L’associazione culturale pugliese ha lanciato la proposta, raccolta anche dall’onorevole Sergio Costa a Montecitorio. Oltre 330 le prime adesioni di personalità del mondo politico, accademico, imprenditoriale, ecclesiastico, culturale, sanitario e della ricerca, ma anche lo stesso vicepresidente della Camera, Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, e Al Bano.
La candidatura al Nobel per la Pace dei bambini di Gaza, vittime innocenti della guerra tra Israele e Hamas, arriva fino al Parlamento. Proposta ufficialmente con una apposita campagna dall’associazione culturale e sociale pugliese L’Isola che non c’è, grazie al vicepresidente Sergio Costa l’iniziativa è arrivata anche alla Camera dei deputati. L’Isola che non c’è è una associazione che raccoglie, tra i suoi iscritti, importanti personalità del mondo politico, accademico, ecclesiastico, culturale, sanitario e della ricerca, provenienti in gran parte dalla Puglia ma non solo. Sono oltre 330 le prime adesioni sottoscritte per la candidatura, tra cui lo stesso Sergio Costa e anche Albano Carrisi.
“La forza di questa proposta sta anche nel fatto che dietro ad essa c’è la collaborazione, la partecipazione e la forza dell’intero gruppo, composto da oltre 330 autorità. Noi stiamo seguendo un filo conduttore sul tema della pace: siamo stati a Kiev, a Mosca, a Gerusalemme, anche con il maestro Al Bano. Questa è un’altra iniziativa, ancora più forte, che coinvolge l’opinione pubblica, adesso ci sono centinaia di cittadini, di rappresentanti istituzionali, il Senato accademico delle Università di Bari e di Lecce e altre istituzioni, che stanno aderendo” – ha spiegato Franco Giuliano, giornalista e presidente onorario dell’associazione L’Isola che non c’è – “Stiamo anche organizzando una mostra, a 30 anni dall’Accordo di Dayton, su Sarajevo e su quella che è stata la guerra nell’ex Jugoslavia negli anni ’90. Il nostro impegno su questo tema è abbastanza forte“.
“Intanto, questa proposta è una buona idea, ed è sempre il momento giusto per fare opere di questo genere, e quindi che Nobel sia. Come si fa a non essere vicini ai bambini di Gaza? È una tragedia quotidiana e non si può restare indifferenti di fronte a tanta malvagità e tanto squallore umano. L’essere umano deve essere umano, non disumano. Quando sarà il tempo, se serve, potremo fare un evento in Terra Santa. Intanto però pensiamo alla vita di chi nasce, si affaccia alla vita e ha diritto alla vita, non a sfuggire dalle bombe, dalle armi, da tragedia che non c’entrano niente con l’umanità” – il commento di Al Bano – “Una mia canzone che potrebbe essere dedicata ai bambini di Gaza? Un pezzo del grande Mikis Theodorakis, ‘Il ragazzo che sorride’, del 1968, che tratta proprio di questa tematica. Io vorrei che la parola guerra fosse cancellata totalmente dal vocabolario umano, perché la vita ci è stata data e la dobbiamo difendere con tutte le forze possibili e immaginabili. Penso che la guerra sia semplicemente squallore, decadenza, uno schiaffo in faccia all’umanità inaccettabile“.
“Il governo italiano è in gravissima difficoltà, vedo che di fronte a sondaggi tragici la presidente Meloni sta immaginando di lanciare aiuti umanitari sulla Striscia di Gaza. Non so se gli israeliani glielo permetteranno e non so se riusciremo a convincere il governo Netanyahu a cambiare linea. Il presidente della Repubblica è stato molto più efficace, sia sulla vicenda di Gaza che su quella dell’Ucraina, e colgo l’occasione per dargli tutto il mio sostegno dopo essere stato inserito, assieme ad altri, in questa lista di proscrizione redatta dal governo russo, che mi pare qualcosa di metodologicamente molto sbagliato” – ha spiegato Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia – “La Puglia sta facendo tutto il possibile, anche grazie alla Comunità palestinese della Puglia (e mi auguro possa unirsi anche la Comunità ebraica pugliese a questi sforzi di dialogo), siamo impegnati nella lotta all’antisemitismo, abbiamo inventato i treni della Memoria, abbiamo finanziato musei della Shoah, abbiamo ricordato le partenze degli ebrei da Capo Santa Maria di Leuca per il ritorno in Israele e siamo stati sempre consapevoli della tragedia che costituisce un genocidio. Per questo abbiamo riconosciuto subito cosa stava accadendo nella Striscia di Gaza e ci auguriamo di poter organizzare, in autunno, una grande conferenza giuridica a Bari sulla Convenzione contro il genocidio che, ricordo, non prevede solo di non commettere genocidi, ma anche di attivarsi perché questi non avvengano. Convocheremo giuristi spero di tutto il mondo, per discutere di quanto sta accadendo, e nel frattempo ci auguriamo che questa nostra istanza di pace possa convincere il mondo a fare tutte le pressioni possibili su Israele. Se il mondo facesse la metà di ciò che è in grado di fare, credo che Israele si fermerebbe“.
“Per noi, come UniSalento, è molto importante e spero che molte altre Università possano seguire. Il nostro Senato accademico ha approvato all’unanimità, a fine giugno, una mozione che ribadisce la necessità di difendere la giustizia, la pace e il diritto internazionale in Palestina. Abbiamo preso consapevolezza e siamo convinti di non poter più restare in silenzio, l’Università ha il dovere morale e istituzionale di intervenire dinanzi a una catastrofe umanitaria” – il commento della professoressa Maria Antonietta Aiello, rettrice eletta dell’Università del Salento – “Con la nostra mozione, abbiamo condannato ogni forma di violenza, ogni violazione del diritto umanitario internazionale e insieme a questa condanna abbiamo aderito a questa proposta di candidatura dei bambini di Gaza per il Premio Nobel per la Pace 2026“.


