euro.

Il dato ancora più preoccupante riguarda i 66mila (31% della popolazione) pensionati tra i quali, oltre a registrare un abbassamento delle pensioni medie rispetto agli anni precedenti, ci sono circa 23mila persone che non superano i mille euro mensili.

Crisi dei consumi

Altro dato emblematico della crisi in corso la riduzione dei consumi stimata del 7% rispetto al 2024

“Occorre rafforzare il potere di acquisto di salari e pensioni attraverso adeguamenti e aumenti in busta pagaha concluso il segretario generale Cipollarinnovando i contratti nazionali e magari detassando gli stessi aumenti. Serve una riforma fiscale più equa e giusta, fare investimenti in sviluppo, politiche industriali, ambiente e soprattutto lavoro di qualità, sicuro e stabile. Fare serie politiche che evitino la fuga dei nostri giovani all’estero e destinare le entrate delle tasse degli italiani per rafforzare il welfare investendo in sanità, diritto all’istruzione e servizi”.

Rilanciare investimenti, quantità e qualità del lavoro, sicurezza, ambiente e welfare: queste, secondo la Cgil Terni, sono le grandi sfide territoriali da affrontare con decisione, da subito, nel 2026.

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