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Cina, avvistamento record: sei tigri dell’Amur in un solo video

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Una grande notizia per la biodiversità: questa tigre, nota anche come tigre siberiana, è a rischio di estinzione ma la tendenza potrebbe essersi invertita. Restano però da contrastare fenomeni come il bracconaggio, ed è per questo che da anni prosegue il programma OPF, promosso dal WWF in collaborazione con le aree protette, i parchi naturalistici e le comunità locali.

Una grande notizia per la biodiversità in arrivo dalla Cina: per la prima volta, in un solo filmato registrato da una fototrappola, sono comparsi ben sei diversi esemplari di tigre selvatica dell’Amur, nota anche come tigre siberiana (nome scientifico Panthera tigris altaica). Si tratta di una mamma e dei suoi cinque cuccioli, immortalati nello scorso mese di novembre mentre percorrevano un sentiero all’interno del Parco Nazionale della Tigre e del Leopardo della Cina Nord-Orientale (NCTLNP).

Siamo a Hunchun, non lontano dal confine tra Cina, Russia e Corea del Nord: qui ha sempre vissuto la tigre dell’Amur, minacciata in primis dalla presenza dell’uomo. Il WWF, attraverso il programma OPF, lavora con gli Enti di aree protette e parchi naturalistici, con le aziende forestali e con le comunità locali anche per contrastare meglio il bracconaggio, con azioni più estese nello spazio e nel tempo, compresa la notte. Oltre alle fototrappole, in alcuni punti vengono installati sistemi di allerta in tempo reale che informano i ranger del passaggio di animali selvatici, in modo da tutelare anche la popolazione residente, ma anche di persone sospette.

Sempre nella stessa zona, altre immagini hanno ripreso altre cinque tigri. Si tratta di altri esemplari e questo conferma che la popolazione è in ripresa, come ha confermato anche Du Jiaxing, ranger della Hunchun Wildlife Conservation Association (HWCA): “Già due anni fa avevamo registrato una tigre con due cuccioli, mentre l’anno scorso una tigre con tre cuccioli e alcuni giovani subadulti. Quest’anno, altri quattro cuccioli di tigre. Oltre all’entusiasmo, sentiamo molto anche la responsabilità della loro protezione“.

Analizzando le immagini, gli esperti, sulla base delle forme corporee individuali, dell’andatura e delle caratteristiche fisiche, hanno stabilito che la tigre adulta è una femmina in buone condizioni di salute, di età compresa tra i cinque e gli otto anni. I cuccioli hanno tra i sei e gli otto mesi e sono nella fase in cui esplorano nuovi territori e imparano a cacciare. Nella stessa zona, quella dell’area protetta di Hunchun, non c’è solo la tigre dell’Amur, a rischio di estinzione, ma anche altre sottospecie di tigri. Le rilevazioni e i dati confermano che le popolazioni delle varie famiglie sono in crescita e questo non solo è il risultato della protezione, ma è anche indicativo di un ecosistema forestale stabile, di una buona connettività dell’habitat e di abbondanti risorse alimentari, quindi una buona presenza quantitativa di prede.

​Il filmato che ha immortalato la tigre dell’Amur e i suoi cuccioli è prezioso anche perché fornisce nuovi dati scientifici per la ricerca sul comportamento riproduttivo, sui tassi di sopravvivenza e sulla struttura familiare. Inoltre, studiare gli esemplari in relazione al loro habitat può fornire un supporto importante per le future strategie di conservazione o di gestione ecologica regionale. Quel video è senza dubbio una buona notizia, ma non si tratta di un miracolo o di un frutto del caso: è il risultato di anni e decenni di impegno in azioni di conservazione a tutti i livelli. Nell’area di Hunchun, ad esempio, ci sono tre squadre di pattuglia comunitarie formate da quattro ranger ciascuna. Si tratta di residenti formati costantemente nel pattugliamento e nell’intervento tempestivo, con i dati che danno un’idea dell’impegno costante: nel 2025, si sono verificati in tutto 624 pattugliamenti, con 11.112 chilometri percorsi, oltre 12 mila ore di pattugliamento e la rimozione di 123 trappole installate dai bracconieri.

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