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Terra Motrice, l’evento per i 20 anni del Consorzio Italiano Biogas

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Il Consorzio Italiano Biogas compie 20 anni ed è tornato ad organizzare l’evento annuale di Biogas Italy, giunto alla sua decima edizione con il titolo di Terra Motrice. 

Il CIB – Consorzio Italiano Biogas, arrivato a festeggiare i venti anni dalla sua fondazione, ha organizzato ancora una volta l’evento annuale di Biogas Italy, giunto quest’anno alla sua decima edizione con il titolo di Terra Motrice. Un evento che ha visto partecipare esponenti politici e istituzionali, esperti tecnici, rappresentanti delle aziende e di una intera filiera, quella del biogas e del biometano agricolo, che costituisce un esempio a livello europeo e mondiale per lo sviluppo di un settore come l’agricoltura ma anche per il notevole contributo alla transizione ecologica ed energetica.

Il quadro geopolitico internazionale, ogni giorno di più, appare complesso e delicato e questo incide direttamente sulla sicurezza energetica e sulla dipendenza da fonti energetiche, spesso fossili e provenienti da altri Paesi. L’intera filiera dell’agricoltura, proprio grazie alla bioenergia, può contribuire ad attenuare questi gravi problemi che ormai da anni attanagliano l’Europa e l’Italia. Lo sviluppo, finora avvenuto anche grazie ai fondi del Pnrr, deve continuare anche con un piano nazionale ed efficace sul lungo termine, per contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati anche dal Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec). Gli operatori agricoli e industriali, per questo, chiedono l’attivazione di un piano strutturato almeno quinquennale, basato soprattutto sull’impiantistica e sulla connessione tra reti di distribuzione e di trasporto. Solo così, secondo le stime, il biometano potrà garantire, al 2040, la copertura fino al 30% dei consumi di gas naturale in tutta Italia.

Vent’anni sono sicuramente un momento da celebrare e in questa due giorni facciamo il punto, come sempre, in un evento che vedrà la partecipazione dei nostri soci, imprese agricole, industrie, tecnici, ricercatori, il mondo delle istituzioni, con cui abbiamo una collaborazione fattiva che ci ha portato a raggiungere risultati impensabili quando siamo partiti, venti anni fa. Oggi infatti l’Italia, con la produzione di biogas e biometano, garantisce un’alternativa sia al sistema delle energie rinnovabili con il gas rinnovabile, ma soprattutto ha un modello che è stato in grado di dare una grossa spinta all’economia circolare in agricoltura. L’intensificazione sostenibile delle nostre pratiche agricole e l’uso di fertilizzante organico come il digestato hanno fatto sì che le nostre aziende producessero allo stesso tempo cibo e energia, in maniera competitiva e più sostenibile” – ha spiegato Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas (CIB) – “Quindi questa due giorni è un modo per fare il punto della situazione e per guardare al mondo che verrà, in un contesto geopolitico molto difficile, in cui risulta evidente come la terra motrice, con le sue fonti naturali primarie, è spesso oggetto di guerra e noi pensiamo invece che debba essere oggetto di pace e di una visione in cui il nostro Paese colga l’occasione della transizione per essere anche più indipendente ed aumentare la propria sicurezza strategica“.

La prima giornata è stata dedicata ad approfondimenti, soprattutto legati ai temi dell’energia e dell’agricoltura, la seconda invece ai temi dell’accettabilità sociale, fondamentale per permettere lo sviluppo di queste nuove tecnologie decentralizzate. C’è uno studio, condotto da YouTrend, che analizza la percezione che le iniziative di produzione di biometano hanno non solo sulla popolazione, ma anche sui decisori. Ci sono risultati importanti perché confermano, come avevamo già visto l’anno scorso sulla popolazione, che ad una maggiore conoscenza c’è una maggiore accettabilità” – ha aggiunto Piero Gattoni – “Questo è il nostro lavoro, da condurre insieme al mondo dell’associazionismo agricolo, industriale e al mondo dell’ambientalismo, per dare corrette indicazioni di come il biogas, fatto bene, può diventare un asset strategico per il nostro Paese“.

