Crisi climatica, droni, riciclo, energia – Tg Ambiente

Tabella dei Contenuti

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) La crisi climatica uccide: 2,5 milioni di vittime per l’aria inquinata; 2) Una nuova energia pulita dalle onde del mare; 3) Cresce in Italia il mercato dei droni subacquei; 4) Generazione Z, tra eco-ansia e dubbi sul riciclo

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) La crisi climatica uccide: 2,5 milioni di vittime per l’aria inquinata: Il mondo sta pagando un prezzo altissimo – in termini di vite umane – per l’inerzia nella lotta al cambiamento climatico.
È l’allarme lanciato dal nuovo rapporto Lancet Countdown on Health and Climate Change, realizzato dall’University College di Londra insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità e a oltre cento esperti internazionali. Secondo il documento, 13 dei 20 indicatori che misurano gli effetti del clima sulla salute hanno raggiunto livelli record. Un quadro drammatico: le morti legate al caldo sono aumentate del 23% dagli anni ’90, arrivando a oltre mezzo milione l’anno. L’inquinamento da combustibili fossili provoca 2 milioni e mezzo di decessi ogni anno, mentre solo nel 2024 il fumo degli incendi ha causato 154 mila morti. In crescita anche le malattie trasmesse da insetti tropicali, come la dengue, favorita da temperature sempre più alte. E il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, con una media di 16 giorni di caldo estremo per persona. Ma l’emergenza non è solo sanitaria: anche l’economia paga un prezzo salato. Si calcola che, a causa del calore, nel 2024 siano andate perse oltre 600 miliardi di ore di lavoro, con un danno economico pari all’1% del PIL mondiale. Un paradosso, sottolinea il rapporto, se si pensa che solo nel 2023 i governi di tutto il mondo hanno speso quasi mille miliardi di dollari in sussidi ai combustibili fossili — più, in alcuni casi, dei bilanci nazionali destinati alla sanità. Eppure qualche segnale positivo c’è: l’abbandono graduale del carbone, ad esempio, ha già salvato circa 160 mila vite ogni anno, grazie a una qualità dell’aria più pulita e alla crescita record delle energie rinnovabili. Il messaggio del Lancet Countdown è chiaro: serve una svolta immediata, per ridurre le emissioni e adattare i sistemi sanitari e sociali agli impatti del clima. “Ogni ritardo – avvertono gli esperti – si traduce in vite umane perdute”.

2) Una nuova energia pulita dalle onde del mare: Il mare non è solo una risorsa naturale ma anche una fonte energetica praticamente inesauribile. Studi recenti stimano che l’energia contenuta nelle onde potrebbe raggiungere tra i 16 mila ed i 30 mila TWh all’anno. Un quantitativo che se, adeguatamente sfruttato, coprirebbe una parte significativa del fabbisogno globale.

3) Cresce in Italia il mercato dei droni subacquei: Cresce in Italia il mercato dei droni marini e subacquei. Nel 2024 il valore di questo comparto ha raggiunto infatti i 93,6 milioni di euro, in aumento rispetto ai 76,2 milioni del 2023, e toccherà i 217,6 milioni nel 2030, superando la stima di 203,9 milioni dello scorso anno. E’ quanto segnala una ricerca realizzata da PwC Strategy & Italy. Sempre in Italia, nel 2030 il mercato dei robot sottomarini arriverà ad un valore di 136,8 milioni, mentre i natanti di superficie senza equipaggio toccheranno gli 80,8 milioni. In particolare, nel nostro Paese il comparto della robotica marina per la Difesa ha raggiunto nel 2024 un valore stimato di 38,6 milioni, destinato a crescere in maniera importante, fino a raggiungere i 98,2 milioni nel 2030. In aumento anche le previsioni del mercato mondiale: nel 2030 toccherà infatti i 18,9 miliardi di euro.

4) Generazione Z, tra eco-ansia e dubbi sul riciclo: Promossi in teoria, rimandati in pratica. È la fotografia della cosiddetta Generazione Green, giovani attenti all’ambiente ma ancora incerti quando si tratta di agire concretamente. A dirlo è un’indagine realizzata dal portale studentesco Skuola.net insieme a Corepla, il Consorzio nazionale per il riciclo della plastica, che ha coinvolto oltre 2.500 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 34 anni. Dalla ricerca emerge un quadro in chiaroscuro. Quasi tre giovani su quattro si dicono preoccupati per la dispersione delle plastiche nell’ambiente, e solo una piccola minoranza, il 5%, ammette di non sentirsi toccata dal problema. Ma quando si passa alla pratica, le certezze vacillano: uno su cinque dichiara di non conoscere bene le regole della raccolta differenziata, e oltre la metà si sente “solo parzialmente sicuro” di fare la cosa giusta. La buona volontà, però, non manca. Nove ragazzi su dieci dichiarano di fare spesso la raccolta differenziata, e uno su due presta attenzione alla sostenibilità delle confezioni quando fa la spesa. Tuttavia, gli errori non mancano: solo il 39% sa che il polistirolo va nella plastica, e appena il 35% smaltisce correttamente i giocattoli. Quando serve informarsi, i social network restano la fonte principale per l’80% degli intervistati, seguiti da siti web, scuola e famiglia. Ma è proprio qui che si annida il rischio di informazioni incomplete o imprecise. Per questo cresce la richiesta di una formazione ambientale più solida, soprattutto a scuola. Per Skuola.net e Corepla, nonostante i giovani abbiano una forte coscienza ecologica, hanno bisogno di strumenti pratici per metterla in atto, come percorsi di educazione continua per trasformare la buona volontà in comportamenti efficaci e consapevoli — a beneficio dell’ambiente e del futuro di tutti.

Pubblicità
Articoli Correlati