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Climate Pride, in migliaia in corteo a Roma

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Mentre a Belém, in Brasile, la COP30 è ormai nel pieno dei lavori, a Roma in migliaia hanno marciato per il Climate Pride, manifestazione dal basso che rivendica la giustizia sociale e climatica.

Mentre a Belém, in Brasile, la COP30 è ormai nel pieno dei lavori e delle trattative, nel resto del mondo sono sempre di più le persone che chiedono azioni incisive sul clima e per la giustizia sociale e climatica. Questo è anche il motivo per cui a Roma migliaia di persone, oltre diecimila secondo gli organizzatori, hanno risposto all’appello di 82 diverse associazioni e hanno partecipato, nel pomeriggio di sabato 15 novembre, al Climate Pride, una marcia partita da piazzale Aldo Moro e conclusasi a largo Preneste.

Le motivazioni del Climate Pride sono sempre le stesse: fare pressione sui vari governi nazionali affinché interrompano la dipendenza dai combustibili fossili, in un contesto globale ormai segnato dagli impatti sempre più devastanti della crisi climatica, delle guerre, delle disuguaglianze e della competizione per le risorse. Tutti elementi solo in apparenza non collegati tra loro: di fronte all’escalation del riarmo, è essenziale intraprendere un’autentica transizione ecologica ed energetica, per rendere i Paesi più indipendenti dall’importazione di materie prime e risorse energetiche da chi aggrava le tensioni geopolitiche in tutto il mondo.

Molti governi continuano a ignorare la crisi climatica, ma resta la triste realtà di eventi meteo estremi che continuano ad aumentare e a causare sempre più danni: nell’ultimo quarto di secolo, la stima delle perdite causate dagli effetti della crisi del clima segnala un aumento pari a dieci volte e, secondo BloombergNEF, nel 2024 ammontavano a ben 1.400 miliardi di dollari. I partecipanti al Climate Pride hanno anche sottolineato la necessità di avviare una transizione ecologica che sia davvero equa, mettendo a disposizione più risorse per quei Paesi più poveri e vulnerabili di fronte all’impatto della crisi climatica.

La manifestazione ha voluto inchiodare alle proprie responsabilità anche il governo italiano, che trascura gli investimenti necessari per una giusta transizione ecologica e per sostenere le comunità colpite dalle catastrofi ambientali degli scorsi anni, ma intanto continua ad incrementare le spese militari. “Mentre in Brasile si svolge la COP30, noi qui in Italia, con il Climate Pride, ci ribelliamo contro chi continua a fare gli interessi delle grandi aziende delle fossili e dell’industria delle armi, e ci battiamo per una giusta e veloce transizione ecologica verso le rinnovabili” – ha spiegato Mattia Lolli di Legambiente, organizzatore del Climate Pride – “Le energie da fonti rinnovabili potrebbero ridurre le bollette, riconvertire il nostro modello produttivo e fermare la crisi climatica prima che sia troppo tardi“.

Queste tutte le associazioni che hanno promosso e aderito al Climate Pride di Roma: A buon diritto, Acli, ActionAid Italia, Agesci (gruppi regionali), Acrobax, ACS – Ulivi Cultura di Pace, AGENDA – Associazione Genitori IC Mastroianni, ANITA Garibaldi APS, Amnesty International Italia, Arci nazionale, Arci servizio civile nazionale, A Sud, Associazione Genitori Giardinieri, Astra, BDS Castelli Romani – Roma Sud, BDS Roma, Brancaleone, Bologna for Climate Justice, Casale Garibaldi – common at work, Casetta Rossa, CGIL, Ci sarà un bel clima, CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario, Clean Cities, Climate Art Project, Climate Reality Italia, Comitato Pratone di Torre Spaccata, Collettivo No Porto, Coordinamento Sì Parco Sì Ospedale No Stadio, Coordinamento CERS Roma e Lazio, Communia, COSPE, CSOA La Strada, CSOA Ex Snia, CSOA Insurgencia, Ecorà, Esc Atelier Autogestito, Esn Italia, Extinction Rebellion Italia, Forum del Terzo Settore, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Territoriale Permanente Parco delle Energie, Fridays For Future Italia, Giustizia per Taranto, Greenpeace Italia, GKN, Lab Puzzle Bene Comune, Legambiente, Libera Contro le Mafie, Link Coordinamento Universitario, Lunaria, Marevivo, Movimento Giovani Save The Children, Movimento per la Decrescita Felice, Nonna Roma, Nero edizioni, Per il Clima, fuori dal Fossile, Oxfam, Rete degli Studenti Medi, Rete della Conoscenza, Rete Ecosocialista, Rete Pace e Disarmo, Rete Emergenza Climatica e Ambientale, Rete nazionale A Pieno Regime, Rinascimento Green, Salvaiciclisti Roma, Santa Libbirata La Carretteria, Save the children, Scomodo, Streets For Kids, Studenti alla Terza, SemiVolanti, SpinTime Lab, Stalker Lab, Villetta social Lab, Vivinstrada, UDS – Unione degli Studenti, UDU – Unione degli Universitari, UISP, Ultima Generazione, Un Ponte Per, VAS, WWF Italia, Yalla Roma.

Intanto, anche a Belém si è tenuta una marcia per il clima, analoga al Climate Pride di Roma. A parteciparvi, anche Angelo Bonelli, che si trova in Brasile proprio per seguire da vicino i lavori della COP30. “Tutte le popolazioni degli indios, dalla Amazzonia brasiliana a quella peruviana, sono venute qui a Belém per dire basta alla deforestazione e all’estrazione di petrolio” – ha spiegato il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra – “Bisogna assolutamente battersi contro il cambiamento climatico, ma in tutto il mondo, in questo momento, ci sono marce inascoltate dai governi del mondo, compreso quello italiano, di Giorgia Meloni, diventato negazionista climatico“.

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