Tra gli obiettivi della nave Su Hai No 1, la riduzione delle importazioni di salmoni da Cile e da Norvegia.
Che sia cotto in padella con un filo d’olio extravergine di oliva oppure crudo dopo una leggera marinatura con erbe fresche, il salmone è uno degli alimenti più apprezzati del mondo. A essere ghiotti del pesce appartenente alla Famiglia dei Salmonidae sono soprattutto gli abitanti della Cina. Eppure, proprio qui, la produzione del pregiato animale non riesce a soddisfare la domanda crescente. Oltre l’80% del fabbisogno nazionale, non a caso, dipende dalle importazioni con ben 100.000 tonnellate di salmone arrivate, soltanto nel 2024, da Cile e da Norvegia. Numeri che, entro il 2030, secondo il North Atlantic Seafood Forum, potrebbero raddoppiare. Proprio per questo la Cina, pur di difendere la sua sicurezza alimentare, sta cercando una soluzione. Quale?
La nave Su Hai No 1 per l’allevamento intensivo di salmoni in mare aperto. L’imbarcazione appartiene all’azienda Huangpu Wenchong basata a Guangzhou, a Nord-Ovest di Hong Kong, è lunga 250 metri e costa 600.000 yuan, cioè oltre 83.000.000 di dollari. A pieno regime il vascello potrebbe produrre almeno 8.000 tonnellate di pesce all’anno. Secondo l’impresa, il traghetto, oltre a rappresentare una pietra miliare per l’industria ittica, potrebbe ridurre il consumo di animali surgelati importati. Tra i possibili vantaggi, lo spostamento dell’allevamento intensivo in concomitanza di eventi meteo estremi, dai forti temporali ai violenti tifoni, e l’arrivo di un cibo fresco, anzi, freschissimo, nei supermercati. Il costo da pagare, però, sarà altissimo con migliaia di salmoni detenuti in vasche anguste. Non a caso, ambientalisti, animalisti ed ecologisti già stanno sollevando dubbi.
La Cina, però, continua nel suo progetto. E così, dopo avere fatto un viaggio di prova ad aprile 2025, la nave Su Hai No 1 solcherà ufficialmente il Mar Giallo, al largo delle coste di Lianyungang, nella Provincia del Jiangsu, ad autunno 2025. I primi pesci potrebbero essere commercializzati, invece, a partire dal 2026.
China: World’s first salmon farming ship to raise 8,800 tons of fish yearly | Mrigakshi Dixit, Interesting Engineering
China is reportedly gearing up to launch offshore salmon farming with the development of the “Su Hai No 1” — the world’s first dedicated salmon farming vessel.… pic.twitter.com/uyYQJqwkYV
— Owen Gregorian (@OwenGregorian) May 27, 2025
Come vivono i salmoni negli allevamenti intensivi? Ecco l’inchiesta di “Report”
Animali con la coda tagliata, con gli occhi sporgenti o con i pidocchi addosso. Queste alcune delle immagini dell’inchiesta “Salmone Io Veg” della giornalista Giulia Innocenzi per “Report” in onda domenica 18 maggio 2025 alle 20:30 su Rai 3. Dopo essere sbarcate a Fort William, in Scozia, nel Regno Unito, le telecamere del programma televisivo del servizio pubblico scoprono l’orrore negli allevamenti intensivi di pesci. Già, perché spesso anche gli abitanti del mare, al pari dei coinquilini residenti nelle fattorie localizzate nelle campagne tra alberi e arbusti, trascorrono una vita di stenti.
Ed ecco allora salmoni privi di parti del corpo, stressati dopo una vita dentro le reti e morti a pancia in su. A sconvolgere la cronista di “Food for Profit”, tra le altre cose, è anche la presenza di animali con i cosiddetti “occhi scoppiati”, cioè con gli occhi fuori dalle orbite a causa di infezioni non curate. Non a caso, almeno un pesce su quattro, a detta della trasmissione televisiva di Rai 3, muore negli allevamenti intensivi, anziché nei macelli. Un orrore che, oggi più che mai, non può e non deve essere giustificato. Proprio per questo il Parlamento della Scozia sta cercando una soluzione.


