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Clima, von der Leyen flessibile sui target Ue. E apre ai biocarburanti

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In una lettera ai leader europei in vista del vertice Ue di giovedì, la presidente della Commissione europea annuncia importanti novità sul fronte dell’energia, delle politiche ambientali e dell’automotive. 

Il Green Deal europeo sempre più ‘azzoppato’ (come era prevedibile dopo le elezioni europee dello scorso anno e la nuova maggioranza che ha confermato Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea). In vista del prossimo vertice Ue di giovedì 23 ottobre, la presidente della Commissione europea ha inviato una lettera ai leader, parlando della competitività ma anche dei target ambientali europei al 2040, che subiranno un probabile ridimensionamento.

La lettera di von der Leyen

L’Europa deve difendere se stessa e i propri valori, e senza i mezzi economici su cui fare affidamento, possiamo solo fallire collettivamente: se facciamo le scelte sbagliate, la lenta agonia annunciata da Mario Draghi potrebbe diventare realtà prima e più rapidamente. All’interno della nostra Unione, la realtà varia notevolmente da un paese all’altro. I prezzi sono più bassi in Svezia, Finlandia, Francia e Spagna, ma notevolmente più alti in Italia, Irlanda e Europa sud-orientale. Dobbiamo studiare misure UE efficaci a breve termine per ridurre i prezzi dell’energia nell’Unione, salvaguardando al contempo le condizioni di parità interne. In questo contesto, la Commissione europea presenterà proposte pertinenti il prima possibile” – si legge nella lettera di Ursula von der Leyen – “Ciò di cui abbiamo bisogno ora non è solo un’azione più audace e rapida, che sfrutti appieno tutte le soluzioni energetiche a zero o basse emissioni di carbonio, nel pieno rispetto del principio di neutralità tecnologica, ma anche un’azione più granulare. Mentre acceleriamo il nostro lavoro, molto può essere fatto a livello degli Stati membri. Vi invito a sfruttare appieno il quadro rafforzato degli aiuti di Stato, a ridurre le tasse e gli oneri sulle bollette elettriche, a snellire le procedure di autorizzazione e a collaborare con le banche di promozione e la BEI per ridurre il rischio dei contratti di acquisto di energia a lungo termine, che possono essere molto importanti per le industrie ad alta intensità energetica“.

Le prossime misure 

Tra le varie misure a livello europeo, annunciate da Ursula von der Leyen, ci saranno con tutta probabilità un Industrial Accelerator Act per i settori strategici e un Battery Booster da 1,8 miliardi di euro, oltre al potenziamento del Meccanismo di Adeguamento del carbonio alle frontiere per contrastare la concorrenza sleale. Tre le altre misure che la presidente della Commissione europea proporrà agli Stati membri, l’iniziativa Energy Highways per rimuovere le strozzature infrastrutturali e il Grids Package per il potenziamento delle reti. Ad ogni modo, Ursula von der Leyen ha ribadito più volte la necessità, soprattutto in alcuni Paesi come l’Italia, di abbattere i costi energetici in bolletta, specialmente per quanto riguarda l’elettricità.

I target Ue sulla decarbonizzazione 

Una delle novità più importanti, tuttavia, è sicuramente la possibile rimodulazione dei target Ue di decarbonizzazione al 2040. Anche le politiche climatiche saranno oggetto di discussione nel prossimo vertice Ue, e Ursula von der Leyen ha annunciato così il passo indietro della sua Commissione: “La proposta su un obiettivo di riduzione dei gas serra entro il 2040 è ambiziosa, con il taglio del 90% delle emissioni, ma anche flessibile. Il 3% dell’obiettivo di taglio può essere raggiunto con crediti internazionali di alta qualità e l’obiettivo interno di riduzione delle emissioni può essere inferiore al 90%, a condizione che ciò sia compensato da riduzioni simili, economicamente vantaggiose e ad alta integrità, extra-Ue“. Un vero e proprio manifesto di un passo indietro nelle politiche ambientali e climatiche europee, che diventa ancora più evidente nel caso dell’automotive, su cui Ursula von der Leyen ha annunciato l’anticipo della revisione del regolamento sulle emissioni di CO2, quello che finora prevedeva lo stop alla vendita di nuove auto a benzina o diesel entro il 2035. La revisione arriverà entro la fine di quest’anno.

Automotive, apertura ai biocarburanti 

Lo stop alla vendita di nuove auto a motore endotermico entro il 2035, d’altronde, è sempre stato un tema che ha causato forti proteste da parte del settore dell’automotive e da una buona parte della politica, che lo consideravano troppo drastico e penalizzante. Anche qui, Ursula von der Leyen ha annunciato di voler rivedere alcuni paletti giudicati troppo severi: “Stiamo valutando il ruolo dei carburanti a zero e basse emissioni nella transizione verso un trasporto su strada a zero emissioni oltre il 2030, come gli e-fuel – per i quali mi sono già impegnata nelle linee guida – e i biocarburanti avanzati. Resteremo fedeli al principio di neutralità tecnologica ed efficienza dei costi“.

Le destre esultano 

Grande soddisfazione, dopo l’annuncio di Ursula von der Leyen, arriva da diverse destre europee, ma soprattutto da quella italiana. Tutti i partiti di governo, infatti, avevano sostenuto la necessità di rivedere lo stop alle auto con motore a combustione interna entro il 2035, e sopratutto dall’Italia da tempo era stata avanzata con forza l’ipotesi di introdurre, in fase di transizione, anche i biocarburanti.
Da anni con i conservatori europei ci battiamo in Europa per fare largo ai biocarburanti come alternativa sostenibile ed efficace al diktat dell’elettrico tutto e subito tanto caro alla sinistra rosso-verde. La nostra battaglia ora trova un importante riconoscimento” – il commento di Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo – “Ora è fondamentale passare dalle parole ai fatti e garantire che nella revisione del regolamento sulle emissioni, che ad oggi prevede l’inaccettabile stop alle auto a diesel e benzina dal 2035, venga incluso il via libera ai biocarburanti avanzati, in cui l’Italia è leader“.
Più dura, invece, la reazione degli eurodeputati della Lega. “Brusco risveglio in Ue: dopo anni di scelte sbagliate e politiche dannose nei confronti di aziende, lavoratori e famiglie europee, ora a Bruxelles si accorgono dei loro passi falsi? Ursula von der Leyen dà una spallata a quel Green deal su cui poggiano le fondamenta del suo stesso mandato alla guida della Commissione europea” – si legge nella nota della delegazione leghista al Parlamento europeo – “La Lega chiede da tempo una modifica radicale dell’impianto ideologico del Green deal, con obiettivi maggiormente realistici che non danneggino l’occupazione e la competitività dell’industria europea. Il danno fatto è stato enorme, e quella di oggi è solo una tardiva inversione di rotta. Troppo poco, troppo tardi. Continuiamo a vigilare affinché gli obiettivi sulle emissioni non producano ulteriore perdita di posti di lavoro e delocalizzazioni verso la Cina e altri Paesi extra-europei“.

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