deforestazione cop30 investitori

COP30, gli investitori globali: “Stop deforestazione”

Tabella dei Contenuti

Un appello che arriva a venti giorni dall’inizio della prossima COP30 di Belém, in Brasile (ma che probabilmente cadrà nel vuoto).

Stop alla deforestazione e al degrado degli ecosistemi entro il 2030. Un obiettivo sicuramente ambizioso, forse anche troppo, e un appello che non arriva però da ambientalisti ideologici, bensì da investitori globali che gestiscono oltre tremila miliardi di dollari di asset e che si sono rivolti direttamente ai governi. In vista della prossima Conferenza delle parti sul clima (COP30), che partirà il prossimo 10 novembre a Belém, in Brasile, una trentina di investitori istituzionali (tra cui la banca privata svizzera Pictet Group e DNB Asset Management) hanno aderito al Belém Investor Statement on Rainforests.

Si tratta di un’iniziativa che chiede lo stop alla deforestazione e alla perdita di servizi ecosistemici, dal momento che comportano un danno non solo ambientale, ma anche economico. La deforestazione, nonostante alcuni sforzi a livello nazionale e locale sicuramente lodevoli, continua infatti senza sosta: tra incendi boschivi e abbattimenti di alberi per favorire l’espansione agricola, in tutto il mondo, nel 2024, sono andati perduti 8,1 milioni di ettari di foresta. Un’area equivalente al territorio nazionale dell’Inghilterra.

Come investitori, siamo sempre più preoccupati per i rischi finanziari significativi che la deforestazione tropicale e la perdita di biodiversità comportano per i nostri portafogli“, si legge nell’appello ai governi in vista della COP30. Jan Erik Saugestad, CEO di Storebrand Asset Management, ha invece affermato: “Gli investitori hanno sottolineato la necessità di politiche che garantiscano certezza giuridica, normativa e finanziaria per contribuire a proteggere le foreste e salvaguardare la stabilità economica. La deforestazione mina i sistemi naturali su cui si basano i mercati globali, dalla regolamentazione del clima alla sicurezza alimentare e idrica“.

Se in poche occasioni, ci sono stati esempi di politiche volte a contrastare la deforestazione, nella maggior parte dei casi, a livello globale, non è stato fatto assolutamente nulla. Si pensi, ad esempio, all’Unione europea, che all’inizio di quest’anno ha deciso di rinviare di un anno una legge pensata proprio per limitare la deforestazione, dopo aver riscontrato l’oppisizione di importanti partner industriali e commerciali come Stati Uniti, Brasile e Indonesia, che non vorrebbero conformarsi alle norme ritenendolo costoso e dannoso per le loro esportazioni verso il Vecchio Continente.

Con la nuova uscita degli Stati Uniti dagli impegni stabiliti dagli Accordi di Parigi, è ancora più difficile immaginare una COP30 che possa portare a obiettivi condivisi ambiziosi ed efficaci. Il discorso, inevitabilmente, varrà per la deforestazione come per ogni altra politica climatica, un tema che a Donald Trump risulta forse più indigesto perfino degli immigrati, della competizione della Cina e delle proteste ‘No Kings’. Il presidente degli Stati Uniti, d’altronde, ha rovesciato completamente le politiche ambientali e climatiche del suo predecessore Joe Biden, tracciando una linea che ora viene seguita prontamente da altri Paesi occidentali (Ue e Italia compresa). Lo dice chiaramente anche Ingrid Turgen di Rainforest Foundation Norway.

Anche il ruolo del presidente Trump nel ridimensionare il sostegno agli sforzi ambientali ha ostacolato l’azione. Credo che il presidente degli Stati Uniti abbia reso più difficile, per investitori e gestori, tenere conto del clima e della biodiversità in un mercato così volatile” – ha spiegato la responsabile mercati senza deforestazione di Rainforest Foundation Norway – “Tutti gli investitori con cui stiamo parlando ritengono che ci sia un rischio enorme, se non prendiamo in considerazione la diversificazione e il cambiamento climatico a lungo termine, e non solo per motivi morali, ma perché ciò danneggerebbe direttamente i mercati e i loro profitti“.

 

Pubblicità
Articoli Correlati