Crediti di carbonio, green jobs, rifiuti tessili, alberi – Tg Ambiente

Tabella dei Contenuti

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Nasce il Registro dei crediti di carbonio: più valore ai boschi italiani; 2) Lavoro, “green jobs” i più richiesti dalle imprese; 3) Rifiuti tessili, 840.000 tonnellate finiscono nell’indifferenziato; 4) “Un albero per la salute”, al via la terza edizione del progetto

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Nasce il Registro dei crediti di carbonio: più valore ai boschi italiani: Un nuovo passo avanti per la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del patrimonio forestale italiano.
Con la firma congiunta dei ministri dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, diventa operativo il Registro nazionale dei crediti di carbonio volontari, uno strumento che punta a rendere più sostenibile la gestione dei boschi e a contrastare il cosiddetto greenwashing. In Italia ci sono oltre 10 milioni di ettari di aree boschive, e da oggi potranno trarre beneficio dai progetti delle imprese che scelgono di investire in iniziative ambientali concrete: azioni capaci di migliorare lo stato dei boschi e, allo stesso tempo, compensare le proprie emissioni di CO₂. I crediti di carbonio sono veri e propri certificati ambientali, rilasciati solo dopo una verifica indipendente da parte di enti terzi accreditati – come avviene per le DOP o per il biologico – e corrispondono alla quantità di anidride carbonica che un progetto forestale riesce a immagazzinare nel tempo. Ogni progetto dovrà avere una durata minima di vent’anni, garantendo quindi interventi di lungo periodo, non solo di conservazione ma anche di gestione attiva del bosco: riforestazione, manutenzione, tutela della biodiversità e prevenzione degli incendi. Il credito potrà poi essere ceduto a terzi dopo cinque anni, generando così valore economico per i proprietari e i gestori forestali, ma anche per le comunità locali, che potranno contare su nuove risorse per la cura del territorio. “È un passo avanti per curare l’ambiente con i fatti e non con gli slogan” – ha dichiarato il ministro Lollobrigida – “un modo per dare nuova linfa ai nostri boschi e rafforzare il legame tra pubblico e privato nella transizione ecologica”.

2) Lavoro, “green jobs” i più richiesti dalle imprese: Le imprese italiane hanno cercato nel 2024 1,9 milioni di professionisti dell’economia verde, pari a oltre il 34% delle assunzioni programmate. È quanto emerge dai dati diffusi da Unioncamere, che confermano come la domanda di green jobs – figure professionali capaci di coniugare competenze tecniche e sostenibilità ambientale – sia in costante crescita. I green jobs includono non solo nuovi profili legati alle tecnologie e ai materiali ecosostenibili, ma anche professioni tradizionali chiamate a evolversi per contribuire agli obiettivi ambientali. Tuttavia, oltre la metà di questi profili risultano difficili da reperire sul mercato del lavoro, segno di un divario crescente tra domanda e offerta di competenze verdi. “La transizione energetica rappresenta una delle più profonde trasformazioni economiche e industriali del nostro tempo”, ha evidenziato Andrea Prete, presidente di Unioncamere, intervenendo all’evento “I colori dell’energia a Brindisi. Si tratta di “ripensare interi processi produttivi, di innovare filiere, di costruire nuove competenze”

3) Rifiuti tessili, 840.000 tonnellate finiscono nell’indifferenziato: Ogni anno finirebbero erroneamente nel rifiuto indifferenziato più di 100.000 tonnellate di piccoli Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), oltre 5.800 tonnellate di Rifiuti di Batterie (RB) portatili e a queste quantità si aggiungono quasi 840.000 tonnellate di Rifiuti tessili. Questi sono i risultati dello studio condotto da Erion – in collaborazione con l’IPLA e il Politecnico di Milano presentati durante l’evento “Sostenibilità e consapevolezza: un’indagine sui rifiuti indifferenziati e sul ruolo della comunicazione nel trasformare i comportamenti” presentati all’Ara Pacis di Roma. Illustrati anche i risultati di un sondaggio, realizzato per Erion da Ipsos Doxa Italia, che mappa gli impatti della comunicazione sui comportamenti dei cittadini in materia di rifiuti. Gli errori più comuni compiuti da chi fa (o meglio vorrebbe fare) la raccolta differenziata si verificano con gli oggetti di cui ci si vuole liberare, ma che non si sa dove buttare e sul podio ci son sicuramente i rifiuti tessili (stracci 41%, scarpe 27% e borse 23%).

4) “Un albero per la salute”, al via la terza edizione del progetto: E’ stata presentata oggi presso l’Aula Magna dell’Ospedale Isola Tiberina di Roma la terza edizione del progetto nazionale ‘Un Albero per la Salute’. L’iniziativa, alla quale ha partecipato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, è stata realizzata dalla FADOI, la Società scientifica della Medicina Interna, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, e prevede per il 2025 un’ulteriore donazione e messa a dimora negli Ospedali Italiani di 38 giovani alberi da parte dei Carabinieri che farà salire il totale a 100 gli alberi messi a dimora nei tre anni del progetto. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “Un albero per il futuro” realizzato dai Carabinieri per la Tutela della Biodiversità in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente.

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