Il Lago di Piediluco e il Trasimeno superano quasi a pieni voti i monitoraggi microbiologici. In Umbria la sesta tappa della ventunesima edizione di Goletta dei Laghi di Legambiente. Per quanto riguarda invece la siccità, il Lago Trasimeno è stato individuato come uno dei bacini lacustri più a rischio.
Le acque dei laghi Trasimeno e di Piediluco superano quasi a pieni voti i monitoraggi microbiologici condotti nel 2026 dalla ‘Goletta dei laghi’, la campagna storica di Legambiente per la tutela delle acque dei bacini lacustri italiani che fa la sua sesta tappa in Umbria.
Su otto punti campionati, al Trasimeno si registra un solo punto inquinato, a fronte di 7 risultati ‘entro i limiti di legge’.
L’unico fuori norma è stato il campione della foce del torrente Paganico a Castiglione del Lago.
Nel Lago di Piediluco i 3 punti risultati nei limiti di legge sono: la foce del rio Medio Nera, il campione prelevato presso Armeno Armeni e la foce del rio Fuscello.
Non solo buone notizie, secondo il nuovo report ‘Laghi sotto pressione’ di Legambiente, infatti, il Lago Trasimeno è stato individuato, come uno dei bacini lacustri più a rischio.
Nel 2025 si è verificato un abbassamento di circa 160 centimetri rispetto allo zero idrometrico, limitando la navigazione dei battelli e, nello stesso anno, la sua temperatura superficiale media è stata di 0,79 gradi superiore alla media del periodo di riferimento 1995-2020 .
Per superare la logica dell’emergenza e salvare il bacino, Legambiente ha chiesto quindi di applicare gli strumenti del Piano del Parco e una gestione ecosistemica basata su interventi strutturali: il ripristino del Centro studi di Isola Polvese come polo internazionale di monitoraggio; maggiori controlli su prelievi idrici e dragaggi invasivi, introducendo una navigazione elettrica a basso pescaggio; la transizione agricola per eliminare le colture idroesigenti; l’uso di nature-based solutions per tutelare le sponde e un upgrade straordinario dei depuratori per filtrare microplastiche e Pfas.
“Diventa inoltre prioritario – hanno aggiunto da Legambiente – trasformare le acque reflue urbane depurate in tributari costanti per compensare le perdite estive e regolare gli apporti della diga di Montedoglio non più come soccorso d’emergenza, ma tramite un protocollo vincolato a rigidi parametri ecologici”.
“La fotografia che emerge dai campionamenti microbiologici dei laghi umbri – ha precisato poi il responsabile scientifico Legambiente Andrea Minutolo– è positiva, in particolare sul fronte della depurazione che mostra un graduale miglioramento negli anni, soprattutto sul Trasimeno, ad eccezione del punto critico del torrente Paganico che deve restare sotto stretto controllo”.
“Richiedono invece forte attenzione – ha concluso – i parametri chimico-fisici, influenzati dagli effetti dei cambiamenti climatici. Di fronte a questa minaccia servono strategie di adattamento strutturali: a livello nazionale è urgente stanziare le risorse per attuare il Pnacc, che peraltro va integrato dato che contiene una sola misura per i laghi“.

