Due ONG tedesche hanno rivelato i piani dell’Azerbaigian per espandere la produzione di gas naturale, sollevando preoccupazioni sulla credibilità della COP29, che si terrà nel Paese, e sugli impegni globali per ridurre le emissioni di carbonio.
Manca poco all’inizio della COP29, la 29esima conferenza dell’Onu sul clima che quest’anno si terrà in Azerbaigian. Come sempre, il paese che ospita la COP è anche quello che la presiede e che quindi dà maggiore impulso all’agenda. Ecco, dunque, che la notizia resa pubblica dalle ong tedesche Urgewald e CEE Bankwatch è ancora più preoccupante.
La Socar, la maggiore azienda statale del Paese che si occupa di sfruttamento di combustibili fossili, ha nei suoi piani una grande espansione della produzione di gas naturale nel prossimo decennio.
In altre parole, la nazione che ospita e presiede la COP che ha l’obiettivo di porre fine all’era delle fossili sta investendo proprio sulle fossili.
Non era difficile aspettarselo, a dire il vero, considerando che l’Azerbaigian ha fortissimi interessi nel gas naturale e nel petrolio.
COP29, la preoccupazione degli attivisti
Il report pubblicato dalle ong tedesche ha dimostrato che la compagnia petrolifera statale di Baku intende aumentare la produzione annuale di gas del paese dagli attuali 37 miliardi di metri cubi a 49 miliardi entro il 2033.
Inoltre nei suoi piani c’è un aumento delle esportazioni di gas verso l’Unione Europea del 17% entro il 2026.
Questa notizia ha allarmato parecchio diversi attivisti climatici e addetti ai lavori che temono un fallimento della COP29 che comincerà a novembre.
La 29esima edizione della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima rappresenterà un momento cruciale per fare il punto sui progressi verso gli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi del 2015, che mira a limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.
Le Conferenze delle Nazioni Unite sul clima sono fondamentali perché riuniscono quasi tutti i Paesi del mondo per discutere, negoziare e decidere sulle politiche globali per il clima. Questi vertici permettono ai governi di collaborare, condividere responsabilità e prendere decisioni collettive per ridurre le emissioni di gas serra che causano il riscaldamento globale. Inoltre finanziano l’adattamento ai cambiamenti climatici, soprattutto nei Paesi più vulnerabili.


