Coralli a rischio, oltre l’80% colpito dallo sbiancamento per lo stress termico

Coralli a rischio, oltre l’80% colpito dallo sbiancamento per lo stress termico

Tabella dei Contenuti

È in corso il quarto evento sbiancamento globale di coralli. A lanciare l’allarme è l’International Coral Reef Iniziative: “Colpito l’84% delle barriere coralline. È il più intenso mai avvenuto”.

La sopravvivenza delle barriere coralline oceaniche è sempre più a rischio. Secondo quanto annunciato dall’International Coral Reef Iniziative (ICRI), lo sbiancamento dannoso dei coralli di tutto il mondo ha raggiunto l’84% delle barriere coralline del mondo. Dal 1° gennaio 2023 al 30 marzo 2025, infatti, lo stress termico dovuto al riscaldamento globale ha danneggiato i fondali con conseguenze su 82 Paesi, territori ed economie.

Si tratta del più intenso evento di questo tipo mai registrato nella storia e, secondo gli scienziati, è ancora in corso. Questo è il quarto sbiancamento globale dal 1998 ed è più grave di quello del 2014-2017, che colpì circa due terzi delle barriere coralline (il 68%). Per gli scienziati non è ancora chiaro quando finirà l’attuale crisi, iniziata due anni fa.

Potremmo non vedere mai più lo stress termico che causa lo sbiancamento scendere al di sotto della soglia che innesca un evento globale”, ha affermato Mark Eakin, segretario esecutivo dell’International Coral Reef Society ed ex responsabile del monitoraggio dei coralli presso la National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti. “Stiamo assistendo a qualcosa che sta cambiando completamente il volto del nostro pianeta e la capacità dei nostri oceani di sostenere la vita e il sostentamento”, ha aggiunto.

Secondo i dati del Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus, il 2024 è entrato nella storia come l’anno più caldo mai registrato. Gran parte del calore accumulato dalla Terra finisce negli oceani, con conseguenze disastrose per la biodiversità marina tra cui la morte dei coralli.

Sbiancamento dei coralli, la colpa è del riscaldamento globale

Le barriere composte dagli organismi coloniali sono fondamentali per la produzione ittica, il turismo e la protezione delle coste dall’erosione e dalle tempeste. Note anche come le “foreste pluviali del mare”, le barriere coralline sono preziosi alleati per la biodiversità, poiché ospitano circa il 25% di tutte le specie marine. Il fenomeno dello sbiancamento dei coralli avviene con l’espulsione delle alghe colorate che vivono al loro interno e di cui si nutrono che, con lo stress termico, iniziano a rilasciare composti tossici. Ciò che resta è uno scheletro bianco, e i coralli indeboliti sono maggiormente esposti alla morte. Se le condizioni ambientali tornano alla normalità, i coralli possono recuperare le alghe e tornare in salute, ma se l’acqua rimane troppo calda a lungo, non sopravvivono.

L’oceano si sta riscaldando principalmente a causa dell’accumulo di gas serra emessi dalla continua combustione di combustibili fossili da parte dell’umanità. In breve, se vogliamo che le barriere coralline sopravvivano, dobbiamo ridurre drasticamente le nostre emissioni e mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi Celsius.”, ha dichiarato l’Ambasciatore Peter Thomson, inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per l’oceano.

MedCoral Guardians, il progetto di Marevivo per salvare i coralli del Mediterraneo

Per proteggere i coralli del Mare Nostrum, l’associazione ambientalista Marevivo ha lanciato l’iniziativa MedCoral Guardians. Il progetto pilota parte dall’isola di Ustica, in Sicilia con il supporto della Fondazione Nando ed Elsa Peretti, in collaborazione con l’Area Marina Protetta di Ustica, la Stazione Zoologica Anton Dohrn, l’Università Politecnica delle Marche e la Rutgers University.

Raffaella Giugni, Segretario Generale di Marevivo, ha raccontato a TeleAmbiente il progetto e le azioni previste per preservare i coralli: “Marevivo ha appena lanciato il progetto “MedCoral Guardians” per la tutela dei coralli nel Mediterraneo. In particolare della Cladocora, che è un corallo cuscino quindi ha la stessa forma dei coralli tropicali ed è presente in molti punti del mediterraneo. I problemi più importanti che i coralli subiscono sono dovuti ai cambiamenti climatici. Tutto questo è dovuto alle azioni dell’uomo. Questo progetto è lanciato da Marevivo insieme all’Area Marina Protetta di Ustica con la collaborazione di importanti università, la Stazione Zoologica Anton Dohrn che effettuerà i monitoraggi e l’Università Politecnica delle Marche che farà le operazioni di restauro. Faremo dei progetti con le scuole, abbiamo posizionato dei cartelli informativi in modo che anche i turisti possano comprenderne l’importanza.”

Pubblicità
Articoli Correlati