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Costa Concordia, 12 anni fa il naufragio all’Isola del Giglio

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Il bilancio: 32 morti (oltre ad un sommozzatore deceduto per le ferite nelle successive operazioni di recupero del relitto), 110 feriti e un disastro ambientale sfiorato.

Dodici anni fa il naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio. Era la sera del 13 gennaio 2012 quando l’immensa nave da crociera, durante la fase di quel tragico inchino davanti all’isola, si avvicinò troppo alla costa, urtando gli scogli delle Scole, ribaltandosi e incagliandosi a poca distanza da Gigli Porto. Una tragedia immane, che resterà per sempre nell’immaginario collettivo: 110 feriti e 32 morti tra passeggeri e membri dell’equipaggio, oltre ad un sommozzatore spagnolo deceduto nel 2014 durante le operazioni, successive alla rotazione della nave e precedenti alla rimozione definitiva, di installazione dei cassoni sul lato di dritta.

Tutto questo, senza considerare l’impatto ambientale del naufragio e delle operazioni di recupero del relitto. Nei serbatoi della Costa Concordia c’erano circa 2.400 tonnellate di combustibile e solo per una pura coincidenza tra le perdite che si erano verificate non c’era l’olio. Solo il 24 marzo 2012, tra mille difficoltà, si riuscì a recuperare carburante e acque nere, ma a bordo della nave c’erano anche oli lubrificanti, acetilene, azoto, grassi per attrezzature meccaniche, smalti e insetticidi liquidi, candeggina e gasolio.

A causa delle correnti, il relitto nei mesi successivi si spostò di qualche centimetro, rischiando di scivolare lungo il fondale e di causare un potenziale disastro ambientale. Prima del recupero, era necessario rimuovere tutti i tipi di combustibile dai serbatoi. Operazioni lunghe, andate avanti per oltre due anni e mezzo, in cui occorreva osservare norme molto rigide per evitare fuoriuscite di sostanze nocive per l’ecosistema dell’Isola del Giglio.

Oltre all’impatto ambientale potenziale nel breve termine, non si può poi non considerare quello relativo alla rimozione e allo smaltimento del relitto e di tutti i suoi componenti. La nave fu infatti trasferita dal Giglio a Genova, dove fu smantellata e demolita del tutto nel giro di tre anni. L’80% delle 500mila tonnellate d’acciaio di cui era composta la Costa Concordia fu riciclato, ma ancora più lungo fu il processo di pulizia dei fondali e di rimozione dei sedimenti nella zona di Punta Gabbianara, iniziato nel luglio 2014 subito dopo la rimozione del relitto e concluso quasi quattro anni dopo.

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