Si è conclusa la tre giorni di formazione presso il centro congressi della Nuvola, organizzata dalla fondazione The Climate Reality Project
Si è concluso a Roma l’evento di tre giorni organizzato da The Climate Reality Project, l’organizzazione fondata dall’ex Vicepresidente degli Stati Uniti e premio Nobel per la pace Al Gore.
Tre giorni di formazione, che ha raccolto oltre mille adesioni, di cui un terzo dall’Italia, per ascoltare figure di spicco nel campo della giustizia climatica, della finanza, delle comunicazioni e della politica. L’evento ha fornito ai partecipanti gli strumenti, le conoscenze e le reti necessarie per diventare sostenitori efficaci dell’azione per il clima e di una transizione giusta a livello nazionale.
Una sfida, quella del cambiamento climatico, che riguarda tutti. Anche l’Italia che deve agire al più presto per dare il suo contributo, come ha spiegato Paola Fiore, Italy National Coordinator di The Climate Reality Project: “La sfida prioritaria, non solo dell’Italia, ma dell’Europa è quella di attuare una vera e reale transizione energetica, per permettere una ripresa dal punto di vista ecologico e sociale. Quindi dismettere il prima possibile le fonti fossili ed incentivare le forme rinnovabili, in particolare il solare e l’eolico”.
Nel corso dell’ultima giornata, Paola Fiore è stata insignita dall’ex Vice Presidente deli Stati Uniti Al Gore del Premio Alfredo Sirkis Memorial Green Ring Award, per il suo impegno nell’attivismo e nell’educazione ambientale.
La tre giorni di formazione ha visto la partecipazione di un pubblico vasto, ma secondo Phyllis Cuttino, Presidente e CEO di The Climate Reality Project, abbiamo sempre più bisogno di giovani: “Sono le persone che saranno maggiormente colpite dalla crisi climatica e infatti vediamo che abbiamo sempre più giovani che vengono ai nostri training non importa da dove provengano. Circa il 50% delle persone che frequentano questi corsi di formazione sono più giovani di 30 anni ed è per questo che è così importante avere la loro energia, il loro entusiasmo, le loro voci per accrescere la pressione affinché i leader facciano davvero qualcosa riguardo alla crisi climatica”.


