In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Incontro tra il ministro Lollobrigida e il commissario europeo Sefcovic; 2) La filiera della birra vale 10 miliardi l’anno; 3) Mozzarella di bufala, sul web è simbolo di benessere e felicità; 4) Social e AI protagonisti tra i fornelli degli italiani
In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Incontro tra il ministro Lollobrigida e il commissario europeo Sefcovic: I principali temi della politica commerciale europea, con particolare riferimento all’accordo Ue–Mercosur e alla questione dazi sono stati al centro dell’incontro a Roma, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, tra il Ministro Francesco Lollobrigida e il Commissario europeo per il Commercio Maros Sefcovic.
2) La filiera della birra vale 10 miliardi l’anno: La birra in Italia non è più solo una bevanda estiva, ma una vera e propria forza economica capace di generare valore, lavoro e cultura.
A dirlo è l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Birra, che fotografa dieci anni di crescita costante per il settore brassicolo. Dal 2015 al 2024, il valore condiviso generato dalla filiera è passato da 7,8 a 10,4 miliardi di euro all’anno, con un incremento del 33%. In dieci anni, il settore ha prodotto 92 miliardi di ricchezza complessiva e creato oltre 24 mila nuovi posti di lavoro, portando gli occupati a 112 mila: numeri che fanno della birra uno dei comparti più dinamici dell’agroalimentare italiano. Anche la produzione cresce, con un aumento del 20%, mentre i consumi interni salgono del 13% e l’export vola a +31%. Oggi, per ogni addetto impiegato nella produzione, si generano altri 31 posti lungo la filiera: dalla logistica alla distribuzione, fino alla ristorazione. Ma la crescita non è solo economica. Negli ultimi anni, gli italiani hanno riscoperto la birra come protagonista della convivialità a tavola, capace di accompagnare piatti della tradizione e interpretare nuovi gusti. In parallelo, si sono sviluppate nuove professionalità — mastri birrai, tecnologi, sommelier della birra — e una maggiore attenzione alla qualità e alla cultura del bere consapevole.
3) Mozzarella di bufala, sul web è simbolo di benessere e felicità: La mozzarella di bufala campana Dop raggiunge un’audience digitale di 37 milioni di utenti. È quanto emerge dalle ricerche di Nomisma e Arcadia, presentate nella sede del Consorzio di Tutela nella Reggia di Caserta. Per la prima volta, sono state raccolte anche le emozioni che suscita la Bufala Campana: piacere, benessere, felicità e innamoramento sono le principali sensazioni vissute da chi degusta l’oro bianco in Europa.
4) Social e AI protagonisti tra i fornelli degli italiani: Conviviali, creativi e sempre più tecnologici. È questo il ritratto degli italiani ai fornelli nel 2025, tracciato da un’indagine di Acadèmia.tv, piattaforma di video corsi di cucina che ha analizzato abitudini, gusti e rapporto con la tecnologia in cucina. Oltre otto italiani su dieci cucinano per la famiglia o per gli amici: il momento del pasto resta per il 95% un’occasione di condivisione e convivialità. Nonostante i ritmi di vita frenetici, il 65% dedica almeno mezz’ora alla preparazione dei piatti, segno di un ritorno a una cucina “lenta” e più attenta. Complice l’aumento dei prezzi, si mangia sempre più spesso a casa: l’82% degli intervistati esce al ristorante non più di una volta a settimana. E quando lo fa, sceglie soprattutto trattorie, pizzerie o ristoranti italiani. I social network continuano a ispirare milioni di appassionati: Instagram è il re incontrastato della cucina online, usato dal 68% degli italiani, mentre YouTube e Facebook restano molto distanti. E proprio i social, insieme ai blog, influenzano anche la scelta dei locali: una persona su due dichiara di decidere dove andare a mangiare dopo aver visto un video o una foto online. Ma la novità più interessante arriva dall’intelligenza artificiale: il 64% degli italiani la utilizza già per creare ricette, organizzare menu in base agli ingredienti o adattare piatti alle proprie esigenze alimentari. Anche se la metà ammette di non fidarsi ancora del tutto dei contenuti generati.


