Crisi climatica, tutela ambientale, porti, incendi – Tg Ambiente

Tabella dei Contenuti

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Nuove misure anti-crisi climatica dalla Banca Centrale Europea; 2) Italia-Slovacchia, protocollo d’intesa per la tutela ambientale; 3) Porti, l’Unione europea accelera sulla transizione green; 4) Italia in fumo: i dati del nuovo report di Legambiente

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Nuove misure anti-crisi climatica dalla Banca Centrale Europea: Nuove misure anti-crisi climatica dalla Banca Centrale Europea. Il Consiglio direttivo della BCE ha annunciato l’introduzione di un “fattore climatico” nel proprio sistema di garanzie per le operazioni di rifinanziamento, al fine di gestire meglio i rischi finanziari legati al cambiamento climatico. Le operazioni di rifinanziamento dell’Eurosistema, spiegano da Francoforte, sono fondamentali per la stabilità dei prezzi, ma risultano oggi sempre più esposte alle incertezze ambientali. Per questo, a partire dal 2026, verrà applicato un adeguamento al valore delle attività usate come garanzia, in base alla loro vulnerabilità agli effetti della crisi climatica. In concreto, il nuovo meccanismo colpirà in particolare i titoli emessi da società non finanziarie, tenendo conto di elementi come:

  • i punteggi climatici degli emittenti,
  • i risultati del climate stress test 2024 dell’Eurosistema,
  • e la maturità residua dei titoli stessi.

Il cosiddetto “fattore climatico” servirà da cuscinetto preventivo, migliorando la resilienza della politica monetaria europea e rafforzando gli strumenti di gestione del rischio già esistenti. La misura entrerà in vigore nella seconda metà del 2026, ma verrà regolarmente aggiornata per tenere conto di nuovi dati, modelli di valutazione e sviluppi normativi. Un segnale chiaro dalla BCE: la transizione verde non è solo una sfida ambientale, ma anche economica e finanziaria. E il sistema europeo si prepara ad affrontarla con strumenti nuovi e mirati.

2) Italia-Slovacchia, protocollo d’intesa per la tutela ambientale:  Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha incontrato oggi al MASE il Vice Primo Ministro e Ministro dell’Ambiente della Repubblica Slovacca, Tomáš Taraba. L’incontro è stato organizzato per finalizzare il Protocollo d’Intesa tecnica tra i due ministeri per rafforzare la cooperazione bilaterale nel campo della tutela ambientale con particolare riguardo alla bonifica delle aree inquinate.

3) Porti, l’Unione europea accelera sulla transizione green: Gli accordi tra aziende per favorire la diffusione nei porti di carrelli per i container a zero emissioni non violano le norme dell’Unione Europea sulla concorrenza. Lo ha chiarito la Commissione Ue, rispondendo alla richiesta di chiarimenti avanzata da APM, un operatore di terminal portuali che fa parte del Gruppo Maersk. Gli operatori negli anni scorsi erano stati riluttanti ad acquistare carrelli elettrici a batteria, sia per i costi elevati ma anche a causa della mancanza di interoperabilità tra le apparecchiature di ricarica di diversi fornitori. Le intese tra le aziende possono accelerare il passaggio dalle attrezzature diesel a quelle elettriche nei porti dell’Unione Europea, contribuendo a ridurrele emissioni di CO2. Per Teresa Ribera, Vicepresidente Esecutiva della Commissione Europea, gli sforzi per decarbonizzare e stimolare la crescita non devono essere ostacolati dall’incertezza sull’applicazione delle norme, e il chiarimento fornito contribuisce alla transizione green di infrastrutture cruciali per il mercato unico e per il commercio dell’Unione Europea.

4) Italia in fumo: i dati del nuovo report di Legambiente: È allarme incendi in Italia. Nei primi sette mesi del 2025 sono stati registrati 653 roghi, che hanno bruciato oltre 30.000 ettari di territorio: un’area grande quanto 43.000 campi da calcio. A lanciare l’allarme è Legambiente, che ha diffuso il nuovo report “L’Italia in fumo”, accompagnato da un pacchetto di proposte per rafforzare prevenzione, controlli e coordinamento tra istituzioni. Secondo i dati rielaborati da Legambiente attraverso il sistema europeo EFFIS, la media è di 3 incendi al giorno, con oltre 47 ettari bruciati ogni volta. Il quadro più critico? Al Sud e nelle Isole, dove si concentra la maggior parte dei danni. Maglia nera alla Sicilia, con quasi 17.000 ettari bruciati in 248 roghi. Seguono Calabria, Puglia, Basilicata, Campania e Sardegna. Tra le regioni del Centro e Nord, spiccano Lazio e Provincia di Bolzano. La crisi climatica, l’abbandono del territorio e l’azione criminale aggravano la situazione. Solo nel 2024, secondo il rapporto Ecomafia, sono stati contestati oltre 3.200 reati legati agli incendi, in gran parte dolosi e nel 95% dei casi a carico di ignoti. “Non basta intervenire in emergenza – ha dichiarato Stefano Ciafani, Presidente Nazionale di Legambiente – serve una governance integrata che unisca prevenzione, monitoraggio e azione concreta. Bisogna rafforzare il presidio del territorio, promuovere i servizi ecosistemici e applicare con rigore le leggi per evitare speculazioni future sulle aree bruciate”. Drammatico anche il dato sulle aree naturali protette. Quasi 6.300 ettari andati in fumo in aree della rete Natura 2000. Il rogo più grave a Dualchi, in Sardegna: 439 ettari distrutti in un solo evento. E preoccupano i ritardi nei Piani Antincendio Boschivo: su 24 Parchi nazionali, solo 8 hanno un piano aggiornato e vigente. Le altre aree protette – incluse 67 Riserve statali – sono in gran parte ancora in attesa. Legambiente propone 12 azioni prioritarie, tra cui: migliore coordinamento istituzionale, gestione sostenibile del territorio, uso del pascolo per prevenzione, applicazione più severa delle norme e coinvolgimento diretto delle comunità locali.

Pubblicità
Articoli Correlati