Incendio alla COP30, ma negoziati verso il rush finale

Incendio alla COP30, ma negoziati verso il rush finale

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Paura tra i padiglioni della COP30, a Belém, nello Stato del Parà, in Brasile, a causa di un incendio. Negoziati verso il rush finale: si troverà un accordo?

C’è stato un incendio tra i padiglioni della COP30, cioè della Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, non lontano dallo stand dell’Italia. I Vigili del Fuoco stanno evacuando l’area. Mai successa una cosa simile in 30 anni di meeting“. Così l’attivista Giorgio Brizio durante il rogo tra i padiglioni della COP30, cioè della Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, in programma a Belém, nello Stato del Parà, in Brasile, fino al 21 novembre 2025. In pochi minuti, i pompieri, dopo essere intervenuti, hanno domato le fiamme, nonostante il via vai di persone in fuga. “Nessun uomo è rimasto ferito“, ha dichiarato il ministro del Turismo del Brasile, Celso Sabino. 13, però, i soggetti rimasti intossicati dopo avere inalato il fumo. Ancora ignote le cause dell’incendio. A innescare le fiamme, almeno secondo le prime ipotesi, potrebbe essere stato un guasto o un cortocircuito in uno stand.

Intanto, i lavori per l’accordo finale della COP30, cioè della Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, continuano senza sosta. L’ultima bozza in circolazione esclude, però, il “Global Mutirão”, cioè la tabella di marcia per abbandonare le energie non rinnovabili con gradualità. Il termine “fossili”, non a caso, non compare nel testo. “Impossibile sostenere un accordo finale simile“, scrivono in una lettera 36 Paesi. Secondo il WWF, l’ultima bozza del documento è estremamente deludente.

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