La rivoluzione energetica in corso nel mondo, a partire dall’Italia, passa attraverso l’uso di tutte le fonti rinnovabili oltre che gli investimenti sugli accumuli e sulle reti. Per gestire la non programmabilità di alcune rinnovabili ci sono gli accumuli, elettrochimici e idroelettrici, nel caso delle bioenergie questo problema non c’è perché, come ad esempio per l’idroelettrico, parliamo di una fonte di energia rinnovabile in grado di produrre energia pulita per 365 giorni l’anno ed è una fonte importante proprio per stabilizzare la rete elettrica e per contribuire alla decarbonizzazione di quelle applicazioni che devono continuare ad utilizzare fonti di calore. Il biometano può sostituire il gas fossile con una fonte rinnovabile straordinaria” – il punto di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – “Le bioenergie in generale hanno un grande potenziale che noi non riusciamo ad esprimere, basti pensare a quanto è importante il patrimonio forestale del nostro Paese e quanto poco usiamo quel legno per una filiera importante come il legno-arredo, i cui cascami di produzione potrebbero essere utilizzati per produrre ad esempio energia da biomassa solida. La filiera del biometano ha ancora grandissimo potenziale di sviluppo, ci sono diverse stime ma siamo in grado di produrre almeno sei miliardi di metri cubi all’anno e questo, nell’ottica della riduzione dell’uso di gas fossile, che sarà inevitabile, darà un contributo importante per decarbonizzare anche la filiera industriale e quelle applicazioni, come ad esempio la filiera dei trasporti, che in alcuni casi continueranno a ricorrere al vettore energetico fatto di gas“.

Nella primissima discussione della mattinata è già emersa con chiarezza una delle principali caratteristiche del biogas: quella di essere una fonte energetica la cui catena di approvvigionamento è prevalentemente locale. Quindi, la resistenza agli shock geopolitici è evidente. Poi è una fonte che può essere programmata e quindi non è soggetta a variabilità, e in qualche modo finisce anche per sostenere la transizione energetica attraverso le rinnovabili. E poi, è anche conveniente dal punto di vista economico” – ha spiegato Francesco La Camera, direttore generale dell’International Renewable Energy Agency (IRENA) – “Si è vista una certa attenzione alla COP30 in Brasile, occorre aumentare la quota di bioenergia di quattro volte entro il 2035. I nostri dati indicano che gli investimenti dovrebbero essere quintuplicati ogni anno, fino al 2030, per essere in linea con gli obiettivi che ci siamo dati. Ciò che mi colpisce, sulla base di quello che sappiamo e di quello che abbiamo ascoltato, è che l’esperienza italiana può essere molto utile nei Paesi africani per riuscire ad avere una quota di biometano utile alle economie locali e anche consentire l’avvio, finalmente, di un processo di sviluppo in quei Paesi, attraverso le rinnovabili. Un processo di sviluppo che è già in atto, ma dove il biometano può dare un contributo rilevante“.

Il biogas e il biometano fanno parte del percorso di transizione energetica e noi a Ecomondo lo abbiamo rappresentato, nell’ambito di tutto il ciclo della bioeconomia circolare. Il potenziale è alto, dai numeri presentati questa mattina vediamo che si arriverà da circa il 12-13% ad un 20 %, ma sappiamo che la strada è lunga. Bisogna quindi semplificare le regole del gioco, soprattutto dal punto di vista della normativa e della regolamentazione europea, e continuare a spingere sull’innovazione, perché questo settore è molto innovativo, c’è molta competenza e molte conoscenze, e soprattutto una interdisciplinarietà tra sistemi (agricoltura, industria, movimenti ambientalisti). Ci sono i temi dell’accettabilità e di fare in modo che l’energia possa essere applicata, con la distribuzione, anche in settori hard-to-abate, come i trasporti o la logistica” – il commento di Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della Divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group (IEG) – “Nella prossima edizione di Ecomondo 2026, dal 3 al 6 novembre, il CIB avrà un’area molto estesa, molto più grande rispetto al passato, proprio a dimostrazione di un settore sempre più in salute, in crescita, che sta performando e che è composto da sempre più imprese“.

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